ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Settimana incolore per l'Europa con timori inflazione. A Milano Cnh e Azimut le migliori

Non basta la stagione delle trimestrali che si avvia a chiusura con risultati sopra le previsioni. Venerdì a Piazza Affari sprint di Pirelli. Spread a 121 punti, petrolio in calo

di Stefania Arcudi e Flavia Carletti

La Borsa, gli indici del 12 novembre 2021

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Settimana incolore per le Borse europee, con l'attenzione degli investitori tutta concentrata sull'inflazione, la cui fiammata in Paesi come Stati Uniti, Germania, Cina e Spagna appare come un fattore di preoccupazione. In particolare, è emersa una certa prudenza aspettando eventuali contromisure della Federal Reserve. Nell'ottava conclusa il 12 novembre, il Ftse Mib ha lasciato sul terreno lo 0,23%, con l'Ibex35 di Madrid che ha fatto leggermente peggio (-0,55%). Segni più - ma senza grandi variazioni - per gli altri indici europei: lo Stoxx 600 Europe ha guadagnato lo 0,68%, il Cac40 di Parigi lo 0,72%, il Ftse100 di Londra lo 0,6%, il Dax40 di Francoforte lo 0,25%, quando l'Aex di Amsterdam è rimasto pressoché invariato (+0,07%). Venerdì, invece, il FTSE MIB si è mantenuto in positivo. In aumento anche il CAC 40 di Parigi e il DAX 40 di Francoforte, mentre hanno finito in calo Londra e l'IBEX 35 di Madrid.

Tra i settori, nella settimana i più premiati dagli acquisti sono stati Materie prime (+4%), Media (+2,18%) e Costruzioni (+2,08%), quando il comparto Viaggi e Divertimenti è stato il più penalizzato con un calo del 3,66%. Poco mossa nel corso della settimana il petrolio: rispetto a venerdì scorso il Brent ha perso lo 0,1% e il Wti lo 0,26%. Passando a Piazza Affari, tra i titoli, i tre migliori del Ftse Mib sono stati: Cnh Industrial (+5,57% nelle 5 sedute) che ha festeggiato il via libera al prospetto di Iveco Group, la società che sarà scorporata dal gruppo e sbarcherà in Borsa il 3 gennaio 2022, Azimut, +4,13% nella settimana in cui ha pubblicato conti sopra le attese e Buzzi Unicem (+3,46%). Andamento opposto per Interpump Group, che nell'ottava ha perso l'8,88% colpita dai realizzi dopo il recente rally, Telecom Italia -5,10%, con il venire meno dell'appeal speculativo sulla rete unica e dopo il nulla di fatto del cda straordinario chiesto da Vivendi, e Banco Bpm -3,86%.

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Wall Street in rialzo, ma fiducia consumatori delude

Andamento cauto a Wall Street, in rialzo venerdì nonostante il calo della fiducia dei consumatori (66,8 punti il dato preliminare dell'Università del Michigan, sotto le stime per 72,5 punti). Gli indici chiudono una settimana in leggero ribasso - S&P 500 -0,40%, Dow Jones -0,90%, Nasdaq -0,84% - nonostante i record intraday e in chiusura registrati lunedì e martedì. L’inflazione resta al centro delle attenzioni: i prezzi al consumo sono cresciuti a ottobre del 6,2% rispetto a un anno prima, l'aumento maggiore dal 1990. A spingere il Dow Jones nel premercato è soprattutto Johnson & Johnson, che corre dopo l'annuncio che si dividerà in due distinte società, entrambe quotate in Borsa. Da una parte, il colosso farmaceutico farà confluire le attività ad alto margine, ma anche a maggior rischio, legate ai farmaci da prescrizione e ai dispositivi sanitari. Dall'altra, invece, andranno le attività legate ai farmaci da banco e ai prodotti per l'igiene.

Venerdì a Milano Pirelli e Azimut le migliori

A Milano è protagonista Pirelli che ha riportato risultati trimestrali oltre le previsioni (+10,7% ricavi a 1,41 miliardi e un risultato operativo di 221,4 milioni) e ha alzato leggermente le stime per fine 2021: ora prevede ricavi tra 5,1 e 5,15 miliardi. Brillante Azimut grazie a un utile netto sui nove mesi in rialzo del 40% a 322 milioni di euro, che ha centrato in anticipo i target 2021. Pesante il calo di Telecom Italia: il cda chiesto dal primo azionista Vivendi e da alcuni consiglieri per rivedere l'organizzazione e le strategie non ha portato a decisioni e il mercato ha rimandato ogni scommessa al nuovo piano industriale di inizio 2022 mentre le indiscrezioni di stampa sono divise tra chi vede ormai per conclusa l'esperienza del ceo Gubitosi e chi invece è convinto che sarà il manager a guidare il riassetto del gruppo.

Il cambio euro / dollaro
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Euro sempre sotto 1,15 dollari, giù il petrolio

Sul fronte dei cambi, euro ancora in calo sotto la soglia di 1,15 dollari: la moneta unica europea è indicata a 1,1447. Un euro vale anche 130,5 yen, mentre il rapporto dollaro/yen è sopra i 114.
In flessione, infine, il prezzo del petrolio: il future dicembre sul Wti scende sotto 81 dollari al barile, mentre la consegna gennaio sul Brent cala a 82,2 dollari.

BTp, rendimento 10 anni torna a 1%, spread a 121

Chiusura di seduta in rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005436693) e il pari durata tedesco è indicato in chiusura a 121 punti base, rispetto ai 118 punti della vigilia. Intorno a metà seduta era salito a 123 punti, salvo poi ripiegare leggermente. Risulta in linea con l’ultimo closing, allo 0,96%, il rendimento del BTp decennale benchmark, dopo aver gravitato nel corso della giornata intorno alla soglia psicologica dell’1 per cento.

BTp Futura, quarta emissione chiusa con raccolta 3,26 mld

Il Tesoro ha proseguito nella sua opera di finanziamento: la quarta emissione del BTp Futura, destinata a finanziare le diverse misure adottate dal Governo per sostenere la crescita economica del Paese, chiude con una raccolta pari a 3,268 miliardi (la terza emissione aveva totalizzato in totale 5,48 miliardi di euro).
Inoltre, sul mercato sono stati venduti anche BTp per un ammontare complessivo pari a 5,75 miliardi di euro e con rendimenti in risalita rispetto ai minimi storici toccati in precedenza. Nel dettaglio le emissioni hanno riguardato titoli triennali per 2 miliardi con un rendimento a scadenza di -0,16% e a 7 anni per ulteriori 3,75 miliardi allo 0,6 per cento. Il rendimento del decennale italiano si è attestato allo 0,96%, per uno spread sul Bund che sfiora 120 punti base.

Toshiba, al via la scissione. Nasceranno tre società

Toshiba si scinde in tre. Il conglomerato industriale e tecnologico nipponico ha confermato il progetto di scissione delle sue attività entro due anni che farà nascere tre società indipendenti. Toshiba risponde cosi' alle pressioni dei suoi soci che chiedevano da tempo una valorizzazione del gruppo. Nel dettaglio saranno create due nuove società che verranno quotate. La prima raggrupperà le attività di Toshiba nell'energia e nelle infrastrutture mentre la seconda si occuperà di apparecchiature elettroniche e di raccolta dati. La terza società, ossia la vecchia Toshiba, manterrà le altre attività' tra le quali la partecipazione in Kioxia, l'azienda giapponese dei chip e la partecipazione in Toshiba Tec, la filiale gia' quotata separatamente. Satoshi Tsunakawa, presidente del gruppo, commenta in una nota: "al fine di migliorare la nostra competitività, ciascuna attività ha bisogno oggi di una maggiore flessibilità per cogliere le opportunità e vincere la sfida nei rispettivi mercati".

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