la giornata dei mercati

Borse, la locomotiva Usa salva la giornata: Milano chiude a +0,45%

di Flavia Carletti

(Bloomberg)

5' di lettura

La revisione al rialzo del Pil Usa per il quarto trimestre 2016 sopra le attese ha dato la spinta ai listini europei, dopo una prima parte della giornata poco mossa e priva di particolari spunti. Il Ftse Mib ha chiuso in progresso dello 0,45%. Hanno terminato in rialzo anche Parigi (+0,41% il Cac40) e Francoforte (+0,44% il Dax30) con Londra rimasta più indietro. Mentre si ragiona sui possibili effetti della Brexit e si aspettano indicazioni sulle prossime mosse delle banche centrali, anche alla luce di alcune dichiarazioni di membri non votanti della Fed che hanno fatto emergere nuovamente l'incertezza che circonda la politica fiscale e i suoi effetti sullo scenario, nella lettura finale il Pil Usa del quarto trimestre 2016 è stato visto in crescita del 2,1% dall'1,9% stimato in precedenza. Ha chiuso in rialzo anche Wall Street, con il Dow Jones che ha guadagna lo 0,33% a 20.726,84 punti e il Nasdaq lo 0,28% a 5.914,34 punti. Bene anche l’indice S&P500, salito dello 0,29% a 2.368,06 punti.

Petroliferi in evidenza a Piazza Affari

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Tra i titoli, a Piazza Affari Tenaris è stata la regina della seduta (+3,59%), ancora sulla scia delle dichiarazioni rese da Paolo Rocca, presidente e ceo del maggior produttore e fornitore a livello globale di tubi e servizi per l'esplorazione e la produzione di petrolio e gas, nel corso della "Scotia Howard Weil 2017 Energy Conference" di New Orleans. Rocca ha parlato della posizione e delle strategie del gruppo, riscontrando il gradimento del mercato. Gli acquisti hanno premiato anche Saipem (+1,36% a 0,4309 euro) ed Eni (+1,32% a 15,32 euro). Oltre a beneficiare del rialzo del prezzo del petrolio, Saipem ieri ha lanciato un bond da 500 milioni di euro che ha ricevuto un buon riscontro sul mercato e ha visto i giudizi positivi degli analisti. «Il successo dell’emissione di ieri - commentano gli analisti di Icbpi - rappresenta una conferma della fiducia da parte del mercato nel turnaround della società, dopo la crisi degli ultimi anni». Equita ha riportato che «la notizia è positiva ma di impatto quantitativo limitato» e anche per Banca Akros si tratta di una «notizia positiva» perché permetterà di estendere la scadenza del debito a costi limitati. Per quanto riguarda Eni, gli analisti di Equita hanno messo in evidenza che ieri il ceo Claudio Descalzi ha dichiarato che è in corso la formazione della società che conterrà il business del retail gas & power, e che c'è un grande interesse sia dal lato industriale che dal lato finanziario. L'attività di retail gas & power è in espansione (in Francia ha recentemente incrementato l'offerta) ma Eni non la ricomprende fra i core business, in quanto poco sinergica con il resto del gruppo.

I conti 2016 hanno spinto Buzzi Unicem e Fincantieri

Bene anche Buzzi Unicem (+3,33%) dopo i risultati del 2016. Questo pomeriggio Buzzi Unicem ha reso noto di aver chiuso l'anno con un utile netto di 148,7 milioni di euro, in rialzo del 16,1% rispetto al 2015. Il margine operativo lordo è salito del 16,4% a 550,6 milioni, quando il fatturato è cresciuto dello 0,3% a 2,669,3 milioni, confermando quando comunicato a livello preliminare. Il gruppo ha inoltre comunicato che il cda proporrà ai soci un dividendo 10 centesimi per azione ordinaria e di risparmio, in crescita rispetto ai 7,5 centesimi nel 2015 per entrambe le categorie. Per l'anno in corso il gruppo stima che a livello consolidato il margine operativo lordo ricorrente possa esprimere una variazione favorevole rispetto all'esercizio precedente compresa tra il 5% e il 10 per cento. Il 2016 per Fincantieri (+3,05%) ha segnato il ritorno all'utile, pari a 14 milioni di euro contro un rosso di 289 milioni nel 2015. L'Ebitda del gruppo è cresciuto a 267 milioni (negativo per 26 milioni nel 2015), quando i ricavi e proventi sono saliti a 4,42 miliardi (4,18 miliardi) e il portafoglio ordini a fine 2016 risultava è pari a 6,5 miliardi contro i 10,08 miliardi a fine 2015. Oggi l'amministratore delegato Giuseppe Bono e il cfo Giuseppe Dado, durante la conference call con gli analisti, hanno confermato che i numeri attesi per il 2017 saranno in linea con la guidance del Business Plan e conferma la guidance per il 2018 - anno che vedrà tornare il gruppo a distribuire il dividendo - e 2020.

Bancari contrastati con Bper in rosso

I bancari hanno avuto una seduta poco mossa con i titoli che hanno chiuso contrastati. Bper (-1,35%) è stata la peggiore del segmento principale di Borsa Italiana nel giorno in cui 'amministratore delegato, Alessandro Vandelli, ha affermato che sugli Npl «noi crediamo non ci sia una strada sola: è l'attività di recupero, ma credo che ci voglia un'attenzione anche sul mercato se sarà un po' più efficiente sul fronte delle cessioni».

Euro in calo, inflazione rallenta in Germania e Spagna. Occhi su Bce e Fed

Euro ha chiuso la seduta sui mercati europei debole nei confronti del biglietto verde, che ha registrato un rafforzamento generale (segui qui l'andamento della moneta unica contro le principali divise). La moneta unica è stata messa sotto pressione dopo i dati sull'inflazione in Germania che vedono la crescita dei prezzi inferiore alle attese (+0,2% a marzo, +1,6% su anno) al di sotto della soglia del 2% che è il target Bce. Prezzi in rallentamento anche in Spagna: l'inflazione resta invariata a marzo nella variazione mensile mentre rallenta al 2,3% su base annua dal 3% di febbraio. Lunedì l'euro era salito a un massimo da 4 mesi e mezzo di 1,0906 per poi tornare sotto 1,08. Sempre debole la sterlina contro euro e contro dollaro all'indomani dell'avvio formale della Brexit. Sono in calendario anche oggi diversi discorsi di membri della Fed (parleranno Loretta Mester, Robert Kaplan, John Williams e William Dudley, dopo che ieri alcuni interventi hanno fatto emergere nuovamente l'incertezza che circonda la politica fiscale e i suoi effetti sullo scenario.

Il greggio torna a salire dopo una mattinata di debolezza

Il petrolio, salito alla vigilia grazie ai dati sulle scorte Usa che hanno evidenziato un aumento minore del previsto, aveva iniziato la mattinata debole, colpito dalle prese di beneficio. Nel corso della giornata, complice anche l'andamento positivo di Wall Street, ha recuperato terreno, con il Wti sopra i 50 dollari al barile e il Brent saldamente sopra i 52 dollari al barile, quasi a sfiorare la soglia dei 53 dollari (segui qui l'andamento di Brent e Wti).

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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