sondaggio assiom forex-radiocor

Borse, più di un operatore su due si aspetta ancora cali da coronavirus. Per il 49% sarà recessione

Il 52% degli operatori mette in conto ulteriori ribassi: per il 41% saranno compresi fra 3 e 10% mentre per un ulteriore 11% saranno a doppia cifra. Lo spread atteso per i prossimi mesi sarà nel range di 150-200 punti

di Corrado Poggi

default onloading pic
(REUTERS)

Il 52% degli operatori mette in conto ulteriori ribassi: per il 41% saranno compresi fra 3 e 10% mentre per un ulteriore 11% saranno a doppia cifra. Lo spread atteso per i prossimi mesi sarà nel range di 150-200 punti


2' di lettura

I crolli dei mercati finanziari degli ultimi giorni provocati dall’emergenza coronavirus non lasceranno scampo in tempi brevi a una risalita degli indici. Ne è convinta la stragrande maggioranza degli operatori associati ad Assiom Forex che hanno preso parte al sondaggio straordinario condotto in collaborazione con Radiocor. Secondo il 52% degli operatori infatti sono da mettere in conto ulteriori ribassi, che per il 41% saranno compresi fra 3 e 10 per cento mentre per un ulteriore 11% saranno a doppia cifra.

Più sparuta, al 18%, la percentuale di quanti si attendono mercati stabili (tra -3% e +3%) mentre gli ottimisti sono il 30%. Di questi il 24% si attende rialzi fra il 3 e il 10 per cento mentre un ulteriore 6% conta sull’effetto ripresa dopo la fine della fase di emergenza scommettendo su rialzi superiori al 10%.

Con coronavirus sono saltate le precedenti previsioni
«L’imprevedibile sviluppo degli eventi negativi legati all’emergenza coronavirus ha contribuito a modificare il quadro prospettico – ha commentato il presidente di Assiom Forex, Massimo Mocio - e anche gli operatori dei mercati finanziari, che seguono ora per ora la situazione, stanno adeguando le loro view di medio periodo. Non stupisce pertanto vedere che la maggioranza relativa degli intervistati ritenga che entro la fine dell’estate la Borsa possa mettere a segno ulteriori perdite, per quanto tutto dipenda ovviamente dalla velocità di ripristino delle condizioni pre-emergenza sanitaria. Non si può infatti escludere, come ci insegna la storia finanziaria degli ultimi decenni, che si possa assistere ad una ripresa degli indici nei prossimi sei mesi e che le risorse straordinarie dedicate alla ripresa delle attività economiche possano generare effetti benefici che potrebbero dispiegare i loro effetti anche nel lungo periodo».

Le mosse Fed impattano sul rafforzamento dell'euro
Sul fronte dei cambi, il 75% degli operatori vede l’euro stabile (40%) o in rialzo (35%) mentre per quanto riguarda lo spread, il 68% di quanti hanno preso parte al sondaggio ritiene che navigherà nei prossimi mesi fra 150 e 200 punti. Infine il 51% degli operatori ritiene che il coronavirus non avrà effetti di lungo termine sull’economia mentre per il rimanente 49% la recessione è ormai inevitabile.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti