ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Seduta ad alta tensione per le Borse.Wall Street chiude in forte calo con fiammata del greggio

La guerra in Ucraina e la corsa delle materie prime pesano sui mercati che però riescono a chiudere sopra i minimi di giornata. Sotto pressione le banche. In rally Tenaris. Ancora a picco il rublo. Wall Street in rosso

di Flavia Carletti e Cheo Condina

La Borsa, gli indici del 7 marzo 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura in calo per le Borse europee al termine di una seduta ad alta tensione, con l'attenzione rivolta a gli sviluppi della guerra in Ucraina. Con le nuove minacce del presidente russo Vladimir Putin nel week end e l’ipotesi di un embargo sulle importazioni di gas e petrolio dalla Russia ventilata dal presidente americano Biden, i listini sono affondati in apertura con Milano che è arrivata a perdere oltre il 6 per cento. Ciò mentre il petrolio toccava 130 dollari con il Brent e il gas arrivava a 345 euro. Poi, la mediazione turca tra Ucraina e Russia – giovedì dovrebbero incontrarsi i due ministri degli Esteri Lavrov e Kuleba – e il via al terzo round di negoziati mentre i russi annunciavano il cessate il fuoco su sei corridoi umanitari, ha riportato le Borse sulla parità.

Infine, è arrivata l’apertura debole di Wall Street, peggiorata poi con il passare delle ore. Alla fine della giornata, a Piazza Affari il Ftse Mib ha perso l'1,36%, a Parigi il Cac40 l'1,15% e a Francoforte il Dax40 l'1,9 per cento. Si muove, appunto, sotto la parità anche Wall Street che chiude in forte calo con Dow Jones a -2,38%, Nasdaq a -3,62% e S&P a -2,96%.

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Sotto i riflettori in particolare il comparto energia con i titoli legati al petrolio in deciso progresso sulla scia del rally del greggio. L'attenzione degli operatori torna intanto a concentrarsi anche sulle banche centrali: giovedì è atteso l'esito del consiglio direttivo della Bce, seguito dalla tradizionale conferenza stampa della presidente Christine Lagarde.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Banche sotto pressione, dubbi sulle prospettive per i tassi

Le banche sono rimaste al centro dell'ondata di vendite: a livello continentale il sottoindice Stoxx del comparto ha fatto segnare una delle peggiori prestazione di giornata, mentre sul Ftse Mib di Piazza Affari i titoli di molti istituti hanno chiuso in fondo al segmento. Unicredit ha perso il 5,59%, Bper il 5,17% e Banco Bpm il 4,61%, quando Intesa Sanpaolo è scesa del 2,8 per cento. Gli analisti di Jefferies hanno indicato in un report che la caduta dei titoli bancari è legata al tema dell'esposizione in Russia e al freno imposto dalla guerra in Ucraina alla prevista stretta di politica monetaria da parte della Bce. «Il recente sell off implica che il "valore" dei rialzi dei tassi è stato rimosso - si legge in un report -. Il vertice Bce di questa settimana sarà valutato con attenzione ma, date le pressioni sui prezzi, crediamo che qualche tipo di normalizzazione dei tassi è probabile che prosegua».

Leonardo approfitta dell'ipotesi aumento delle spese militari

Tenaris ha chiuso in testa al Ftse Mib mettendo a segno un progresso del 13,03%, beneficiando dell'andamento del valore del greggio e soprattutto della prospettiva che sia ridisegnato l'approvvigionamento europeo e mondiale del gas e del petrolio, in modo da ridurre la fornitura russa. Questo ovviamente comporterà la costruzione di nuove infrastrutture. Bene anche Leonardo (+6,3%). Secondo indiscrezioni di stampa, il governo italiano starebbe valutando con la prossima legge di bilancio un incremento graduale della spesa militare di circa 8/10 miliardi di euro nei prossimi 5 anni in risposta agli attuali sviluppi geopolitici. «A differenza di quanto annunciato dalla Germania, il piano allo studio in Italia prevede solo un incremento graduale della spesa per la difesa, ma rappresenterebbe un'ulteriore conferma del cambio di atteggiamento dei Paesi europei su questa voce di bilancio», hanno commentato gli analisti di Equita, che sottolineano che «in attesa di conferme e dei dettagli della spesa, la notizia è ovviamente positiva per i titoli del settore militare». Fuori dal segmento principale, Fincantieri è salita del 7,67 per cento. In coda al Ftse Mib ha chiuso Stellantis (-6,4%) in una seduta nera per il comparto auto europeo, seguita da Ferrari (-5,68%).

Seduta sull'ottovolante per Tim

Sono proseguite anche nella seduta di oggi le forti oscillazioni del titolo Tim che, dopo una tendenza fortemente negativa in prima mattinata (arrivato a perdere in avvio oltre il 10%) e un rimbalzo di oltre il 10%, ha registrato nel pomeriggio una nuova inversione di tendenza, con nuove forti perdite. In chiusura il titolo ha perso il 5,4 per cento. La Consob, secondo quanto si apprende, monitora l'andamento del titolo, come succede normalmente quando si registrano oscillazioni anomale di un titolo. C'è quindi la massima attenzione degli uffici della Commissione sull'andamento e l'operatività del titolo di Tim. Intanto, c'è attesa, per quanto riguarda l'operatore tlc, per il prossimo cda che dovrebbe finalmente prendere in esame l'Opa di Kkr.

Euro sotto 1,09 dollari, rublo a picco

Dopo il no tedesco al blocco delle importazioni dalla Russia frenano sia il petrolio sia il gas. Il primo, in chiusura dei mercati europei, guadagna comunque il 3,7% con il Wti a un passo da 120 dollari, il secondo segna 227 euro (+18%). Sul fronte dei cambi, continua a perdere quota l’euro nei confronti del dollaro: si attesta a 1,085 contro 1,091 di venerdì scorso. La divisa unica invece è stabile a 125,3 yen, mentre il cambio dollaro/yen è pari a 115,45 (114,78). Prosegue la caduta del rublo nei confronti delle altre valute. Per un dollaro occorrono ora 140 rubli contro i circa 70 di fine anno mentre per un euro ne occorrono 152. Il rublo paga anche la decisione comunicata ieri da Moody's di abbassare ulteriormente il rating sulla Russia in territorio "junk" a Ca da B3 a riflettere il fatto che il rischio di un default sul debito è aumentato significativamente.

Spread BTp/bund poco mosso in chiusura

Dopo un avvio in forte rialzo, chiusura poco mossa per lo spread BTp/Bund. Alle ultime battute il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco si attesta a 160 punti base, uno in più rispetto ai 159 punti del closing di venerdì. Sale nettamente anche il rendimento del BTp benchmark decennale, indicato all'1,60% dall'1,52% del closing della vigilia.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Gas alle stelle sopra i 300 euro/MWh, poi torna a 230

Il prezzo del gas si è ridimensionato nel corso della seduta dopo aver toccato un massimo storico di 345 euro/MWh in mattinata. Dopo essere scesi di poco sopra i 260 euro nel primo pomeriggio, i prezzi del gas quotati alla borsa di Amsterdam - future aprile - sono arrivat a 230 euro al megawattora con un rialzo del 21% rispetto a venerdì.

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