ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse Ue prudenti alla vigilia di Jackson Hole. Record gas, sfonda i 300 euro sul finale

Poco mossa anche Wall Street in attesa di indicazioni sulle mosse della Fed, L'euro torna sotto la parità nei confronti del dollaro. Petrolio ancora in rialzo, spread recupera nel finale e chiude in leggero calo a 231 punti

di Stefania Arcudi

Aggiornato alle 18.26

La Borsa, gli indici del 24 agosto 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee hanno chiuso poco mosse, alla vigilia dell’inizio del simposio economico di Jackson Hole, che avrà il suo momento clou nel discorso del numero uno della Fed, Jerome Powell, venerdì. Gli investitori sono rimasti alla finestra in attesa di capire se arriveranno indicazioni su quanto la Banca centrale americana sarà aggressiva nella lotta all’inflazione: il mercato dà per scontato un altro giro di vite sui tassi nella riunione del 20-21 settembre, ma restano i dubbi su fino a che punto sia disposta a ignorare il rischio recessione, in un quadro di dati macro in peggioramento (mercoledì i prezzi delle case sono calati per la prima volta in tre anni e gli ordini di beni durevoli hanno deluso le aspettative).
La Bce, invece, dovrebbe continuare a muoversi con più cautela, come ha promesso martedì Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce, alla luce dei crescenti rischi di recessione. Così alla chiusura il FTSE MIB è poco sopra la parità. Andamenti analoghi anche per il CAC 40 di Parigi e il DAX 40 di Francoforte, mentre restano più indietro il FT-SE 100 di Londra e l'IBEX 35 di Madrid.

Rally del gas, sfonda quota 300 euro

I prezzi del gas naturale, già in rialzo per tutta la seduta sulla piattaforma Ttf di Amsterdam, riferimento per il mercato, hanno accelerato nel finale, portandosi sopra i 300 euro al megawattora, a un massimo di 302,995 euro, con un aumento superiore all'11%. I prezzi si sono assestati dopo gli aggiustamenti di chiusura a 292,15 euro. Negli ultimi cinque giorni i contratti a settembre sono saliti del 29,3% e sono tornati sui massimi, pur se sotto il record intraday di 345 euro, toccato il 7 marzo, all'inizio del conflitto in Ucraina, arrivato al suo sesto mese. Superato quindi anche il record di chiusura fissato lunedì a 276,7 euro. Continua a pesare l'annuncio di Mosca, che fermerà per 3 giorni, a fine mese, l'approvvigionamento di gas all'Europa tramite il gasdotto Nord Stream 1.

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Wall Street poco mossa, dopo tre cali

In leggero rialzo anche Wall Street, dopo tre sedute consecutive in calo. Anche Oltreoceano gli investitori temono un rallentamento dell'economia globale e sono preoccupati per l'atteggiamento aggressivo delle banche centrali, che prevedono altri decisi rialzi dei tassi d'interesse per frenare l'inflazione. I mercati hanno già anticipato un atteggiamento aggressivo della Fed, con il rendimento del titolo del Tesoro a dieci anni tornato sopra il 3%, dopo essere sceso fino al 2,5% all'inizio di agosto.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Bene Campari dopo l'acquisizione del bourbon Howler Head

Tra i principali titoli milanesi, Davide Campari guadagna terreno dopo l'annuncio dell'acquisizione iniziale del 15% di Howler Head Kentucky Straight Bourbon Whiskey per 15 milioni e dei diritti esclusivi per la distribuzione globale del marchio. L'operazione prevede inoltre un percorso verso il controllo totale nel medio termine. Nel dettaglio, Campari ha la possibilità di acquisire il 100% di Howler Head attraverso tipiche opzioni call, sulla base del raggiungimento dei risultati futuri del brand, che potranno essere esercitate a partire dal 2025. Howler Head, sottolinea una nota, è un whiskey aromatizzato all'aroma naturale di banana, «partner ufficiale dell’Ultimate fighting championship (Ufc) e rapidamente diventato uno dei marchi di whiskey in più rapida ascesa negli Stati Uniti».

Rimbalzano i farmaceutici, in coda i finanziari

Tra i titoli del Ftse Mib, rimbalzano i farmaceutici (tra le migliori Recordati e Diasorin) e rallentano i petroliferi. In coda sono finite Inwit, Unipol ed Eni. In calo anche Pirelli & C, penalizzata dall’andamento debole del settore auto sulle piazze del Vecchio Continente. In generale, comunque, i ribassi sono molto poco marcati e colpiscono anche il settore utility, mentre il tema dei prezzi del gas, delle forniture e di possibili razionamenti in autunno se la situazione dovesse peggiorare continua a tenere banco.Fuori dal listino principale, riflettori su Banca Mps mentre il mercato comincia a fare i conti sui possibili termini del maxi aumento di capitale da 2,5 miliardi, che sarà sottoposto all'approvazione dei soci nell'assemblea del 15 settembre. Cifra monstre che si confronta con una capitalizzazione di Borsa attualmente pari a 374 milioni.

Petrolio in altalena, cambia più volte direzione

Dopo il rally della vigilia, alimentato dalle indiscrezioni su un taglio della produzione di greggio da parte dei Paesi Opec+, il petrolio ha prima rallentato il passo e poi ha cambiato direzione varie volte dopo i dati sulle scorte americane, calate più del previsto (-0,6% il Wti ottobre a 93,07 dollari al barile e -0,8% a 99,41 dollari il Brent di pari scadenza).

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread recupera nel finale e chiude in calo a 231 punti

Seconda parte di seduta in controtendenza per i titoli di Stato italiani scambiati sul secondario telematico Mts. I titoli italiani, deboli in mattinata, si sono apprezzati in controtendenza rispetto agli altri titoli sovrani dell'eurozona e lo spread con i Bund si è ristretto leggermente. Il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco alla chiusura era indicato a 231 punti base dai 235 punti dell'avvio e dai 232 punti del closing della vigilia. Il rendimento dei titoli italiani decennali dopo il 'picco' di stamani al 3,71% (3,63% il closing della vigilia) chiude in lieve calo al 3,67 per cento.

Euro torna sotto la parità con il dollaro

Sul mercato valutario, l'euro torna sotto la parità nei confronti del dollaro ed è indicato a 0,9949 dollari da 1,0002 ieri in chiusura. La moneta unica vale anche 136,11 yen (da 136,12), mentre il rapporto dollaro/yen è a 136,81 (da 136,08).

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