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Borse, parte la stagione dei conti: ecco tutte le previsioni degli analisti

di Andrea Franceschi

(EPA)

3' di lettura

La tornata negativa di dati macroeconomici in arrivo da Europa e Cina e l’incognita su un possibile rallentamento della congiuntura a livello globale in un contesto di politiche monetarie restrittive hanno contribuito notevolmente alla brusca correzione di rotta sui listini globali e che ha visto Wall Street perdere circa il 20% dai massimi di ottobre. La prudenza espressa dal governatore della Fed Jerome Powell in tema di rialzo dei tassi nei giorni scorsi ha contribuito a far rialzare la testa alle Borse ma sul futuro permane ancora molta incertezza.

Indice di Wall Street Standard and Poor’s 500
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Le valutazioni ora sono decisamente attraenti. E però, è il momento giusto per tornare a comprare? La stagione delle trimestrali delle grandi società quotate in Europa e Stati Uniti, che si apre in questi giorni, dovrebbe chiarire se i segnali di rallentamento della congiuntura fotografati dai dati macroeconomici di questi mesi hanno avuto riflessi anche sui conti oppure se le aziende si sono dimostrate “resilienti” all’incertezza generale.

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Le previsioni del consensus di S&P Market Intelligence indicano per le società del paniere S&P 500 una crescita media dei profitti del 12,11 per cento sul quarto trimestre dell’anno. Le stime, oltre ad essere notevolmente più basse rispetto ai primi tre trimestri del 2018 (che avevano fatto registrare un aumento di circa il 25%), sono state drasticamente riviste al ribasso negli ultimi mesi. Basti pensare che fino ad ottobre lo stesso consensus indicava per il quarto trimestre dell’anno una crescita del 18 per cento. Idem per l’Europa. Fino a pochi mesi fa il consensus Thomson Reuters indicava una crescita media degli utili del 13% per le società del paniere Stoxx 600. Oggi le previsioni di crescita sono a una sola cifra, intorno al 7 per cento.

L’asticella, in altre parole, è stata abbassata di molto e questo potrebbe rendere lo scoglio dei conti trimestrali più facile da superare. Ma non è detto che ciò sia sufficiente a sostenere il recupero dei corsi azionari. «Il profit warning di Apple - spiega Doug Rao, Portfolio Manager del fondo Janus Henderson US Forty Fund - non è stato un bel segnale. Il fatto che sia proprio dalle vendite in Cina che sia arrivata la delusione fa temere per tutti gli altri settori esposti su quel mercato che rischiano di pagare sulla loro pelle l’incertezza legata alla guerra commerciale». Più che sui numeri del quarto trimestre è sulle prospettive future che gli investitori si concentreranno.

Quando si è parlato del tonfo di Wall Street si è spesso parlato del comparto tecnologico, il cui crollo, per via della maxi-capitalizzazione, ha fatto inevitabilmente più rumore. Secondo Richard Clode, che sempre per Janus Henderson Investors gestisce un fondo dedicato al comparto tech, bisogna tuttavia fare distinzioni da azienda ad azienda: «Siamo convinti che per Apple sarà un altro anno difficile. Il fatto che oltre il 60% dei ricavi arrivi da un solo prodotto, l’iPhone, rende la società vulnerabile alla concorrenza. In particolare da parte cinese. Per altre società del settore, come Alphabet o Facebook, siamo molto più positivi. Al netto della volatilità degli ultimi mesi siamo convinti che la tecnologia sia un’ottimo investimento in un’ottica di lungo periodo. Come avvenuto nell’ultimo decennio anche nei prossimi 10 anni la tecnologia è destinata a trasformare radicalmente le nostre abitudini di consumo e questo inevitabilmente avrà ripercussioni di mercato».

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