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Borse, nuovo massimo per Piazza Affari. Settimana di rialzi grazie a Wall Street

L’indice Ftse Mib (+0,84%) ha chiuso a 24.131 punti, il valore più alto dal 15 maggio del 2018. L'euro perde terreno su dollaro e yen. Lo spread BTp-Bund chiude a 159 punti base

di Flavia Carletti


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(REUTERS)

6' di lettura

Settimana in generale positiva per le Borse del Vecchio Continente con un nuovo massimo per Piazza Affari nell’ ultima seduta. L’indice Ftse Mib (+0,84%) ha chiuso a 24.131 punti, il valore più alto dal 15 maggio del 2018, tra scambi in calo per 2,1 miliardi di controvalore. In calo lo spread a 158,9 punti base all'indomani della bocciatura del referendum promosso dalla Lega da parte della Consulta. Chiusura record a Wall Street: Dj +0,15% e Nasdaq +0,3%.

Piazza Affari nell'ottava ha guadagnato lo 0,5% (il 2,7% da inizio 2020). Francoforte è rimasta più indietro con un più limitato +0,32% per il Dax30 (+2,09% da inizio anno), mentre la settimana è stata migliore per il Cac40 a Parigi che ha registrato un progresso dell'1,09% (+2,05% da inizio anno), per l'Ibex35 a Madrid +1,12% (+1,38%), e per il Ftse100 a Londra +1,14% (+1,75%). Uno dei titoli più penalizzati tra quelli del Ftse Mib è stato Atlantia (-3,82% nell'ottava) che paga l'incertezza sulla questione concessioni autostradali. Settimana in rosso anche per Salvatore Ferragamo (-4,59%) e Pirelli (-4,34%).

Attesa per Davos, banche centrali e nuovi dati macro
La prossima settimana l’attenzione degli operatori sarà rivolta al World Economic Forum a Davos a cui parteciperanno esponenti di rilievo a partire dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e dai governatori delle principali banche centrali. In particolare, andrà monitorato il discorso dell’attuale governatore della BoE, alla luce delle sue recenti dichiarazioni sulla possibilità di un taglio dei tassi nella riunione del prossimo 30 gennaio. Ci sarà, sempre in Gran Bretagna, il voto per l’approvazione dell’accordo con l’Ue. Da segnalare che la settimana inizia con l’assenza degli operatori Usa, per festività (Martin Luther King Day), e si concluderà con gli operatori cinesi assenti per l’inizio dei festeggiamenti del capodanno lunare. Sul fronte macro, in Europa e negli Usa si guarderà alla pubblicazione preliminare dei Pmi manifatturieri e servizi e in particolare su quello manifatturiero tedesco che dovrebbe evidenziare segnali di miglioramento. Per quanto riguarda la politica monetaria, ci sarà la prima riunione del 2020 della Banca centrale europea, per cui è attesa una conferma dei tassi di interesse. La presidente, Christine Lagarde, potrebbe offrire maggiori dettagli sul processo di revisione del target di inflazione previsto per quest’anno. Inoltre ci saranno le riunioni delle Banche centrali di Giappone, Canada e Norvegia, che non ci si aspetta toccheranno i tassi.

Ultima seduta della settimana in deciso rialzo
Le Borse europee hanno chiuso la giornata in rialzo, sulla scia dei record di Wall Street, dove gli indici viaggiano poco mossi dopo aver ancora aggiornato i massimi. A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in progresso dello 0,84%, con Parigi (+1%), Francoforte (+0,7%) e Madrid maglia rosa nel Vecchio Continente (+1,1%). Dopo l'accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina si guarda ora ai rapporti tra Usa e Ue, con gli incontri a Washington tra il commissario del Commercio Ue e i rappresentanti statunitensi. Intanto dalla Cina sono arrivati nuovi dati macro: anche se nell'intero 2019 la crescita del Pil (+6,1%) è risultata la più bassa degli ultimi 30 anni, tuttavia il IV trimestre (+6%) è allineato a quello precedente ed è accompagnato da un incremento sopra le attese della produzione industriale di dicembre (+6,9%). Nel pomeriggio sono arrivati anche nuovi indicatori dall'economia Usa: a dicembre l'indice che misura l'avvio di nuovi cantieri ha registrato un rialzo del 16,9% su novembre al tasso annualizzato pari a 1,608 milioni di unità, sopra le attese. Si tratta del livello più alto dal dicembre del 2006. La produzione industriale Usa a dicembre è scesa dello 0,3% ma rispettando le stime del mercato, quando la lettura preliminare della fiducia dei consumatori dell'università del Michigan ha mostrato un calo a 99,1 punti.

Focus anche sui rapporti Usa-Ue
«Dopo aver accantonato momentaneamente le tensioni con la Cina, l’Amministrazione Usa è tornata a confrontarsi con l’Ue con il tema della web tax francese al centro del confronto. In risposta, l’Ue valuterà se l’impegno cinese ad aumentare sensibilmente gli acquisti di prodotti “made in Usa” sia compatibile con le regole del Wto». Sul rapporto Usa-Ue gli operatori hanno seguito con attenzione gli incontri a Washington, giudicati positivi, tra il ministro del Commercio Ue e i rappresentanti statunitensi.

Recupera Prysmian, debole Atlantia
Tra i titoli, acquisti su tutti i settori in maniera trasversale: Buzzi Unicem (+3,44%), Prysmian (+2,9%) e Diasorin (+2,81%) hanno chiuso in testa al segmento principale di Piazza Affari. Prysmian recupera dopo la debolezza registrata alla luce del guasto del 12 gennaio al collegamento Western Lynk. Lo scenario più negativo sembra scongiurato e i danni risultano solo a una parte del collegamento terrestre. Resta debole Atlantia (-0,39%), quando persiste l'incertezza sulla questione concessioni autostradali, all'indomani della presentazione da parte della controllata Autostrade per l'Italia di un piano di investimenti e manutenzione da 7,5 miliardi di euro.

Geox, i ricavi deludono. BB Biotech alza il dividendo
Fuori dal Ftse Mib, da segnalare la flessione di Geox dopo l'uscita a sorpresa dell'amministratore delegato e i risultati poco brillanti dei ricavi 2019. In ascesa Bb Biotechche ha aumentato il dividendo ordinario dopo aver chiuso il 2019 con un utile di 677 milioni di franchi svizzeri.

Pil Cina: +6,1% nel 2019, crescita più bassa da 30 anni
In Cina è stato pubblicato il dato sul Pil 2019: in crescita del 6,1%, il ritmo più lento dal 1990. Il risultato si pone ai minimi delle attese del Partito comunista, fra 6,1% e 6,5%. si tratta comunque di un dato in linea con le aspettative degli analisti, che si attendevano un rallentamento dal 6,6% del 2018 al 6,1% del 2019. Il prodotto interno lordo è salito invece del 6% nel quarto trimestre dello scorso anno. Inoltre la produzione industriale cinese ha, da una parte, mostrato un andamento complessivo del 2019 (+5,7%) inferiore a quello del 2018 (+6,2%), dall'altra però, ha registrato nel mese di dicembre un'accelerazione (+6.9%) su base annua ben superiore alle previsioni (+5,9%).

Euro in calo su dollaro e yen, petrolio poco mosso
Sul fronte dei cambi, si è indebolito l'euro che passa di mano a 1,1093 dollari (1,1138 in avvio e 1,1131 alla vigilia) e 122,2095 yen (122,75 e 122,64), quando il cambio dollaro/yen si attesta a 110,168 (110,20 e 110,12). Infine, il petrolio, dopo una seduta positiva, ha rallentato: il contratto consegna Marzo sul Brent del Mare del Nord è pressoché invariato a 64,62 dollari al barile e il contratto consegna Febbraio sul Wti scivola dello 0,19% a 58,41 dollari la barile. Da segnalare che, nonostante la fiammata sulla scia delle tensioni Usa-Iran, il prezzo del Wti da inizio anno è in calo.

Nuova tornata di dati macro dagli Stati Uniti
Intanto da Oltreoceano viene pubblicata una nuova tornata di dati macro. Per quanto riguarda il settore dell'edilizia, secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio statunitense, l'indice che misura l'avvio di nuovi cantieri, nel mese di dicembre 2019, ha registrato un rialzo del 16,9% su novembre al tasso annualizzato pari a 1,608 milioni di unità. Si tratta del livello più alto dal dicembre del 2006. Gli economisti aspettavano un rialzo dello 0,4% a 1,370 milioni di unità. I permessi per le costruzioni, che anticipano l'attività futura del settore edilizio, hanno invece registrato un ribasso mensile del 3,9% a 1,416 milioni di unità contro stime per un -1,5% a 1,460 milioni di unità. Rispetto a un anno prima, i permessi sono aumentati del 5,8%, i nuovi cantieri del 40,8 per cento. Per quanto riguarda la produzione industriale, a dicembre negli Usa è diminuita in linea alle attese. Stando alla Federal Reserve, il mese scorso la produzione industriale si è contratta dello 0,3% come atteso dagli analisti. Il dato del mese precedente è stato rivisto da +1,1% a +0,8 per cento. Per il quarto trimestre del 2019, la produzione industriale è diminuita dello 0,5%. L'utilizzo della capacità degli impianti - che misura la produzione industriale rispetto al potenziale - è sceso di 0,4 punti percentuali al 77,0%, in linea con le attese; il dato resta sotto la media di lungo termine del 79,8% registrata tra il 1972 e il 2017. Prima dell'ultima recessione, il dato era solitamente oltre l'80 per cento.

Spread chiude in calo a 159 p.b., rendimento decennale scende all'1,39% Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato telematico Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005383309) e il pari scadenza tedesco ha terminato gli scambi a quota 159 punti base dai 165 punti base del closing di ieri. Scende anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione all'1,39%% dall'1,44% del riferimento della vigilia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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