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Fed: rischi da troppi rialzi, si prevede rallentamento. Wall Street spinge giù l’Europa

Pubblicati i verbali dell’ultima seduta del Comitato di politica monetaria della Federal Reserve: a un certo punto sarà necessario frenare i tassi d’interesse

di Chiara Di Cristofaro

La Borsa, gli indici del 17 agosto 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Molti banchieri della Federal Reserve hanno evidenziato i rischi di un’eccessiva stretta monetaria, superiore a quanto è necessario, e prevedono, a un certo punto, un rallentamento dei rialzi dei tassi d’interesse. È quanto emerge dai verbali relativi all’incontro del 26-27 luglio del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve. In quell’occasione, i banchieri hanno annunciato, con una decisione unanime, un aumento dei tassi d’interesse di 75 punti base per la seconda volta consecutiva, massimo rialzo dal 1994, portandoli al 2,25%-2,50%. Prima ancora, era stato deciso il primo rialzo di mezzo punto percentuale dal maggio 2000. A marzo, la Banca centrale statunitense aveva annunciato il primo rialzo dei tassi d’interesse (di 25 punti base) dal dicembre 2018. Ritocchi al costo del denaro decisi per contrastare l’inflazione, ai massimi degli ultimi 40 anni. Finché non ci sarà un deciso calo dell’inflazione, hanno detto i banchieri, si proseguirà con il rialzo dei tassi. I tassi d’interesse erano stati abbassati allo 0-0,25% nel marzo del 2020, per contrastare gli effetti negativi della pandemia di coronavirus sull’economia statunitense. Secondo i partecipanti, inoltre, la forza del mercato del lavoro suggerisce che l’attività economica è più forte di quanto mostrato dal secondo trimestre e questo fa prevedere una revisione al rialzo del Pil.

Le Borse europee intanto chiudono in rosso dopo cinque sedute positive consecutive, la serie migliore da marzo, e anche Wall Street chiude in calo nonostante alcune trimestrali molto positive tra le big del listino americano: male però la catena di supermercati Target . Le vendite al dettaglio di luglio negli Stati Uniti hanno deluso risultando invariate rispetto al mese precedente.

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A Piazza Affari il FTSE MIB, dopo una mattinata in territorio positivo, è tornato sotto i 23mila punti ma è di Francoforte (DAX 40)la performance peggiore. Sono i timori per l'andamento dell'economia e per le mosse delle banche centrali. In Europa, Eurostat ha rivisto leggermente al ribasso il Pil destagionalizzato dell'Eurozona: +0,6% congiunturale nel secondo trimestre dell'anno e +3,9% su base tendenziale (da +0,7% e +4%). Intanto, l'inflazione nel Regno Unito ha registrato un aumento dello 0,6% mensile a luglio e del 10,1% tendenziale.

Più ottimismo per i segnali in arrivo dalla Cina, che hanno sostenuto le Borse asiatiche. Dopo la pubblicazione dei deludenti dati macro a inizio settimana, il premier cinese Li ha infatti chiesto a sei province chiave della Nazione, che contano per oltre il 40% dell’economia, di adottare ulteriori misure espansive sul fronte fiscale, il che ha rassicurato gli investitori sulla volontà del governo cinese di sostenere l'economia.

Wall Street in calo, Target delude le previsioni

In netto calo anche gli indici Usa a Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,50% a 33.980,72 punti, il Nasdaq cede l’1,25% a 12.938,13 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,72% a 4.274,06 punti. I verbali della Fed restano il principale market mover della giornata. Gli occhi sono puntati anche sull'andamento dei consumi: nella seduta di martedì 16 agosto i buoni risultati dei retailer Usa (a partire da Walmart e Home Depo) hanno sostenuto Wall Street, mentre la trimestrale di Target ha mostrato un utile di 39 centesimi per azione, contro i 72 centesimi del consensus, per un calo di quasi il 90% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

Il dato delle vendite al dettaglio di luglio ha deluso le attese. Vendite invariate dopo il +0,8% di giugno, le attese erano per un +0,1%. Al netto di benzina e auto, però, l'aumento mensile è stato dello 0,7%.

Ma sui listini americani la storia del giorno è il balzo delle azioni del Manchester United: una battuta di Elon Musk che, scherzando, ha ipotizzato un suo interesse per il club di calcio inglese sta facendo correre i titoli.

A Piazza Affari bene Campari, giù St e Saipem

Sull'azionario milanese, hanno tenuto pochi titoli. Bene Davide Campari dopo che Carlsberg ha battuto le stime sulle vendite nel primo semestre, Eni grazie al recupero pomeridiano dei prezzi del greggio e alcune utility come Italgas e Terna. Le vendite hanno penalizzato in primis StMicroelectronics e molti titoli industriali come Pirelli, Iveco, Interpump e Saipem. Si è spento l'appeal su Nexi e su Tim che aveva caratterizzato i giorni precedenti il Ferragosto. Fuori dal listino principale, brillante Gas Plus.

Spread sale oltre i 220 punti, rendimento sopra il 3,2%

Torna a salire lo spread tra BTp e Bund. il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco ha chiuso a 222 punti base a metà giornata. Il rendimento dei titoli italiani, tornato sopra il 3% nell'ultima seduta, arrivando al 3,3% ma il movimento dei rendimenti, dovuto alle vendite, ha interessato tutto il comparto europeo dei titoli sovrani tant'è che anche il Bund a 10 anni è tornato a rendere più di un punto percentuale.

Gas resta a livelli record. Petrolio rimbalza dopo scorte Usa

Il prezzo del petrolio, che in mattinata ha aggiornato i minimi da sei mesi, recupera terreno dopo la forte contrazione delle scorte Usa di greggio e di benzina. La scorsa settimana, le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono diminuite notevolmente, al contrario delle attese. Registrato un calo di 7,056 milioni di barili a 424,954 milioni di unità, contro attese per un rialzo di 0,1 milioni. Secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, gli stock di benzina sono diminuiti di 4,642 milioni di barili a 215,674 milioni di barili, contro attese per un -0,9 milioni. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, hanno registrato un rialzo di 0,766 milioni di barili a 112,256 milioni di barili, contro stime per un rialzo di 1,3 milioni di barili. Occhi puntati intanto anche sul fronte iraniano: l'offerta di petrolio potrebbe aumentare se i colloqui per rilanciare l'accordo nucleare dell'Iran del 2015 con le potenze mondiali avranno successo, il che eliminerebbe le sanzioni sulle esportazioni di petrolio iraniane.

Resta sui massimi il prezzo del gas naturale europeo , che nella seduta di martedì 16 agosto ha toccato ad Amsterdam i 250 euro al megawattora per ripiegare in chiusura poco sotto i 227 euro, il massimo storico toccato nel marzo scorso. In Germania il presidente dell'autorità energetica nazionale ha dichiarato che pur raggiungendo il target del 95% di magazzini pieni per novembre, resterebbe una copertura di soli 2 mesi e mezzo di consumi nel caso di blocco delle forniture russe.


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