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La Fed più colomba sostiene le Borse europee, a Milano si sgonfia Banca Generali

In Europa il vicepresidente Bce de Guindos giudica vicino il picco dell'inflazione. Borse Usa chiuse per festività. Dollaro debole, petrolio e gas in calo. Spread ai minimi da aprile

di Paolo Paronetto

La Borsa, gli indici del 24 novembre 2022

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La convinzione di dover rallentare nei prossimi mesi la stretta di politica monetaria, che sembra prendere piede tra i governatori della Fed in base a quanto emerso dai verbali dell'ultimo vertice, ha consentito alle Borse europee di tirare un sospiro di sollievo. In una seduta caratterizzata dall'assenza di indicazioni da Wall Street, chiusa per il Giorno del Ringraziamento, a Piazza Affari il FTSE MIB ha così terminato la giornata in rialzo dello 0,61%. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, si è messa in luce Telecom Italia, mentre il mercato attende novità sul fronte della rete in vista della scadenza di fine mese per i negoziati con Cdp. Bene anche Recordati e Terna, mentre Banca Generali ha registrato la peggiore prestazione tra le blue chip: i titoli della società hanno scontato lo spegnersi della speculazione su una possibile vendita, alla luce delle indiscrezioni, riportate da Bloomberg, che considerano ormai tramontata l'ipotesi dell'acquisizione dell'americana Guggenheim da parte della controllante Generali. Un'operazione che, in base alle precedenti ricostruzioni, il Leone avrebbe potuto finanziare proprio con la cessione di Banca Generali, con Mediobanca in prima fila come potenziale acquirente.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Tornando in tema di politica monetaria, dai verbali della Bce, che è più indietro rispetto alla Fed nel ciclo rialzista, è emerso un orientamento favorevole a nuovi rialzi, anche se il vice presidente de Guindos ha detto che «il picco dell'inflazione potrebbe essere vicino». Il tono in Europa è migliorato dopo la pubblicazione dell'indice tedesco Ifo, che misura il sentiment di manager e imprenditori, che a novembre è salito a 86,3 punti dagli 84,5 punti del mese precedente.

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Dollaro debole, in calo il prezzo del gas

Sul mercato dei cambi, l'euro si rafforza a 1,0403 dollari da 1,0362 ieri in chiusura pur ritracciando dai massimi toccati a 1,0449. Il biglietto verde perde quota anche a 138,44 yen (da 139,72), mentre il rapporto euro/yen è a 144,05 (144,76). In calo il prezzo del petrolio: il future gennaio sul Wti cede lo 0,24% a 77,75 dollari al barile e la stessa consegna sul Brent perde lo 0,67% a 84,84 dollari. In attesa di novità concrete sul price cap europeo, il prezzo del gas naturale ad Amsterdam scende del 4,6% a 123,7 euro per megawattora.

Spread a 182 punti, ai minimi da aprile

Sull'obbligazionario, è proseguito il calo dello spread BTp/Bund che in chiusura segna un nuovo minimo dallo scorso aprile in una giornata di forti acquisti su tutti i bond dell'Eurozona con il conseguente netto calo dei rendimenti che si allontanano ancora dai record delle scorse settimane. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark decennale italiano e il pari scadenza tedesco è indicato a 182 punti base, in lieve calo dai 184 punti del closing di mercoledì, ma ai minimi da oltre sette mesi. Molto più evidente il calo del rendimento del BTp decennale benchmark che in chiusura si attesta al 3,67% dal 3,76% del closing della vigilia, ai minimi da agosto scorso.

Andamento dello spread Btp / Bund
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BTp Short Term, assegnati 1,25 mld, rendimento in calo

Nel collocamento sul medio e lungo termine il Tesoro ha assegnato BTp Short Term e BTp a 7 anni (con vita residua 2 anni) per un totale di 2,75 miliardi di euro. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la 11ma tranche del BTp Short Term scadenza 30/05/2024 per un importo pari a 1,25 miliardi di euro. Buona la domanda, che ha toccato i 2,578 miliardi, determinando un rapporto tra domanda e offerta pari a 2,07. Il rendimento è sceso 13 centesimi attestandosi al 2,75%. Il Tesoro ha emesso anche la 13ma tranche del BTp a 7 anni con scadenza 15/11/2024 (vita residua 2 anni) per un importo pari a 1,5 miliardi di euro. La domanda è stata pari a 2,87 miliardi, con rapporto tra domanda e offerta pari a 1,91. Il rendimento si è attestato al 2,54%. Il regolamento delle due emissioni cade sul prossimo 29 novembre.

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