ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùla giornata

Le aperture di Trump sulla Cina riaccendono le Borse. A Piazza Affari (+1%) corre Unicredit

Il presidente Usa ha detto che incontrerà venerdì il vicepremier cinese, smentendo indiscrezioni su una rottura dei negoziati. In Europa gli acquisti si sono concentrati su banche, auto, industriali. Acquisti anche sui titoli del lusso dopo i dati di ieri del colosso francese Lvmh. Petrolio in rialzo dopo il report Opec. Spread chiude in rialzo di un punto a 154

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi


default onloading pic

5' di lettura

Le Borse europee, timide nella prima parte della seduta in attesa di notizie sul fronte dazi, hanno accelerato in scia a Wall Street e hanno chiuso sui massimi di giornata dopo che il presidente americano Donald Trump ha smentito la stampa cinese e ha detto che incontrerà il vicepremier cinese Liu He venerdì alla Casa Bianca. «Grande giorno per i negoziati con la Cina. Loro vorrebbero un accordo, ma io? Incontro il vicepremier domani alla Casa Bianca», ha scritto Trump su Twitter. In precedenza il South China Morning Post aveva riportato indiscrezioni secondo cui la delegazione cinese sarebbe ripartita dagli Stati Uniti in anticipo sul programma prestabilito a causa di alcune divergenze sulla trattativa su cessione di tecnologia e know-how sensibili come presupposto per fare affari in Cina.

L'accelerata di industriali, banche e auto ha così messo le ali ai principali indici continentali: a Piazza Affari il FTSE MIB ha chiuso a +1,03%, Parigi a +1,27%, Francoforte a +0,58%, Madrid a +1,2% circa e Londra a +0,28%, più lenta a causa dei timori sulla Brexit.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Lusso sotto i riflettori, sprint del comparto auto
Le parole di Trump hanno tirato la volata agli industriali e al comparto auto, tra i più penalizzati dal braccio di ferro Usa-Cina sui dazi. A Piazza Affari, dopo una prima parte di seduta sottotono, hanno premuto sull'acceleratore Pirelli , Fiat Chrysler Automobiles e Cnh Industrial.
Già in mattinata si era distinto in positivo il comparto del lusso, ben comprato grazie al buon andamento delle vendite del colosso francese Lvmh nei primi 9 mesi dell'anno, con ricavi che hanno superato i 38 miliardi di euro con una crescita del 16% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un dato particolarmente apprezzato dagli analisti perché realizzato nonostante il contesto geopolitico sfidante. La crescita è stata trasversale a tutti i marchi e a tutti i mercati. Ne beneficiano quindi anche gli altri titoli del lusso in Europa: a Milano corre Moncler che segna la performance migliore del listino principale. Sul listino milanese, banche in territorio positivo, a partire da Unicredit dopo l'annuncio della banca di voler recuperare i tassi negativi sui conti correnti oltre i 100mila euro. Sempre sotto la lente Mediobanca, dopo che ieri Del Vecchio ha detto all'agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor di volere piazzetta Cuccia meno dipendente da Generali.

Deboli le utility e il settore sanità, fuori dal Ftse Mib corre Mondadori
In coda al listino principale si sono piazzate le utility (Enel-0,7%, Hera -0,85%, Terna-0,59%, Italgas -1,38%), frenate dal cattivo andamento del comparto in Europa (-0,36% l'Euro Stoxx 600 di settore) e, in generale, dal fatto che gli investitori hanno snobbato oggi i titoli difensivi. In discesa anche il comparto farmaceutico e delle apparecchiature per la sanità (Amplifon -2,1%, Diasorin -0,9% e Recordati -0,16%) con il rallentamento del settore a livello continentale. Fuori dal listino principale, in fuga Mondadori (+7,03%), grazie alla promozione di Equita che ha alzato il giudizio sul gruppo editoriale di Segrate a «buy» e ha rivisto al rialzo le stime dell'ebitda adjusted 2019-20 del 2% e quelle sull'utile netto adjusted del 3% grazie ai Libri e al Retail. Tra i titoli a minore capitalizzazione, la migliore è stata Neosperience (+7,84%), seguita da Casta Diva Group (+7,37%), mentre sul fronte opposto continua il crollo di Bio On (-9,38%, dopo essere stata in asta di volatilità per parte della seduta) che si avvicina ai minimi storici e cede il 90% circa da inizio 2019.

In Europa i rialzi degli indici sono stati generalizzati, in scia a Wall Street, che ha girato in positivo dopo l'apertura di Trump alla Cina. A fare la parte del leone sono state le banche (+2,26% l'Euro Stoxx 600 di settore) e le auto (+2,25%), seguite da titoli del comparto chimico (+1,82%), vendita al dettaglio (+1,47%), costruzioni (+1,39%) e industria (+0,9%). Per quanto riguarda i titoli, ad Amsterdam Philips ha ceduto l'8,76%: il gruppo, che ha riconvertito le proprie attività focalizzandosi sulle tecnologie per la sanità e le apparecchiature per ospedali, ha lanciato un profit warning e ha detto che non raggiungerà gli obiettivi sugli utili anche a causa delle ricadute della guerra dei dazi. A Parigi Michelin (+1,88%) si è accodata ai rialzi del comparto auto, con gli investitori che hanno accolto in modo comunque positivo la notizia della chiusura di un impianto a La Roche-Sur-Yon, dove lavorano 619 dipendenti (sarà data loro la possibilità di restare all'interno del gruppo in Francia). Tra le quattro ruote, si sono distinte a Parigi Peugeot (+3,48%) e il gruppo della componentistica Valeo (+3,78%), mentre a Francoforte sono andate bene Bmw (+1,41%), Volkswagen (+2,63%) e Daimler (+2,57%).

Spread BTp/Bund chiude a 154. Tassi in rialzo nell'asta BoT
Nuova seduta negativa per l'obbligazionario europeo, colpito da una serie di vendite. I prezzi in calo hanno fatto risalire i rendimenti. Lo spread tra i decennali italiani e tedeschi si è leggermente riaperto nel corso della seduta. Nel finale il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari scadenza tedesco e' indicato a 154 punti base (153 punti alla chiusura di ieri e in avvio stamani). In risalita i rendimenti dei decennali italiani: dallo 0,99% di stamani fino all'1,05 per cento della chiusura.
Sul primario, rendimento in rialzo frazionale per i BoT annuali assegnati oggi dal Tesoro. Nel collocamento odierno il Tesoro ha emesso 6 miliardi di Buoni a 12 mesi scadenza 14/10/2020 spuntando un rendimento pari a -0,219%, in aumento di 1 centesimo rispetto all'asta del mese precedente. Buona la domanda che si e' attestata a 9,9 miliardi di euro, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,65. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 14 ottobre.

Il cambio euro / dollaro

Negli Usa dati macro in chiaroscuro. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate per la prima volta in quattro settimane (-10.000 unità a 210.000 nei sette giorni al 5 ottobre, mentre gli analisti attendevano un dato a 218.000). La media delle quattro settimane è aumentata, così come il numero totale. Per quanto riguarda i prezzi al consumo, in settembre il dato è rimasto invariato in settembre, mentre le attese erano per un +0,1%. Stando al dipartimento del Lavoro, il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è aumentato dello 0,1% su agosto contro il +0,2% atteso dagli analisti.

Petrolio il rialzo dopo l'Opec. L'organizzazione ha ridotto le sue previsioni di crescita della domanda di petrolio del 2019 per la quarta volta in cinque mesi, indicando tra i motivi del ribasso le incertezze economiche legate alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e la Brexit. Inoltre, l'Opec ha segnalato che valuterà tutte le opzioni durante la riunione di dicembre a Vienna, compresa una più significativa riduzione dell'output. Nel suo rapporto mensile, l'Opec prevede una decelerazione dell'aumento della domanda mondiale di petrolio quest'anno, riducendo la sua stima a 980.000 barili al giorno (mbd). Questo mentre il “cartello” si confronta con la crescente offerta dai Paesi non-Opec come gli Stati Uniti e con il nervosismo causato dalle tensioni commerciali e dalla paura della recessione. L’Opec, inoltre, ha ridotto le sue previsioni di crescita dell'offerta per il 2019 e il 2020 per le Nazioni non-Opec, citando le revisioni al ribasso negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Norvegia per superare i rialzi dell'offerta kazaka e cinese.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

La giornata sui mercati di ieri

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...