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Borse, settimana a due facce nel segno dell’inflazione Usa

Chiusura pesante a Wall Street. Londra in rosso con la crisi politica.Venerdì indici in rialzo ma i timori sui prezzi rallentano gli indici sul finale. Euro stabile, spread a 245 punti. Giù i prezzi di gas e petrolio. Ora occhi al ventesimo Congresso nazionale del Partito comunista cinese

di Paolo Paronetto

La Borsa, gli indici del 14 ottobre 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Settimana a due facce per le Borse europee, che hanno continuato a fare i conti con il nodo inflazione e con l'impatto economico della corsa dei prezzi al consumo e della conseguente stretta della politica monetaria da parte delle banche centrali. Dopo i cali registrati in particolare martedì e mercoledì, in attesa del dato sull'inflazione americana di settembre, i listini hanno recuperato terreno nelle ultime due sedute della settimana, scontando ormai nuovi rialzi dei tassi di interesse. Piazza Affari ha così chiuso l'ottava in equilibrio, con un +0,1% sul Ftse Mib.

Venredì nero invece a Wall Street: gli indici, dopo un’apertura in rialzo, hanno virato rapidamente al ribasso, con pesanti cali nel giorno delle trimestrali chiave delle banche con risultati in chiaroscuro. Il Dow Jones ha chiuso in ribasso dell’1,32%, ancor peggio l’S&P 500 (-2,34%) e il Nasdaq (-3,08%).

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È andata meglio la settimana a Francoforte (+1,3%) e Parigi (+1,1%), mentre Londra ha perso l'1,9% risentendo della crisi politica nel Regno Unito, con le dimissioni del ministro del Tesoro e la conferma dell'addio al controverso piano di tagli fiscali per le imprese. Per quanto riguarda i singoli titoli del Ftse Mib, maglia rosa nella settimana è stata Pirelli (+4,7%), seguita da Banco Bpm (+4,6%), Cnh Industrial (+4,5%), Buzzi Unicem (+4%) e Recordati (+3,6%). Male invece Saipem (-12%), Tim (-7,5%), Tenaris (-7,1%), Amplifon (-6,7%) e StMicroelectronics (-4,9%). Al di fuori del paniere principale si distingue in negativo Mps (-56,5%), fiaccata dalla pubblicazione dei termini del maxi aumento di capitale da 2,5 miliardi, al via lunedì. Settimana di tregua sui costi dell'energia: in discesa infatti i prezzi del petrolio (-7% il Wti e -6% il Brent) e del gas naturale (-8,9%).

Domenica al via il XX Congresso del Partito comunista cinese

Sul fronte macroeconomico, la settimana entrante partirà nel segno del ventesimo Congresso nazionale del Partito comunista cinese, al via domenica, da cui attende il conferimento di uno storico terzo mandato al presidente Xi Jinping. L'evento riunirà circa 2.300 membri del Partito in arrivo da tutte le province del Regno di Mezzo.

Venerdì positivo, ma gli indici frenano sul finale

Venerdì le Borse hanno consolidato il rimbalzo della vigilia al termine di una seduta ancora volatile, mentre gli investitori hanno continuato a fare i conti con le implicazioni della corsa dell'inflazione. Se infatti la prospettiva di nuovi rialzi dei tassi di interesse ha sostenuto i titoli bancari e con loro i principali indici continentali, sul finale di giornata le Borse hanno risentito dell'aumento, per la prima volta in sette mesi, delle aspettative di inflazione a un anno negli Stati Uniti, secondo una rilevazione dell'Università del Michigan. La giornata è stata inoltre segnata dalla crisi politica nel Regno Unito dopo le dimissioni del Cancelliere dello scacchiere Kwasi Kwarteng, sostituito da Jeremy Hunt. Una svolta arrivata con la conferma dell'addio al controverso piano di tagli fiscali per le aziende. A Piazza Affari il FTSE MIB ha terminato la giornata in rialzo dello 0,7% dopo essere arrivato a guadagnare oltre due punti percentuali. Tra i principali titoli milanesi, si sono messi in luce Diasorin, insieme a tutto il settore pharma europeo, A2a e Amplifon. Deboli i titoli dell'energia con la discesa del prezzo del petrolio: Saipem e Tenaris hanno chiuso in coda al paniere principale. Nel resto del listino, nuovo tonfo per Banca Mps, precipitata di oltre il 40% nell'ultima seduta prima dell'avvio del maxi aumento di capitale da 2,5 miliardi.

Sul Ftse Mib in evidenza le banche

Sul Ftse Mib venerdì sono spiccati il comparto utility (A2a tra le migliori) e i bancari, questi ultimi sotto i riflettori anche dopo le trimestrali in chiaroscuro dei colossi Usa: se infatti JpMorgan e Wells Fargo hanno annunciato risultati superiori alle previsioni, Morgan Stanley e Citigroup hanno deluso le attese. Brillano anche Diasorin e Amplifon. Come detto, a sostenere il settore del credito è ancora l’ipotesi, soprattutto alla luce dell’inflazione americana, che la Bce prosegua sulla via di un aggressivo rialzo dei tassi. In fondo al listino i petroliferi con Tenaris e Saipem, in scia al calo del greggio.

Negli Usa consumatori si aspettano un rialzo dell'inflazione

A ottobre, gli statunitensi si stanno dimostrando più ottimisti sull'economia rispetto al mese precedente, anche se si aspettano un rialzo dell'inflazione. L'indice preliminare sulla fiducia redatto mensilmente dall'Università del Michigan è stato pari a 59,8 punti, dopo i 58,6 di settembre; le attese erano per un dato in rialzo a 59. La componente che misura le aspettative per il futuro è scesa da 58 a 56,2, quella sulla situazione attuale è salita da 59,7 punti a 65,3. Per quanto riguarda l'inflazione, le aspettative a un anno sono aumentate per la prima volta da marzo, dal 4,7% al 5,1%, quelle a cinque anni sono salite dal 2,7% al 2,9%. Nel febbraio 2020, prima dell'inizio della pandemia, l'indice era a 101 punti.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread sale a 245 punti, crescono i rendimenti

Sull'obbligazionario, in leggero rialzo lo spread BTp-Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha segnato un'ultima posizione a 245 punti base dai 242 punti base della vigilia. Sale più sensibilmente il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta al 4,80% dal 4,71% di ieri.

Euro stabile, giù i prezzi del gas. Scende il petrolio

Sul fronte dei cambi, l’euro è stabile a 0,9742 dollari (da 0,9740 ieri in chiusura). La moneta unica guadagna terreno a 144,66 yen (143,54), mentre il rapporto dollaro/yen è a 148,48 (146,80). I timori di recessione hanno spinto al ribasso il prezzo del petrolio: il Wti di novembre scambia a 86,06 dollari al barile (-3,42%) e il Brent di dicembre a 91,98 dollari (+2,74%). In calo il prezzo del gas naturale, che scende del 9,3% sotto quota 140 euro per megawattora.

Negli Usa vendite al dettaglio invariate ma sotto le attese

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti, a settembre, sono rimaste invariate rispetto ad agosto a 684 miliardi di dollari, dopo il +0,4% del mese precedente (rivisto dall'iniziale +0,3%), secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio; le attese erano per un +0,3%. Rispetto a un anno prima, registrato un +8,2%, dopo il +8,9% del mese precedente. Escludendo le vendite di veicoli, il dato è cresciuto dello 0,1% rispetto al mese precedente, dopo il -0,1% di agosto; escludendo veicoli e carburanti, il dato ha registrato un rialzo dello 0,3%. Le vendite tra luglio e settembre sono aumentate del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2021, dopo il +10,3% di giugno-agosto.

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