la giornata di mercati

Borse negative dopo la scure del Fmi. A Piazza Affari nuovo tonfo Prysmian

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi


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(REUTERS)

7' di lettura

Prima la partenza positiva, poi l'inversione di tendenza e la chiusura in calo per i listini europei (Parigi -0,65%, Francoforte -0,94%, Madrid -0,2% e Londra -0,3% circa). A raffreddare l'umore degli investitori le incertezze su commercio e Brexit, ma soprattutto dopo che il Fmi ha tagliato le stime di crescita globale, comprese quelle dell'Italia, fanalino di coda nell'Eurozona con una crescita vicina allo zero. L'istituto di Washington ha citato il rischio di «hard Brexit» e l'Italia tra le incognite. Tutto questo pesa anche su Wall Street, in negativo.
Piazza Affari, che era partita positiva, aggiornando i massimi dell'anno poco sotto i 21.900 punti, ha poi ritracciato e ha girato in negativo, frenata dal Fmi e dalla pubblicazione della bozza del Def, che il Governo si appresta a esaminare. In particolare sono state riviste al rialzo rispetto alla legge di Bilancio le stime sul debito pubblico, che è atteso al 132,7% del Pil nel 2019, in rialzo dal 132,2% del 2018, appena aggiornato dalla Banca d'Italia. La responsabilità, secondo la bozza, è della bassa crescita nominale e dei «rendimenti reali relativamente elevati». Nel 2020 scenderà al 131,7% fino al 129,8% del 2022. Inoltre, Il Governo «intende attuare la clausola contenuta nella Legge di Bilancio 2019, in base alla quale due miliardi di spesa delle Amministrazioni centrali resteranno congelati nella seconda metà dell'anno». Spread in ribasso a 258 punti, dai 263 della chiusura precedente.
Sul fronte del commercio internazionale, secondo un alto funzionario della Casa Bianca ci sono alcuni aspetti dell’accordo con la Cina di cui gli Usa non sono ancora soddisfatti, mentre l’amministrazione Trump sarebbe sul punto di proporre dazi su circa 11 miliardi di dollari di prodotti Ue (tra cui prodotti per l’aviazione civile, motociclette, vini, formaggi) come contromossa rispetto ai sussidi dati ad Airbus. Sul fronte Brexit, oggi, Theresa May incontrerà Macron e Merkel alla vigilia della riunione tra i leader dell’Ue per discutere un’estensione.

Andamento dello spread Btp / Bund

Sul Ftse Mib pesante Prysmian con nuovi guai su WesternLink
A Piazza Affari, dove le banche hanno girato in negativo dopo gli aggiornamenti delle stime di crescita, sebbene lo spread sia rimasto stabile in area 263 punti, resta sotto pressione Prysmian: ieri a mercato chiuso la società ha annunciato nuovi problemi per il cavo sottomarino Westernlink, che collega Scozia e Galles. La notizia ha colto di sorpresa il mercato, dato soltanto lo scorso 21 marzo WesternLink aveva indicato che il cavo era prossimo a tornare operativo dopo che i lavori per risolvere i problemi riscontrati in precedenza «erano andati bene negli ultimi giorni». «La notizia è negativa perché crea incertezza sul titolo fin quando non saranno chiarite le cause che hanno determinato la nuova interruzione e il potenziale impatto finanziario», commentano gli analisti di Equita.
Sul FTSE MIB hanno tenuto Amplifon (+1,9%), Poste Italiane(+0,36%), che ha aggiornato i massimi storici superando quota 9 euro per poi chiudere al di sotto della soglia, e Banco Bpm (+1%), che valuta emissione strumenti Additional Tier 1 e domani vedrà gli investitori. Sul fronte opposto, giù i petroliferi, complice il ribasso del greggio (-0,92% il Wti a maggio e -0,75% il Brent a giugno, dopo i buoni rialzi della vigilia). Sulla parità a Milano Azimut, che conferma i guadagni del 2019, vicini al 70%. A evitare ribassi in una giornata difficile sono stati i dati della raccolta del mese di marzo con un totale di 521 milioni di euro, «superiore alle attese» per gli analisti di Equita che si aspettavano 300 milioni di euro. Debole la galassia Agnelli-Elkann, con Fiat Chrysler Automobiles in calo dell'1,11%, Exordell'1,58% e Cnh Industrial dell'1,47%, quest'ultima debole nonostante le parole dell’amministratore delegato Hubertus Muhlhauser che, mentre il mercato ragiona su ipotesi di scorporo di Iveco, ha ribadito che la società è una componente fondamentale delle attività del gruppo. Poco sotto la parità Telecom Italia (+0,24%), che ha chiuso il collocamento del prestito obbligazionario senior unsecured a 6 anni lanciato oggi a un miliardo di euro con rendimento al 2,875%. Gli ordini ammontano a 3,7 miliardi di euro.

Leonardo e Campari colpiti dai timori dei dazi Usa
Leonardo - Finmeccanica e Campari sono tra i titoli che risentono maggiormente dell'annuncio dei dazi Usa. L'amministrazione Trump ha accusato l'Unione europea di aiutare Airbus con sussidi pubblici, penalizzando quindi la concorrente Usa Boeing. Come ritorsione, quindi, Washington intende imporre nuovi dazi su una serie di prodotti importati dall'Europa per un valore di 11 miliardi di dollari. Nell'elenco, lungo 14 pagine, ci sono prodotti di ogni tipo, dal pesce al burro, dal formaggio all'olio, ma soprattutto si parla, da una parte, anche di «elicotteri a uso civile», nonché di «componenti di aerei ed elicotteri» che provengono da Francia, Germania e Regno Unito (dove Airbus produce), e dall'altra di «vino e liquori». Naturalmente, notano gli analisti di Equita, «è ancora presto per trarre delle conclusioni in quanto la versione finale dipenderà dall'esito delle trattative», ma si può dire fin da ora che «l'introduzione di nuovi dazi sugli elicotteri rallenterebbero la ripresa in corso della divisione, non compensabile dall'eventuale maggior domanda che arriverebbe da Boeing, di cui Leonardo è fornitore».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Fuori dal listino principale bene ancora Neurosoft e Bioera
Nel resto del listino milanese, accelerata per Netweek (+17,31%), dopo che il gruppo editoriale ha arricchito la propria offerta con quattro portali e due testate già radicate sul loro territorio, superando le cento testate totali e arrivando a 105. Continuano inoltre a essere positive, dopo i guadagni precedenti, il gruppo dei prodotti biologici Bioera (+15,79%) e quello dei software Neurosoft (+12,9%), che ha ingranato la marcia più alta dopo la pubblicazione dei conti. In calo Technogym(-4,43%), dopo che la Wellness Holding di Nerio Alessandri ha completato la cessione del 6,96% del capitale sociale della società, annunciata ieri, a un prezzo per azione di 10,30 euro e per un controvalore complessivo di 144,2 milioni. Wellness mantiene il controllo di Technogym, ma scende sotto il 50% e cala al 44,78% del capitale sociale.

In Europa giù Airbus , auto e produttori alcolici
In Europa gli indici hanno risentito della minaccia di dazi Usa sui prodotti Ue, come elicotteri a uso civile, pesce, burro, formaggi, olio di oliva, marmellate, vini e liquori. L'amministrazione americana ha giustificato la mossa sostenendo che Airbus, rivale europeo dell'americana Boeing, riceve sussidi e questo danneggia il gruppo statunitense. Industria (-0,94% l'Euro Stoxx 600 di settore), Auto (-1,04%), Tecnologia (-1,47%) e vendite al dettaglio (-1,19%) i comparti che hanno subito i ribassi maggiori. A pagare un conto salato è stata proprio Airbus (-1,86%), ma anche altre società esposte alla vicenda, come il gruppo dell'aerospazio Thales (-2,22% a Parigi), Rolls-Royce (-1,32% a Londra) e, tra i produttori di alcolici, Remy Cointreau e Pernod Ricard (rispettivamente -2,82% e -0,34% a Parigi).

Spread chiude in calo a 258 punti, rendimento decennale al 2,58%
Chiude la seduta in calo, sotto la soglia dei 260 punti base, lo spread tra BTp e Bund che ha accelerato al ribasso nell'ultima ora di contrattazioni sul mercato secondario telematico Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il nuovo BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il titolo tedesco di pari durata ha chiuso a 258 punti base, dai 263 punti della chiusura di ieri. In calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta in chiusura al 2,58%, dal 2,64% del riferimento precedente.
In area euro, «gli operatori restano in attesa della riunione Bce di domani e di quello che il governatore Mario Draghi potrebbe dire su Tltro e modifica del meccanismo sul tasso sui depositi», sottolineano gli analisti di Mps Capital Services. Su quest’ultimo aspetto, però, «sono già uscite delle indiscrezioni secondo cui non sarà ancora oggetto di discussione in quanto il board potrebbe aver bisogno di più tempo per raggiungere un consenso sul tema».

Euro/dollaro poco mosso, sterlina in attesa della Brexit
L'inizio di questa settimana è stato all'insegna della debolezza generalizzata del dollaro contro le principali valute, in un clima di bassa volatilità sul mercato. «Non ci sono stati motivazioni particolari a spiegare il movimento di ieri, quindi probabilmente si tratta di un riposizionamento da parte degli operatori in vista degli eventi che caratterizzeranno le prossime sedute, partendo dalla riunione Bce di domani», spiegano gli esperti di Mps Capital Services. L’euro/dollaro si è così allontanato dal supporto in area 1,12 spingendosi fino a quota 1,1270, mentre il cambio euro/sterlina è tornato sopra 0,86. «La sterlina pare bloccata all'interno di un intervallo ristretto, intorno a 1,30 dollari. Questa mancanza di movimento riflette in una certa misura l'incertezza dei mercati circa l'esito del processo Brexit, nonché la riluttanza a scambiare la sterlina fino a quando non vi sarà più chiarezza», commenta Ricardo Evangelista di ActivTrades.

Prosegue la corsa del petrolio, Brent sale fino a 71 dollari
Prosegue la corsa del Brent salito oltre i 71 dollari sulla scia degli scontri in Libia. Inoltre, ulteriori timori arrivano dall’Amministrazione Trump che ha incluso la guardia rivoluzionaria iraniana tra i gruppi terroristici. «Da un punto di vista tecnico - spiegano da Mps Capital Services - la prossima resistenza su base settimanale si pone a 71,4 dollari, su rottura confermata della quale cè spazio fino a 77 dollari».

Fmi taglia stime su Italia, bozza Def alza quelle su deficit
Il Fmi ha tagliato le stime di crescita dell'Italia e prevede stagnazione o quasi, ma non recessione. È questo il futuro che il Fondo monetario internazionale vede per l’Italia nell’Outlook di aprile sull’economia globale, diffuso stamattina a Washington. Se l’Ocse si è spinta fino a stimare una contrazione del Pil per il 2019 (-0,2%), l’Fmi continua a vedere per l’Italia una crescita dello 0,1%, contro lo 0,6% calcolato a gennaio e l’1% di ottobre 2018.
L'istituto di Washington ha anche peggiorato le previsioni su debito e deficit in Italia tra il 2019 e il 2024. Dopo avere chiuso il 2017 al 131,3% e il 2018 al 132,1% (dato atteso in autunno al 130,3%), il rapporto debito/Pil è atteso al 133,4% nel 2019, nel 2020 al 134,1% e nel 2024 (l'anno a cui si fermano i calcoli del Fondo) al 138,5%. Il deficit/Pil nell'anno in corso dovrebbe attestarsi al 2,7% e non più all'1,7% calcolato in autunno dopo un -2,1% registrato nel 2018 (dato ritoccato dal -1,7% messo in conto in precedenza). Nel 2020 il dato è atteso al 3,4% e non più all'1,9% e nel 2024 al 3,8%.
Anche nella Bozza del Def, che sarà esaminata dal Governo, sono state peggiorate le stime su debito (atteso al 132,7% del Pil nel 2019, in rialzo dal 132,2% del 2018) e sul deficit che nel 2019 salirà dal 2% previsto nella Legge di bilancio al 2,4%, scenderà di nuovo al 2,1% nel 2020 e all'1,8% nel 2021 (contro i precedenti target di 1,8% e 1,5%).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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