gli appuntamenti finanziari di fine 2018

Borse, l’ultima dell’anno sarà la settimana del “gatto morto” ?

di Vito Lops


Borsa: molte incognite sul 2019

2' di lettura

Mancano ormai poche sedute, poche ore alla chiusura dell’anno finanziario. Passerà agli annali come un anno di correzione, in tutte le principali classi di investimento: borse, bond, petrolio, criptovalute, ecc. I dubbi che attanagliano gli investitori - e che hanno fatto scendere la capitalizzazione globale delle Borse di oltre 16mila miliardi dai massimi dell’anno toccati il 28 gennaio - non dovrebbero essere sciolti nell’ultima settimana: la guerra commerciale tra Usa e Cina (che impatta anche sull’Europa e in particolare sulla Germania) avrà sviluppi dopo il 31 marzo. Fino a tale data i due Paesi hanno firmato una sorta di tregua.

L’altro grande dubbio - l’entità del rallentamento dell’economia globale - dovrà aspettare le nuove trimestrali e i nuovi dati macro. Intanto la Federal Reserve ha abbassato le stime sulla crescita Usa per il 2019, da +2,5% a +2,3%. Questi numeri - comunque di espansione del Pil e decisamente lontani da uno scenario di recessione - stridono con la forza del calo di Wall Street che nell’ultima settimana ha perso oltre il 5% e che si avvia a chiudere il mese di dicembre peggiore dai tempi del crack di Lehman Brothers.

Se il mood degli investitori resterà nei prossimi giorni quello delle ultime ore c’è il rischio di assistere a delle sedute molto volatili - anche perché solitamente nell’ultima settimana dell’anno i volumi sono sensibilmente ridotti - con possibili “rimbalzi del gatto morto”, come quello di venerdì. Con questa espressione gli esperti definiscono quelle sedute in cui gli indici partono in rialzo ma poi non hanno la forza nel corso della giornata per sostenerlo e quindi terminano in calo. È quello che è accaduto a Wall Street nell’ultima seduta.

Dal punto di vista degli appuntamenti i prossimi giorni saranno avari di dati macro sensibili.

Giovedì 27 dicembre negli Usa ci saranno i dati sulle nuove richieste dei sussidi di disoccupazione, l’indice sulla fiducia dei consumatori e l’aggiornamento sulle vendite di case nuove. Numeri che serviranno a capire quanto e se l’economia Usa sta rallentando e se la Fed ha avuto ragione a stimare al momento altri due rialzi dei tassi nel 2019 dopo le quattro strette attuate nel 2018 e le 10 complessivamente messe a punto da dicembre 2015 (quando ha invertito la politica monetaria).

Venerdì 28 arriverà, sempre dagli Usa, un altro dato importante: l’indice sulle vendite di case in sospeso elaborato dalla National association of realtors, considerato un indicatore primario dell’attività nell’edilizia abitativa e quindi un potenziale market mover per i motivi sopraindicati. A conti fatti, però, considerata la scarsa mole di informazioni in arrivo, potrebbero essere più le parole dei politici a dare un senso ai mercati che affronteranno con stanchezza le ultime sedute di un anno difficile che molti gestori non vedono l’ora di mettersi alle spalle.

twitter.com/vitolops

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