La giornata dei mercati

Borse volatili in attesa delle banche centrali, Milano -0,3%. Spread a 250 punti

L'Europa chiude in calo una seduta nervosa, Piazza Affari sostenuta da finanziari e Saipem. Al via la due giorni della Fed, il mercato scommette su un aumento dei tassi anche di 75 punti base

di Chiara Di Cristofaro

La Borsa, gli indici del 14 giugno 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Frena la caduta delle Borse europee in una seduta volatile dopo due giornate di panic selling, con il mercato concentrato sulle mosse delle banche centrali nel primo giorno di riunione della Fed che annuncerà mercoledì 15 giugno le decisioni sui tassi. Gli indici europei hanno tentato un rimbalzo in avvio, fallito in breve, per cambiare poi direzione più volte e chiudere comunque in calo. Ha limitato le perdite Piazza Affari, che ha recuperato terreno nella seconda parte della giornata, con il FTSE MIB sostenuto dal recupero dei finanziari dopo la debacle di lunedì 13 giugno e dal rialzo di Saipem, in un contesto di guadagni per tutti gli energetici.

Chiudono all'insegna della debolezza il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, l'IBEX 35 di Madrid, l'AEX di Amsterdam e il FT-SE 100 di Londra.

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Sul fronte banche centrali, In Europa, attenzione alla riunione dell'Eurogruppo di giovedì in cui ci sarà un confronto con la presidente della Bce Christine Lagarde sulle mosse dell'istituto centrale e sull’approccio che seguirà la Bce per fronteggiare reazioni eccessive sugli spread.

Wall Street nervosa in attesa della Fed

Anche Wall Street, che aveva aperto in rialzo, ha cambiato più volte direzione prima di chiudere in ribasso (Dow Jones -0,50%, S&P 500 -0,38%, Nasdaq +0,18%), con il mercato che si aspetta una Fed aggressiva, dopo il dato sull'inflazione americana ai massimi dal 1981. Le attese ora sono per un aumento dei tassi di 75 punti base (sarebbe il più alto da 26 anni) e non più di soli 50 punti base. Secondo gli analisti di JpMorgan, non è nemmeno da escludere un aumento di un intero punto percentuale. Sul fronte macro, in linea con le attese l'aumento dello 0,8% dei prezzi alla produzione a maggio.

Il forte aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro a breve scadenza, con quello a due anni salito oltre il 3,3%, ai massimi dal 2007, e tornato brevemente sopra quello del decennale, indica che gli investitori si preparano a una Fed aggressiva e temono una recessione. Sull'azionario, da segnalare che il titolo di Oracle guadagna il 12% nel premercato, dopo una trimestrale migliore delle attese, grazie a un «notevole aumento della domanda» dei suoi servizi cloud.

A Milano bene Saipem, finanziari in recupero

A Piazza Affari hanno recuperato terreno i finanziari, con Banca Mediolanum in testa al listino. In salita anche Poste Italiane, bene tutto il risparmio gestito e le banche. In luce sin dalle prime battute Saipem, che ha annunciato la firma di un accordo con Trevi Fin per collaborare allo sviluppo congiunto di un progetto di due sistemi di trivellazione per fori di fondazione di grande diametro destinato ai parchi eolici offshore. In coda al listino principale, invece, Campari, deboli le utility a partire da A2a e Terna. Pesante la performance di Nexi che paga la debolezza del settore in Europa e dopo aver siglato un accordo con Euronext per la vendita della componente tecnologica che attualmente gestisce l’operatività di Mts, la principale piattaforma di trading fixed income di Euronext, ed Euronext Securities Milan, già Monte Titoli. Il prezzo d'acquisto sarà corrisposto in contanti e ammonta a circa 57 milioni di euro, il prezzo circolato sul mercato e considerato congruo era di 60 mln

Spread chiude a 250 punti, rendimento al 4,23%

Nuova seduta difficile per il comparto del reddito fisso e in particolare per i BTp con il mercato che sembra voler mettere alla prova la Bce spingendo verso quella frammentazione del mercato finanziario dell'eurozona dopo che la presidente della banca centrale europea, Christine Lagarde, si è esposta affermando che Francoforte ha armi sufficienti per contrastarla. Lo spread tra BTp e Bund ha superato nel durante i 250 punti, con il rendimento del BTp al nuovo massimo dal settembre 2013, con tutto il comparto del reddito fisso dell'eurozona caratterizzato da un costante flusso di vendite. Il Bund decennale, che all'inizio dell'anno registrava ancora un rendimento negativo, chiude con un rendimento positivo dell'1,73 per cento. La flessione dei corsi fa balzare in avanti i rendimenti: il decennale italiano è salito al 4,23% e un movimento analogo lo ha registrato il Bonos spagnolo con un rendimento del 3,2% rispetto al 3,02% della vigilia.

BTp: assegnati triennali per 2 mld, rendimento top da 2012

Balzo per i rendimento dei titoli di Stato anche sul primario. Nell'asta del 14 giugno hanno fatto registrare aumenti ampiamente superiori ai 100 punti base sulle scadenze a 3 e 7 anni. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la quinta tranche del BTp a 3 anni scadenza per 2 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,267 miliardi. Il rendimento è salito di 152 centesimi attestandosi al 3,04%, ai massimi da luglio 2012. Collocata anche la terza tranche del BTp a 7 anni: a fronte di richieste per 3,704 miliardi l'importo emesso è stato pari a 2,5 miliardi mentre il rendimento, in aumento di 136 centesimi sull'asta del mese scorso, si è attestato al 3,75%, mai così elevato da quando, nel 2014, il settennale è entrato a fare parte della lista dei titoli di Stato offerti con regolarità dal Tesoro sul mercato primario.

Accelerano prezzi gas, Gazprom taglia forniture Germania

Il prezzo del gas, poco mosso per tutta la prima parte della seduta, ha accelerato dopo l'annuncio di Gazprom sulla riduzione del 40% delle forniture alla Germania. Il gruppo russo ha fatto sapere che, a partire da oggi, taglierà la capacità di consegna giornaliera tramite il gasdotto Nord Stream, adducendo come motivazione la mancata consegna di alcune attrezzature da parte della tedesca Siemens. I contratti scadenza luglio scambiati ad Amsterdam a fine giornata salgono del 16% a 96,8 euro al megawattora, dopo brevemente superato i 100 euro.

Bitcoin ancora giù, Coinbase taglia 18% personale

All'indomani di una seduta da dimenticare per le criptovalute, prosegue l'avversione al rischio degli investitori e, di conseguenza, le principali valute digitali allargano ulteriormente le perdite. Bitcoin, che già lunedì aveva ceduto oltre il 14%, dimezzando la propria capitalizzazione rispetto a marzo, resta in rosso anche martedì sopra i 22mila dollari, dopo essere scivolato anche sotto quota 21.000 dollari, a un minimo di seduta di 20.860 dollari. Giù anche Ethereum, la seconda maggiore criptovaluta. Stando ai dati di Coinglass, lunedì sui mercati delle criptovalute sono state chiuse posizioni per 1,1 miliardi di dollari. Male anche Coinbase, dopo che la piattaforma per il trading di criptovalute ha annunciato che taglierà il 18% della sua forza lavoro, che in tutto è formata da circa 5.000 dipendenti a tempo pieno; a perdere il lavoro, quindi, saranno circa 1.100 persone.


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