ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

I dubbi sul sostegno della Fed frenano le Borse. Milano (+0,3%) tiene con auto e oil

A Piazza Affari corrono soprattutto Pirelli e Ferrari. Petrolio resta massimi da due anni e mezzo. Spread chiude stabile a 107 punti

di Stefania Arcudi ed Enrico Miele

Aggiornato alle 18.30

La Borsa, gli indici del 3 giugno 2021

4' di lettura

Le Borse europee hanno cercato il recupero nel finale, ma il rimbalzo è riuscito solo a metà. Nonostante i buoni dati sul lavoro americano (migliori delle stime sia i dati sul settore privato sia quelli sui sussidi di disoccupazione), restano i dubbi sulla via che deciderà di prendere la Federal Reserve, che potrebbe stringere le maglie della politica monetaria. Così il CAC 40 di Parigi ha finito in calo, così come il Ftse 100 di Londra, l'IBEX 35 di Madrid e l'AEX di Amsterdam. Sono riusciti invece a tornare sopra la parità il DAX 30 di Francoforte e soprattutto il FTSE MIB di Milano, che ha chiuso vicino ai massimi da febbraio 2020, sostenuto da auto e petroliferi. L'indice si è confermato comunque ben sopra quota 25.000 punti, dopo avere toccato nelle sedute precedenti i massimi da ottobre 2008.

Sull'umore degli investitori hanno pesato in parte anche le nuove tensioni geopolitiche sia sull'asse Stati Uniti-Russia sia sul fronte Usa-Cina. Infatti, la Russia eliminerà il dollaro dal suo Fondo per il benessere nazionale puntando invece su euro, oro e yuan, con l'obiettivo di ridurre l'esposizione agli asset americani. Mossa che giunge in risposta alla minaccia di nuove sanzioni Usa come rappresaglia dopo un nuovo cyber attacco. La tensione resta alta anche nei rapporti tra Washington e Pechino, alla luce del piano del presidente Joe Biden di rivedere il bando agli investimenti su compagnie collegate all'esercito cinese, che potrebbe estendersi a un numero maggiore di società. Tuttavia, al mercato piacciono le anticipazioni sul compromesso che il presidente Joe Biden sarebbe disposto a effettuare sulle imposte per convincere i repubblicani ad appoggiare il suo piano di spesa per le infrastrutture.

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Biden «corteggia» i Rep, propone imposta aziende al 15%

Il presidente americano, secondo indiscrezioni del Washington Post, sarebbe pronto a un sostanziale cambiamento al suo piano di riforma fiscale per ottenere il sostegno dei repubblicani al suo piano per le infrastrutture, che prevede circa 1.000 miliardi di dollari in nuove spese finanziate da una riforma fiscale che, a questo punto, non prevedrebbe più di aumentare l'aliquota per l'imposta sulle aziende. I repubblicani avevano bocciato la proposta della Casa Bianca di alzare dal 21 al 28% l'imposta sulle aziende. Per questo, Biden avrebbe ora proposto una nuova imposta minima sulle aziende del 15%, con l'obiettivo di far cassa con decine di aziende profittevoli che pagano poco o nulla al governo federale.

Wall Street guarda alle decisioni della Fed

Wall Street non trova la via di solidi rialzi, nonostante il dato sul lavoro nel settore privato oltre le stime (+978.000 a maggio, contro i 627.000 attesi) e quello sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione migliore da inizio pandemia (-20.000 unità a 385.000, contro le stime per 393.000) . Prevale dunque la prudenza, dopo che il membro non votante della Fed Harker (presidente della Fed di Filadelfia) ha dichiarato che è il momento di iniziare a parlare delle tempistiche di un tapering. «D’altro canto - sottolineano gli analisti - il contesto è quello di pressioni inflazionistiche in rialzo, con il Beige Book che ha segnalato come alcune aziende abbiano iniziato, grazie alla tonicità della domanda, a trasferire i maggiori costi delle materie prime sui prezzi al consumo».


A Piazza Affari petroliferi sotto i riflettori

Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, gli acquisti premiano le auto (in vetta al Ftse Mib si sono piazzate infatti Pirelli & C e Ferrari, ma sono andate bene anche Stellantis, che beneficia ancora dei dati sulle immatricolazioni, e Brembo) e il settore petrolifero grazie al greggio sui massimi da oltre due anni e mezzo. Bene Prysmian e Saipem, che ha beneficiato anche delle indiscrezioni che la vogliono in pole position per ottenere un contratto da Shell in Nigeria. Un deal che potrebbe valere complessivamente circa 600 milioni di dollari. Realizzi su Atlantia. La seduta è stata positiva anche per il risparmio gestito con Azimut tra le migliori. A perdere quota sono invece Enel, Buzzi Unicem, Stmicroelectron e Nexi.

Tra le «piccole» in rally H-Farm

Fuori dal listino principale, H-Farm ancora in rally dopo l'annuncio dell'acquisizione della app Depop da parte del colosso dell'e-commerce Etsy per 1,625 miliardi di dollari. La vendita di Depop, app nata in H-Farm nel 2011 e fondata da Simon Beckerman, genererà per H-Farm un incasso di circa 6 milioni di euro, con un ritorno di 15,5 volte rispetto all'investimento iniziale (792.000 euro).

Petrolio Wti sui massimi da due anni e mezzo

Ancora in rialzo il prezzo del petrolio, che già mercoledì 2 giugno aveva chiuso sui massimi da ottobre 2018. Il Brent sta tentando la rottura al rialzo della resistenza tecnica a 71,75 dollari al barile. A spingere gli acquisti, «le forti aspettative sulla domanda in un contesto in cui l’Opec+ ha confermato i rialzi programmati fino a luglio, restando per il momento però in un atteggiamento di 'wait & see' per la restante parte dell’anno», scrivono gli analisti di Mps Capital Services. La prossima riunione è programmata per il 1° luglio. Inoltre, le scorte americane sono calate molto più delle stime nell'ultima settimana (-5,079 milioni, contro previsioni per -1,5 milioni).

Spread piatto in area 107 punti

Chiusura piatta per lo spread BTp/Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale bechmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 107 punti base, invariato rispetto alla chiusura precedente. In rialzo marginale il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione allo 0,90% dallo 0,89% del riferimento della vigilia.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Riparte il terziario europeo a maggio

La ripartenza del terziario nell'Eurozona accresce l'espansione dell'attività del settore privato. I dati di maggio, indice a 55,2 da 50,5 in aprile, meglio della stima flash, hanno indicato il secondo aumento mensile consecutivo del settore dei servizi, il migliore in quasi tre anni. Ciononostante, la produzione manifatturiera, seppur registrando la più lenta crescita degli ultimi tre mesi, ha continuato ad aumentare ad un tasso maggiore del terziario. Le aziende che rispondono all’indagine hanno riportato la più forte ripresa della domanda dall’inizio del 2018, con la fiducia in aumento per l’allentamento delle restrizioni e per l’avanzamento della campagna di vaccinazione. Migliore delle stime anche l'indicatore italiano. Per quanto riguarda il composito, il sondaggio mensile di Ihs Markit evidenzia un indice dell’eurozona a 57,1 da 53,8 di aprile (superiore alla stima flash). Il mese di maggio non ha soltanto indicato il terzo mese consecutivo di espansione per il composito, ma anche il migliore incremento da febbraio 2018. Di rilievo, per l'indice composito, il massimo da 174 mesi registrato in Spagna il massimo da 39 mesi in Italia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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