La giornata dei mercati

Borse, settembre parte col piede giusto e Milano chiude a +0,7%. Nasdaq ancora da record

Cresce il dibattito Bce su inflazione e Pepp. A Piazza Affari in evidenza UniCredit con i passi avanti sul dossier Mps. L'euro torna a salire, in calo il prezzo del petrolio. Spread giù a 106 punti

di Enrico Miele e Paolo Paronetto

La Borsa, gli indici del 1 settembre 2021

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Esordio positivo per le Borse europee nella prima seduta di settembre, trainate dagli acquisti sui settori viaggi e vendite al dettaglio, che appaiono una scommessa sulla ripresa economica post-Covid. E questo nonostante i dati macro continuino a fotografare un andamento a singhiozzo del manifatturiero mondiale: in Cina l'indice Caixin conferma un rallentamento ad agosto, in calo i dati Pmi di Germania e Francia, con il comparto accelera in Italia. Negli Stati Uniti, inoltre, secondo le stime di Adp il mese scorso il settore privato ha creato meno posti di lavoro del previsto, fatto che giustifica la prudenza della Fed in vista della riduzione delle iniziative di sostegno all'economia.

A Wall Street , così, il Nasdaq aggiorna i suoi record, mentre il FTSE MIB di Piazza Affari ha terminato la seduta in rialzo dello 0,66% a 26.182 punti (ma dietro ai massimi della mattinata che avevano portato il Ftse Mib a quota 26.400). In testa al listino principale Diasorin e Leonardo - Finmeccanica, ancora guidata dalla prospettiva di una commessa rilevante di aerei in Nigeria. Sale Davide Campari sulle buone prospettive del settore, mentre Unicredit fa passi avanti sul dossier Banca Mps.

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Bce, Weidmann: prepararsi a fine Pepp. E l'euro risale

Nel corso della seduta ha tenuto banco anche il tema dell'inflazione nell'area dell'euro, e delle conseguenti mosse della Bce, che ha sostenuto i rendimenti dei titoli di Stato come già avvenuto nell'ultima seduta. Dopo le dichiarazioni dell'austriaco Robert Holzmann e dell'olandese Klaus Knot, altri esponenti della Bce hanno ribadito la necessità di una riflessione sul mantenimento degli stimoli monetari anti-pandemia.

L'inflazione della zona euro rischia di superare le proiezioni della Banca centrale europea poiché i fattori temporanei alla base del suo recente picco potrebbero infiltrarsi nella crescita dei prezzi sottostante, ha dichiarato il presidente della Bundesbank Jens Weidmann in un discorso pronunciato presso la banca centrale tedesca. L'inflazione della zona euro ha toccato il 3% il mese scorso e il consiglio direttivo Bce si attende che aumenti nei prossimi mesi prima di tornare al di sotto dell'obiettivo del 2% all'inizio del prossimo anno. "Nella mia opinione i rischi al rialzo attualmente sono predominanti - ha detto Weidmann - Se questi fattori temporanei dovessero portare a aspettative di inflazione più elevate e a un'accelerazione della crescita dei salari, il tasso di inflazione potrebbe aumentare notevolmente nel lungo termine". Weidmann ha aggiunto che una politica monetaria espansiva è ancora appropriata, ma la Bce dovrebbe anche prepararsi alla fine del suo programma di acquisti di emergenza pandemica (Pepp) poiché l'economia è ora in piena espansione e l'inflazione è in aumento.

Il cambio euro / dollaro
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Italia, accelera l'attività manifatturiera ad agosto

Per quanto riguarda il fronte macro in Italia, accelera ad agosto l'attività del settore manifatturiero. L'indicazione emerge dal consueto sondaggio mensile condotto da Markit secondo cui l'Indice Pmi si è attestato, nel mese appena trascorso, a 60,9. A luglio in Italia l'Indice Pmi per il settore manifatturiero si era attestato a 60,3 punti. "Il settore manifatturiero italiano ha registrato ad agosto l'ennesimo ed elevato miglioramento delle condizioni operative", afferma Markit secondo cui "la produzione e i nuovi ordini sono generalmente aumentati rapidamente e con tassi più veloci per via delle più forti condizioni della domanda. Il livello del lavoro inevaso è di conseguenza aumentato ancora una volta, e le compagnie manifatturiere hanno continuato ad assumere personale aggiuntivo", conclude la nota.

A Milano focus su Unicredit-Mps, avanza la trattativa

A Milano attenzione sull'avanzamento delle trattative tra Unicredit e il Tesoro per Monte dei Paschi di Siena. In una nota Mps ha confermato che continuano le attività di due diligence da parte di UniCredit supportate dalla data room dedicata, costantemente aggiornata, e dalle interlocuzioni nel contesto di management meetings. Mps, annuncia la nota, ha inoltre consentito l'accesso a una partizione della data room a Mediocredito Centrale, con informazioni relative a una selezione di sportelli bancari. E' stata, inoltre, predisposta una data room focalizzata sugli aspetti inerenti ai crediti deteriorati e crediti classificati come Stage 2, cui ha avuto accesso Amco.

Oltre all'avanzamento del negoziato, che in base alle indiscrezioni di stampa conferma la volontà di Unicredit di essere selettiva nell'individuazione delle attività di Mps da acquisire, gli analisti guardano alle ipotesi di modificare la norma sulla conversione in crediti fiscali delle imposte anticipati: un cambiamento che favorirebbe anche altre aggregazioni. Per questo tornano gli acquisti su Banco Bpm e su Bper.

Tra gli altri titoli del Ftse Mib, in evidenza Leonardo che sfrutta ancora l'ipotesi di una importante commessa in arrivo dalla Nigeria mentre sono premiate le utility e le società delle infrastrutture energetiche. A Parigi giù Carrefour dopo l'uscita dall'azionariato di un socio di lungo corso, il patron di Lvmh Bernard Arnault.

Dietrofront petrolio su possibile aumento produzione Russia

Sul mercato valutario, le dichiarazioni dei vertici Bce sostengono l'euro, che si porta a 1,1850 contro il dollaro (da 1,1805 ieri in chiusura) e a 130,40 yen (129,95). Dollaro/yen a 110,01.

In calo, infine, il prezzo del petrolio dopo l’ipotesi di possibili aumenti della produzione da parte della Russia: il Wti con scadenza a ottobre scambia a 67,4 dollari (-1,6%) e il Brent di novembre a 70,6 dollari (-1,4 per cento).


Spread BTp-Bund in calo a 106 punti base

Sull'obbligazionario, chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005436693) e il pari durata tedesco è indicato alle ultime battute a 106 punti base, due in meno rispetto ai 108 punti base del riferimento precedente. In lieve calo il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta allo 0,70% dallo 0,71% del closing della vigilia.


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