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Europa apre il terzo trimestre di slancio. Nella settimana corre Milano (+3,1%)

Le Borse del Vecchio Continente hanno proseguito sulla via imboccata nei secondi tre mesi dell'anno, nonostante la battuta d'arresto di venerdì, provocata da prese di beneficio . Spread in rialzo, ma sotto 170 punti. A Piazza Affari sotto la lente Ubi e Fca

di Stefania Arcudi e Flavia Carletti

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La Borsa di Madrid (Epa)

Le Borse del Vecchio Continente hanno proseguito sulla via imboccata nei secondi tre mesi dell'anno, nonostante la battuta d'arresto di venerdì, provocata da prese di beneficio . Spread in rialzo, ma sotto 170 punti. A Piazza Affari sotto la lente Ubi e Fca


5' di lettura

Settimana positiva per le Borse europee , che hanno cominciato di slancio il terzo trimestre, proseguendo sulla via imboccata nei secondi tre mesi dell'anno, nonostante la battuta d'arresto di venerdì, provocata da prese di beneficio . Gli investitori hanno preferito vedere il bicchiere mezzo pieno, concentrandosi più su una serie di dati macro migliori delle previsioni e meno sul fatto che l'emergenza sanitaria è tutt'altro che passata (negli Stati Uniti, in particolare, ci sono decine di migliaia di nuovi casi ogni giorno). Va detto che anche sul fronte macro rimangono perplessità, sebbene, per esempio, l'attività dei servizi europea abbia vantato a giugno un recupero da record.

Nella settimana Milano tra le migliori, corrono le banche

Piazza Affari, che ha chiuso la seduta di venerdì in discesa dello 0,81%, nell’ottava è stata tra le migliori con un aumento del 3,15% per il Ftse Mib, cosa che consente di limare il ribasso da inizio anno al 16,08%. In rialzo anche il resto del Vecchio Continente: Parigi +1,99% nella settimana e -16,24% da inizio anno, Francoforte +3,63% nei 5 giorni e -5,44% nel 2020, e Madrid +3,14 % nella settimana e -22,47% da inizio anno. Più indietro Londra, sulla parità nella settimana e -18,36% da inizio anno. In Europa bene quasi tutti i settori, con le performance migliori per banche (+4% lo Stoxx Europe 600), viaggi (+4,46%) e comparto chimico (+3,93%), mentre sono andati a passo più lento sanità (+0,36%) e media e assicurazioni (entrambi +0,6%). Per quanto riguarda i titoli, in Italia le small cap (+1,32% il Ftse Italia Small Cap Index), il comparto bancario (+5,7%) e le utility (+2,97%) hanno segnato le performance migliori. Sul Ftse Mib, su base settimanale i rialzi maggiori sono stati quelli di Ubi (+7,86%), Mediobanca (+7,55%) e Nexi (+6,98%), mentre i ribassi più sostenuti sono stati quelli di Pirelli (-2,47%), Telecom (-1,33%) e Moncler (-1,2%).

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Venerdì a Piazza Affari occhi puntati su Intesa e Ubi

A Piazza Affari gli occhi sono stati puntati suIntesa Sanpaolo e Ubi Banca, visto che è ai blocchi di partenza l’offerta pubblica di scambio che porterà alla fusione delle due banche. L’ops inizierà il 6 luglio e il fronte bergamasco più critico nei confronti dell’operazione, secondo indiscrezioni, sembra sgretolarsi. Intanto si è riunito il cda di Ubi per aggiornare il piano industriale e valutare la proposta di Intesa, che è stata bocciata, perché giudicata non concordata e non conveniente. Per quanto riguarda il piano al 2022, l'istituto ha abbassato il target sull'utile da 665 a 562 milioni e ha fatto sapere che nel triennio potrà distribuire capitale per 840 milioni.

Sul Ftse Mib e in Europa deboli banche e auto

Tra le banche rimane sotto osservazione anche Unicredit , sulle ipotesi che l’istituto sia vicino a vendere altri 1,5 miliardi di npl, dopo la cessione di 335 milioni di crediti deteriorati a Banca Ifis. Le azioni, però, oggi sono in etto ribasso. Mediobanca in mattinata aveva provato ad avvicinarsi alla soglia dei 7 euro per azione, nell'attesa della decisione della Bce sull'autorizzazione all'imprenditore, leonardo Del Vecchio, a salire fino al 20% del capitale, raddoppiando la sua attuale partecipazione. D'altra parte poi ha fatto dietrofront insieme a tutta la Borsa. Sono deboli le altre banche. Male anche il comparto auto italiano ed europeo, dopo che in Germania l'associazione dei produttori auto ha indicato che il settore ha subito nel primo semestre 2020 una contrazione storica del 35% a causa della pandemia da coronavirus. Le previsioni sono fosche anche per tutto l'anno, con una stima di un calo complessivo attorno al 25%.

Fca sotto la lente in vista novità sulla super cedola
Fiat Chrysler Automobiles è sotto osservazione, mentre il mercato si interroga sulle ipotesi riferite dal Sole 24 Ore, secondo le quali i vertici dell'azienda, insieme a quelli di Psa Peugeot, starebbero valutando di distribuire il dividendo straordinario di 5,5 miliardi, propedeutico alla fusione tra le due aziende, sotto forma di asset anziché cash. Verranno probabilmente coinvolte le partecipate, ma il Sole stesso sottolinea che al momento alcuna decisione è stata presa, anche perché il dividendo straordinario dovrà essere distribuito l'anno venturo. Un portavoce di Fca ha indicato che «la struttura e i termini della fusione sono concordati e restano invariati». I titoli segnano un calo inferiore a quello del Ftse MIb. Vanno peggio, invece, le Exor, penalizzata dalla prospettiva di non ricevere un superdividendo cash. Della galassia Agnelli segnnao un netto ribasso anche le Cnh. Per contro salgono alcuni titoli industriali tra le blue chips, come Interpump Group e Stmicroelectronics.

Spread chiude in rialzo venerdì, ma l'ottava è in calo

Venerdì lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato ha chiuso in rialzo. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005403396) e il Bund di pari durata, dopo un avvio in lieve calo, ha terminato gli scambi a 169 punti base, in rialzo dai 163 punti del riferimento della vigilia, vanificando parte del recupero degli ultimi giorni. In salita anche il rendimento del BTp decennale benchmark, indicato all'1,26%, dall'1,21% del closing di ieri.
La settimana è stata invece positiva: lo spread si è attestato in ribasso dai 185 dell'ottava precedente (sopra comunque i 161 di fine 2019), mentre il rendimento dei titoli decennali italiani è sceso dall’1,372% di una settimana fa e l’1,427% di fine 2019.

Euro perde quota su dollaro, debole il greggio
Sul mercato valutario, l'euro sta perdendo posizioni nei confronti del dollaro, portandosi a quota 1,1226 dollari. Del resto se l'economia Usa torna a rialzare la testa o come, ha detto il presidente americano, Donald Trump, torna a «ruggire», come dimostrato ieri dai dati sul mercato del lavoro, al tempo stesso non è da escludere che la Fed scenda di nuovo in campo. Dalle minute dell'istituto centrale Usa pubblicate lo scorso 1 luglio è emerso che la banca - nonostante abbia già espanso il bilancio oltre i 7mila miliardi di dollari - è pronta a nuovi interventi a sostegno del sistema.

Rialza la testa l'attività dei servizi europea nel mese di giugno
L'indice Pmi ai servizi della zona euro nel mese di giugno è volato a 48,3 punti, dai 30,5 di maggio, mentre quello composito è migliorato a 48,5 punti dai precedenti 31,9 punti. Si tratta di un rialzo da record «che in più di 22 anni di storia dell’indagine è stato superato solo dai 18 punti di ripresa di maggio», ha sottolineato Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit. «Dopo il collasso senza precedenti di aprile dovuto alla generale chiusura delle aziende per contenere il contagio del virus, il Pmi è risalito ad un valore indicativo di contrazione trimestrale del Pil appena dello 0.2%, mostrando una forte ripresa mensile del Pil sia a maggio che a giugno. Allo stesso tempo, il miglioramento della fiducia aggiunge la speranza che nel terzo trimestre il Pil tornerà a crescere», ha aggiunto. Tuttavia l'istituto invita alla prudenza soprattutto nella valutazione della forza di ripresa sul lungo termine. Del resto nel mese di giugno, le aziende hanno continuato a segnalare un sotteso indebolimento della domanda.


(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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