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Borse, operatori cauti su inizio 2019: solo il 24% prevede rialzi

di Corrado Poggi

Borsa: molte incognite sul 2019

3' di lettura

L’arrivo del nuovo anno non porta in dote un maggiore ottimismo fra gli operatori di borsa. Anzi il sondaggio di dicembre condotto da Assiom Forex tra i suoi associati in collaborazione con il Sole 24 Ore Radiocor, rivela un ritorno a una maggiore cautela rispetto alla rilevazione di un mese fa. Il totale di quanti prevedono rialzi per Piazza Affari cala infatti dai 42 punti di novembre ai 24 di dicembre. Per il 22% di questa fascia di operatori il rialzo sarà contenuto fra il 3 e il 10 per cento (da 33%) mentre per il rimanente 2% (da 9%) il rialzo sarà superiore al 10%. Balza al contempo in maniera considerevole, dal 26% al 47%, il numero di quanti prevedono indici stabili, una definizione che include variazioni massime del 3% sia al rialzo che al ribasso, mentre i pessimisti scendono di 3 punti assestandosi al 29% con un 4% che prevede ribassi superiori al 10%. La grande incertezza con cui si sta chiudendo l’annus horribilis della finanza e che verrà ricordato per la perdita simultanea di tutte le asset class (il concetto della diversificazione non ha retto alla prova dei mercati) sembra dunque destinata a proseguire anche nella prima parte del 2019 anche alla luce delle persistenti tensioni sullo spread e nel quadro di un rallentamento dell’economia europea.


Spread: per il 52% ancora a lungo sopra 250 punti

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Un lieve miglioramento ma in un quadro di continua preoccupazione per le tensioni sullo spread. Se un mese fa il 70% degli intervistati non vedeva un possibile rientro del differenziale sotto la soglia dei 250 punti, ora questa percentuale è scesa al 52% con un 10% che continua a prevedere uno sforamento duraturo di quota 300 punti mentre per il 42% il differenziale oscillerà fra i 250 e i 300 punti. Rispetto a un mese fa sale la quota di quanti prevedono uno spread oscillante fra i 200 e i 250 punti: sono il 32% contro il 23% del sondaggio di novembre mentre solo il 15% immagina un ritorno sotto quota 200 punti con un ulteriore 1% di ultra-ottimisti che non escludono il ritorno a lidi che al momento sembrano molto lontani, fra i 100 e i 150 punti.


Andamento dello spread Btp / Bund
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Cambi: 49% operatori vede euro/dollaro stabile
Per il 49% degli operatori il cambio euro dollaro rimarrà stabile nel corso dei prossimi mesi, una percentuale in deciso aumento rispetto al 33% di un mese fa. Praticamente paritarie invece le forze ai due lati opposti. Secondo il 24% degli operatori l’euro potrebbe rafforzarsi rispetto al dollaro man mano che la Bce prosegue nella sua manovra di riduzione dello stimolo monetario. Con la fine di dicembre infatti gli acquisti netti del quantitative easing giungeranno a termine mentre per il primo aumento dei tassi occorrerà attendere ancora almeno 9 mesi considerato che anche nel corso dell’ultima riunione del consiglio direttivo Bce è stata confermata la formula di tassi sui livelli attuali almeno fino all’estate 2019. Secondo il rimanente 27% invece l’euro potrebbe indebolirsi a vantaggio di un dollaro che dovrebbe beneficiare della decisione della Fed di continuare ad alzare i tassi di interesse in almeno altre due occasioni nel 2019 prima di raggiungere una posizione di neutralità.

Il cambio euro / dollaro
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Economia Italiana: 65% operatori vede brusca frenata nel 2019
Dopo un 2018 che ha già fatto registrare un significativo rallentamento rispetto all’anno precedente, nel 2019 l’economia italiana va incontro a una brusca frenata. Ne è convinto il 65% degli operatori che hanno preso parte al sondaggio. Secondo questa maggioranza, i segnali di un chiaro rallentamento sono già visibili ora e il contesto è destinato a peggiorare considerato che anche l’economia europea sta premendo sul freno e la Bce ha avviato la manovra di uscita dall’attuale politica monetaria ultra-accomodante. E’ invece maggiormente ottimista il restante 35% degli operatori. Secondo questa minoranza, l’espansione per quanto contenuta registrata nel 2018 proseguirà anche il prossimo anno.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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