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Semestrali e crescita Usa piegano le Borse. Milano e Francoforte perdono più del 3%

A Milano sono scivolate del 7% le Eni, nel giorno della semestrale in rosso. male anche Generali. Intanto sale l'attesa per le trimestrali delle big del tech Usa Amazon, Apple, Google e Facebook

di Eleonora Micheli

La giornata dei mercati

A Milano sono scivolate del 7% le Eni, nel giorno della semestrale in rosso. male anche Generali. Intanto sale l'attesa per le trimestrali delle big del tech Usa Amazon, Apple, Google e Facebook


4' di lettura

Giornata di passione per le Borse europee, che hanno dovuto fare i conti con i danni della pandemia sia sulle economie sia sui conti delle aziende. In mattinata è stato annunciato che il pil tedesco del secondo trimestre è calato molto più di quanto avessero messo in conto gli esperti, dell’11,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. Peggio ancora è andato il pil Usa, precipitato del 32,9%, come non è mai avvenuto dall'inizio della serie storica nel 1947. In più Oltreoceano le richieste alla disoccupazione continuano a salire, rimanendo sopra il milione di unità. A Wall Street il Dow Jones chiude a -0,84%, S&P a -0,37% e il Nasdaq a +0,43%.

Il virus si è fatto sentire anche sui conti delle aziende: da Volkswagen, a Renault fino a Looyds hanno chiuso il primo semestre 2020 in rosso. Preoccupa inoltre la diffusione del Covid-19, con nuovi focolai segnalati in varie parti del mondo. tanto è vero che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ipotizzato di rinviare le elezioni del prossimo autunno. Così sul finale Milano ha perso il 3,28%, mentre lo spread è stabile a 150 punti. E' andata peggio Francoforte, giù del 3,45%.

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Pil Usa giù del 32,9%, ai minimi dal 1947

Più nel dettaglio gli Stati Uniti hanno archiviato il secondo trimestre col calo peggiore dal 1947, a -32,9%. Il mercato comunque si aspettava un crollo di queste dimensioni anzi, leggermente peggiore (-34,5%). Il governo ha confermato a -5% la performance del primo trimestre. Intanto prosegue l'effetto coronavirus sulle nuove richieste dei sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, che restano costantemente sopra il milione per la diciannovesima settimana consecutiva.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Eni giù dopo taglio cedola, Generale delude con i conti

A Piazza Affari sono andati male tutti i titoli del paniere principale. Eni ha accusato un tonfo del 7%, nel giorno della pubblicazione della semestrale archiviata con una perdita di 7,34 miliardi. La società ha rivisto il piano di costi e investimenti e ha annunciato anche una modifica del piano di remunerazione degli azionisti. In particolare la cedola in futuro sarà legata all’andamento del valore del greggio, su una base fissata a 0,36 euro. I titoli hanno accusato la performance peggiore del Ftse Mib, trascinando in basso anche le Saipem (-6,5%). Non è piaciuta agli investitori la semestrale di Generali (-5,1%), appesantita dalle consistenti svalutazioni, che hanno spinto l'utile in basso del 56,7% a 774 milioni (-56,7%).In particolare 226 milioni di svalutazioni nette sono state relative a investimenti derivanti dall’andamento dei mercati finanziari, 183 milioni per la conclusione dell’arbitrato sulla cessione di Bsi. C’è stato poi anche il contributo di 100 milioni per il Fondo Straordinario Internazionale per l’emergenza da pandemia.

Banche ko, ma Mediobanca tenta di arginare i danni

Sono andate male le azioni delle banche con Banco Bpmgiù di oltre il 5%. Intesa Sanpaolo (-3%) e Ubi Bancai (-4,49%) non sono state risparmiate dalle vendite nell’attesa dei numeri defiitivi di adesione all’ops che sancirà la fusione tra i due istituti. Anche Unicredit ha sfiorato una perdita del 5%. Mediobanca ha ridotto i danni al 2,7%, nel giorno in cui l’istituto ha pubblicato i conti del bilancio 2019-2020, chiuso con un utile netto di 600 milioni, in calo del 27% rispetto a un anno prima. Il risultato sconta oneri non ricorrenti da 285 milioni, per l'80% dovuti al Covid (228 milioni), ma è risultato superiore ai 587 milioni previsti dal consensus fornito dalla società. Mediobanca ha inoltre annunciato che, seguendo le raccomandazioni della Bce, non distribuirà il dividendo quest’anno, ma il numero uno, Alberto Nagel, ha già promesso un «2021 molto, molto interessante per gli azionisti in termini di distribuzione se il Covid e la Bce lo consentiranno».

Nexi riduce le perdite. Anche Prysmian resiste

Nexi ha tentato di resistere alla pressione delle vendite cedendo solamente lo 0,3%, dopo avere annunciato un semestre chiuso con utili netti di pertinenza pari a 101,2 milioni, in calo del 14% rispetto a un anno fa, su ricavi diminuiti del 6,3% a 478,7 milioni. L'ebitda è sceso del 3,9% a 261,8 milioni. La società, ad ogni modo, ha detto di prevedere per fine anno, grazie al piano di contenimento costi e investimenti intrapreso, «una crescita organica dell’ebitda 2020 rispetto al 2019, includendo il contributo del merchant book di Intesa Sanpaolo. Nexi ha anche rassicurato di prevedere una forte posizione di cassa. Hanno chiuso sui valori della vigilia le Moncler, ma soltanto perché avevano perso quota nei giorni precedenti, dopo avere pubblicato la prima semestrale in rosso dell’era Ruffini. Ha retto alla pressione delle vendite anche Prysmian (inv), nel giorno della semestrale, archiviata un utile netto in calo 78 milioni da 190 un anno su ricavi scesi dell'11,8% a 4,98 miliardi.

Fca male con comparto auto, dopo perdite Renault e Volkswagen

Fiat Chrysler Automobilest ha perso quasi il 4%, in scia con la debolezza del comparto auto. Del resto oggi Renault ha annunciato una perdita semestrale da record per 7,3 miliardi, che ha affossato le azioni di oltre il 9%. Inoltre Volkswagen ha pubblicato un rosso del primo semestre pari a 1,4 miliardi di euro, su un giro d’affari diminuito del 23% a 96,1 miliardi. le azioni hanno perso oltre il 6%.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Euro tocca 1,18 dollari, giù il petrolio

Sul mercato dei cambi, l'euro ha continuato a rafforzarsi sul biglietto verde, beneficiando anche delle indicazioni di Jerome Powell, il numero uno della Fed, che ha garantito una politica monetaria accomodante fino a quando l’economia sarà in crisi. La moneta unica, dopo aver toccato la soglia di 1,18 dollari, si attesta a 1,1783 (ieri a 1,1770). Il petrolio è in calo: il wti, contratto con consegna a settembre, si attesta sotto i 40 dollari al barile.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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