la giornata dei mercati

Borse, Milano controcorrente in Europa (-0,47%). Brilla Cnh

di E. Micheli e S.Arcudi


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(AFP)

5' di lettura

Le Borse europee, dopo una prima parte di seduta contrastata, hanno virato in positivo, con l'eccezione di Milano, unica a chiudere in negativo, schiacciata dai realizzi dopo avere toccato ieri il massimo da luglio 2015. Alla chiusura, Milano ha segnato un -0,47%, sopra i minimi di seduta, ma con il Ftse Mib tornato sotto quota 24.000 punti, Parigi è salita dello 0,54%, anche se l'economia ha rallentato il passo, registrando un progresso dello 0,3% nel primo trimestre 2018 contro il +0,7% dei tre mesi precedenti, Francoforte ha guadagnato lo 0,64% e Madrid lo 0,21%. Londra è stata la migliore, con un rialzo dell'1,09%. Se in Europa gli investitori si sono concentrati sulla Bce, apprezzandone l'atteggiamento cauto sulla politica monetaria, in Italia Piazza Affari è stata rallentata dai cali di alcune big, come Fiat Chrysler Automobiles (-2,8%). Il gruppo dell'auto, ieri in buon rialzo, è stata oggetto di realizzi. Cnh Industrial(+3,6%), è stata la migliore del listino: il colosso dei macchinari agricoli parte della galassia Agnelli ha visto salire utile e ricavi del primo trimestre e ha aumentato gli obiettivi del 2018 su ricavi e utile adjusted.

In calo le banche penalizzate da Deutsche Bank

Deboli le banche, frenate dalla tedesca Deutsche Bank (-4%). PenalizzataIntesa Sanpaolo (-0,74%), nel giorno dell'assemblea degli azionisti, durante la quale il Ceo Carlo Messina ha detto di attendere un 2018 migliore dell’anno precedente in termine di profitti. Tra le banche, oltre a Intesa, sono andate male Unicredit (-1,51%) e Banco Bpm (-1,34%) e, fuori dal listino principale, Credito Valtellinese (-1%), nel giorno dell'assemblea. Debole Ubi Banca (+0,07%), dopo che sono stati rinviati a giudizio tutti gli indagati dalla procura di Bergamo nell’ambito dell'inchiesta sull’istituto. Tra le persone rinviate a giudizio ci sono Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo, Victor Massiah, consigliere delegato di Ubi Banca, e Andrea Moltrasio, presidente del consiglio di sorveglianza dello stesso istituto. Il processo inizierà il 25 luglio prossimo al tribunale di Bergamo.

In Usa Pil +2,3%, fiducia consumatori oltre le stime

La crescita economica statunitense si è rivelata più forte rispetto a quanto inizialmente stimato nel primo trimestre del 2018. Dalla prima lettura diffusa dal dipartimento al Commercio emerge che il Pil è cresciuto al tasso annuale del 2,3% e non solo dell'1,8% come atteso dagli analisti. Il dato, pur superiore alle attese, è inferiore a al trimestre precedente, quando gli Stati Uniti avevano registrato un +2,9% e un +3,2% nel terzo trimestre del 2017. Inoltre, la fiducia dei consumatori americani è salita a fine aprile a 98,8 punti, sopra le stime, pur restando sotto i massimi del 2004 raggiunti il mese scorso. Come spiegato dall'Università del Michigan, «il datoè stato quasi identico alla media del 2018 (98,9), che è più alta di ogni altra media annuale dai 107,6 punti registrati nel 2000 (che era stata a sua volta la media più alta da oltre mezzo secolo)».

Atteso il giudizio di S&P sull'Italia

In serata, a mercati chiusi, sono attesi i giudizi delle agenzie di rating tra i quali anche quello di Standard&Poor's sull'Italia. A fine ottobre S&P ha promosso di un gradino la valutazione a BBB da BBB-, assegnando un outlook stabile. L'agenzia si esprimerà anche su Germania e Gran Bretagna. Fitch, inoltre, darà il giudizio sulla Gran Bretagna. Nel frattempo va avanti a pieno ritmo la stagione delle trimestrali, sia negli States, sia in Europa.

Telecom debole in vista dell'assemblea del 4 maggio, giù Leonardo

Telecom Italia arretra dello 0,3% mentre si avvicina l'assemblea del 4 maggio, chiamata a rinnovare il board. Il fondo Elliott ha scritto una nuova lettera agli azionisti, sollecitando il voto alla propria lista e puntando l'indice sulla delicata posizione di Vincent Bolloré, accusato in Francia di corruzione. Deboli le azioni di Leonardo (-1,14%), dopo le notizie sulla delicata situazione dell'Ad, Alessandro Profumo. Questa mattina è emerso che Profumo, insieme a Fabrizio Viola, è stato rinviato a giudizio in qualità di ex presidente ed ex amministratore delegato di Banca Mps accusati di aggiotaggio e falso in bilancio. Tenarisha chiuso in calo dello 0,85%, anche se i conti del primo trimestre sono risultati al di sopra delle previsioni. Tuttavia gli analisti si aspettavano indicazioni più aggressive per il resto del 2018.

In Europa deboli le banche, bene le auto tedesche

Nel Vecchio Continente il comparto auto si è mosso senza una direzione univoca: a Parigi Renaultha ceduto il 2,99%, mentre a Francoforte Daimler(+0,8%), Bmw(+1,26%) e Volkswagen(+0,73%) hanno continuato a beneficiare della possibilità che la Cina riduca anche del 50% i dazi sulle importazioni di acciaio. Anche in Europa debole il settore bancario, con Deutsche Bank: a Parigi Societe Generale ha lasciato sul campo lo 0,3%, mentre Barclays a Londra ha perso lo 0,5%, in controtendenza rispetto al listino principale che ha chiuso la seduta in aumento dell'1,09%. Sul fronte petrolifero, ad Amsterdam Royal Dutch Shell ha chiuso appena sopra la parità, sulla scia dell'andamento debole del petrolio, che ha rallentato il passo dopo i rialzi precedenti, ma anche a causa della brusca frenata del colosso americano Exxon Mobil, che a Wall Street perde più del 3% dopo la trimestrale (i profitti sono saliti, ma sono stati comunque al di sotto delle aspettative e in netto calo rispetto ai tre mesi precedenti).

Euro sotto quota 1,21 dollari, debole il petrolio
Sul fronte valutario l'euro ha recuperato terreno ed è tornato a quota 1,21 dollari, a 1,2105, sopra gli 1,209 dell'apertura, ma sotto gli 1,2168 dollari della chiusura di ieri. La moneta unica è scambiata a 132,041 yen, contro i 132,87 della chiusura precedente, mentre il cambio dollaro/yen è a 109,071 (segui qui le principali valute). Deboli i prezzi del petrolio: i future del Wti a giugno scendono dello 0,1% a 68,12 dollari al barile, mentre quelli a giugno del brent aumentano dello 0,03% a 73,86 dollari (segui qui Brent e Wti).

Stabile fiducia per l'economia europea, a fine 2017 sale reddito famiglie

Dal fronte macro oggi è emerso che dopo tre cali consecutivi l'indice Ue (Esi) che misura il grado di fiducia dell'economia nell'Eurozona si stabilizza ad aprile a 112,7 punti restando invariato rispetto a marzo.. Più in particolare la fiducia è migliorata in Spagna (+1,6 punti), è rimasta stabile in Germania, ed è scesa leggermente in Italia (-0,4). Ha frenato bruscamente in Olanda (-2,3). La fiducia resta stabile nel commercio al dettaglio, nei servizi e nelle costruzioni mentre nell'industria si mantiene sostanzialmente stabile e tra i consumatori è in aumento. E' però peggiorato ad aprile le l'indice Ue che misura la fiducia del business (Bci) , diminuendo do 0,09 punti e portandosi a quota +1,35 punti. La valutazione dei manager della produzione passata e del portafoglio ordini complessivo è peggiorata in misura ma rcata e così anche il giudizio sul portafoglio per l'export (anche se in misura meno intensa). Nello stesso tempo le attese di produzione sono migliorate sostanzialmente. Solo il giudizio degli stock di prodotti finiti restano invariati. Infine sempre oggi Eurostat ha certificato che nella zona euro il reddito pro capite delle famiglie è aumentato nel quarto trimestre 2017 dello 0,3% dopo un aumento dello 0,4% nel trimestre precedente. Il consumo reale delle famiglie è risultato stabile dopo un aumento dello 0,4% nel terzo trimestre. Nella Ue il reddito pro capite delle famiglie in termini reali è cresciuto dello 0,7% dopo +0,6%; il consumo reale è aumentato dello 0,3% dopo +0,7%.

Chiusura a 117 punti per lo spread tra BTp e Bund

Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il titolo decennale benchmark italiano (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco ha terminato a 117 punti, dopo aver aperto a quota 120, una settimana in cui ha aggiornato i minimi degli ultimi due anni, spingendosi fino a 111 punti base, mercoledì mattina, sulla scia degli spiragli per la nascita di un nuovo Governo. Il rendimento del decennale italiano continua nel suo trend di lento calo: in chiusura di seduta risulta all’1,74%, dall’1,75% di ieri.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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