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Settimana turbolenta per le Borse europee. A Milano si salva la Juve

di Andrea Fontana e Stefania Arcudi

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(AFP)


7' di lettura

La settimana delle Borse europee si è chiusa in deciso calo, con ampia parte dei settori in discesa, penalizzati dal braccio di ferro tra Stati Uniti e Cina sul trade e dagli attacchi di Washington al colosso tecnologico Huawei. La performance peggiore è stata infatti quella del comparto auto (-5,19% nell'ottava lo Stoxx Europe 600 Automobiles & Parts), ma sono andati molto male anche tecnologici (-2,21%), energetici (-3,34%), retail (-3,74%) e bancari (-2,98%). Ribassi superiori al 2% per risorse di base, chimica e turismo. Sopra la parità, +0,31%, solo il comparto difensivo delle utility.
Anche a Piazza Affari l'ottava è stata particolarmente negativa, anzi Milano (-3,46%il FTSE MIB nella settimana, nonostante il +1,2% di venerdì) è stata la peggiore in Europa, malgrado lo spread tra i rendimenti di BTp decennali e Bund di pari scadenza sia sceso a 267 punti, contro i 278 di una settimana fa, mentre il rendimento dei titoli decennali italiani si è attestato al 2,558%, contro il 2,673% di una settimana fa e il 2,773% di fine 2018. E' andata solo in parte meglio per gli altri listini europei: Parigi nell'ottava ha ceduto il 2,24%, Madrid l'1,14%, Francoforte l'1,86% e Londra lo 0,96%. In Italia le small cap (-1,66% il Ftse Italia Small Cap Index) e il comparto bancario (-6,61%) hanno segnato la performance peggiore, mentre le utility hanno fatto molto meglio (+2,39% nella settimana il Ftse Italia All Share Utilities). Sul Ftse Mib, su base settimanale i rialzi maggiori sono stati quelli di Juventus Fc (+5,95%), Enel (+2,84%) e Terna (+2,66%), mentre i ribassi più sostenuti sono stati quelli di Stmicroelectronics ( -12,3%), Azimut (-12,24%) e Intesa Sanpaolo (-11,6%). Sul fronte dei cambi, l'euro si è leggermente rafforzato sul biglietto verde, chiudendo la settimana in aumento dello 0,37%.

Venerdì seduta positiva nel Vecchio Continente e a Milano
Nell'ultima seduta della settimana le Borse erano state positive. La tensione tra Stati Uniti e Cina non si è placata, ma gli investitori hanno apprezzato l'apertura dell'amministrazione Trump, secondo cui un accordo con Pechino sul trade è ancora possibile e potrebbe persino includere le forniture del colosso tecnologico Huawei. Già scontata dai mercati l'attesa per il voto europeo, il cui esito più probabilmente terrà banco lunedì. Piazza Affari venerdì ha così chiuso a +1,19% nel FTSE MIB, Parigi +0,67%, Francoforte +0,49%, Madrid +0,7% e Londra +0,55% circa, dopo l'annuncio di dimissioni della premier Theresa May il 7 giugno. In tutta Europa gli acquisti hanno favorito in primo luogo le utility e gli assicurativi, tra i migliori anche a Piazza Affari (Unipol+4,16%, Unipolsai +2,83% e a seguire le utility).

A Piazza Affari corrono utility, Generali e Cnh Industrial
Per quanto riguarda le utility, Snam Rete Gas +2%, Terna +2,19%, Enel +1,92%, Hera +1,6% e A2a +2,84%. Quest'ultima investirà 35 milioni su nuovo polo economia circolare in Sicilia con un impianto dotato di tecnologie innovative e soluzioni automatizzate in grado di trasformare la frazione organica dei rifiuti (Forsu) derivante dalla raccolta differenziata in biometano, gas naturale da fonte rinnovabile adatto per alimentare i veicoli o utilizzabile per usi domestici, e in compost utile all'agricoltura. A Milano ha spiccato anche Cnh Industrialgrazie agli aiuti Usa all'agricoltura e al programma di acquisto di azioni proprie lanciata dal gruppo di macchine agricole. In forte risalita i finanziari in parallelo con l'andamento dei BTp. Bene Generali che ha annunciato la cessione di un portafoglio di polizze vita nel Regno Unito e migliorato i target sul debito al 2020. Tra le banche rialzi decisi per Ubi e Unicredit. In discesa Amplifon, che tuttavia era reduce da forti aumenti che, nei giorni scorsi, l'avevano portata a un soffio dal record di 20,7 euro per azione. In calo Telecom Italia: secondo quanto emerso dalle risultanze istruttorie del procedimento Antitrust sui servizi di banda larga, riportate da Radiocor, il gruppo tlc rischia una sanzione per aver ostacolato Open Fiber.


Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Cnh Industrial: acquisterà azioni proprie per massimi 700 mln di dollari
Per quanto riguarda Cnh Industrial, la società della galassia Agnelli ha reso nota l'intenzione di riavviare il suo programma di acquisto di azioni proprie, per un importo massimo di 700 milioni di dollari (di cui 65,5 già spesi). La mossa è destinata all'ottimizzazione della struttura patrimoniale della società e a soddisfare gli obblighi derivanti dai piani di incentivazione della società. Il programma avra' durata fino al 12 ottobre 2019, incluso, e verrà realizzato con le disponibilità liquide della società. Gli analisti di Equita consigliano di acquistare le azioni della società, per le quali hanno individuato un target di prezzo a 13,6 euro. Gli esperti hanno sottolineato anche che ieri il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato un piano di aiuti per gli agricoltori di 16 miliardi di dollari per compensare le perdite della battaglia sui dazi con la frenata degli acquisti cinesi di soia e riso.

Juventus volatile: per la panchina si rafforza l'ipotesi Sarri
Sul Ftse Mib la Juventus ha chiuso in rialzo del 2% una seduta volatile, mentre si rafforzano le voci sull'arrivo di Maurizio Sarri alla guida della panchina bianconera in sostituzione di Massimiliano Allegri. Nei giorni scorsi c'erano stati corposi rialzi, innescati dalle voci di un'imminente firma del club con Pep Guardiola, uno dei tecnici più vincenti nel mondo del calcio e adesso in forze al Manchester City. Sarri invece è stato per tre anni allenatore del Napoli e, in passato, da rivale per lo scudetto, non ha fatto mancare punzecchiature al club bianconero.

Safilo sale dopo vendita Solstice
Fuori dal Ftse Mib, rialzo del 5,18% (guadagnava più del 6%) per Safilo Group che venderà la sua catena di negozi statunitense Solstice, da tempo in difficoltà. Gli analisti di Equita Sim ipotizzano che l'operazione possa essere avvenuta a 5-10 milioni di euro, comportando quindi una minusvalenza significativa rispetto ai valori di carico dell'asset (35 milioni). «L'operazione, il cui closing è atteso per il terzo trimestre, consentirà a Safilo di ridurre perdite e uscita di cassa, rifocalizzando il business sul segmento wholesale e uscendo da un segmento dove comunque la presenza era marginale», segnala la casa di investimento.

Fuori dal Ftse Mib bene MolMed e Autogrill
Molmed (+3,88%), dopo che l'Ufficio brevetti europeo ha concesso il brevetto relativo a un componente strutturale innovativo applicabile alla tecnologia Car e già impiegato in un prodotto che la società sta sviluppando per il trattamento di alcuni tumori. Autogrill (+2,63%) si è portata ai massimi da settembre 2018 dopo il rialzo del 9,5% dei ricavi dei primi quattro mesi del 2019 pubblicati ieri. Infine poco mossa Garofalo Health Care (+0,53%), dopo che il Cda ha approvato i dati consolidati preliminari al 31 marzo.

In Europa deboli chip ed energetici, bene utility e assicurazioni
In una giornata positiva per l'Europa, in cui quasi tutti i comparti hanno registrato guadagni più o meno marcati, hanno brillato in modo particolare le utility (+1,24% l'Euro Stoxx 600 di settore) e le assicurazioni (+1,03%). Ancora deboli gli energetici (+0,19%), con un petrolio che non riesce a ritrovare la via dei rialzi, pur avendo arginato i forti ribassi delle sedute precedenti, così come i tecnologici (+0,41%) e i media (+0,13%). Per quanto riguarda i titoli, restano deboli i titoli dei semiconduttori, scottati dallo scontro tra Trump e Huawei: a Parigi St ha perso lo 0,51% (le azioni hanno ceduto lo 0,47% anche a Piazza Affari), Infineon l'1,42% a Francoforte e Ams l'1,3% a Zurigo, mentre Asml si è salvata, segnando un +0,02% ad Amsterdam. Particolarmente deludente la performance del gruppo del lusso Kering (-1,73% a Parigi), del gruppo industriale tedesco Thyssenkrupp (-1,93% a Francoforte), mentre tra le Tlc ha brillato Vodafone (+2,25% a Londra).

Sterlina: frena dopo annuncio May poi risale
Vendite solo temporanee su sterlina e titoli di Stato inglesi all'annuncio della data in cui la premier inglese Theresa May rinuncerà all'incarico di guida dei conservatori aprendo l'iter per l'individuazione di un nuovo capo del governo britannico. La sterlina si è leggermente indebolita per poi riprendersi nei confronti di euro e dollaro (a 1,133 pound per un euro e a 1,2692 dollari per un pound). Lieve rialzo per i rendimenti dei decennali Uk ora a 0,96%.

Petrolio ancora debole, euro stabile
Debole il prezzo del petrolio dopo due sedute consecutive di calo (-6% per il Wti e -5,5% il Brent) innescato dai dati sulle scorte Usa, aumentate di 4,7 milioni di barili nell'ultima settimana, e dai timori sulla domanda globale legata alla frenata dell'economia: il Wti a luglio scende dello 0,19% e il Brent di pari scadenza dello 0,12%. Sul fronte dei cambi, l'euro resta sul filo degli 1,12 dollari, a 1,1209 (1,1191 in avvio e 1,1181 ieri). La moneta unica vale 122,501 yen.

Andamento dello spread Btp / Bund
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BTp, spread cala a 267 punti
Chiusura in netto calo per lo spread tra BTp e Bund nell'ultima seduta prima del voto per il Parlamento europeo. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin T0005365165) e il pari durata tedesco ha infatti terminato la giornata a 267 punti base, dai 276 punti del closing di ieri. In netto calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che chiude al 2,55% dal 2,64% del riferimento precedente.

Usa, scendono gli ordini di beni durevoli
Ad aprile, gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono scesi leggermente più del previsto. Come riporta il dipartimento al Commercio, gli ordini di beni destinati a durare più di tre anni sono calati del 2,1% rispetto al mese precedente a 248,4 miliardi di dollari, a causa soprattutto della flessione degli ordini di aerei commerciali (-25%, conseguenza del caso 737 Max della Boeing, il tipo di jet costretto a terra da marzo in seguito a due incidenti mortali avvenuti nel giro di cinque mesi); gli analisti attendevano un calo del 2%. Il dato di marzo è stato rivisto da un +2,6% a un +1,7%. Nei primi quattro mesi del 2019 il dato è salito del 2% rispetto allo stesso periodo del 2018.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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