La giornata dei mercati

L'inflazione Usa si conferma in frenata: Borse ancora in rally. Tonfo Nexi, Spread sotto 200

Focus le mosse della Fed e i segnali di distensione tra Usa e Cina arrivati da Bali, dove si è aperto il vertice G20. Euro allunga

di Andrea Fontana

La Borsa, gli indici del 14 novembre 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le conferme sull'inflazione americana in rallentamento danno ulteriore supporto alla corsa dei listini azionari europei che allungano ancora la fase di recupero e chiudono quasi tutti in rialzo. Dopo i prezzi al consumo Usa di ottobre, che avevano acceso la scommessa su una Fed meno aggressiva sui tassi Usa, anche i prezzi alla produzione sono stati inferiori alle aspettative (+0,2% rispetto al mese precedente con una revisione a +0,2% anche di settembre). Ma la sessione era già partita in guadagno grazie alla vivacità dei mercati asiatici che hanno di nuovo beneficiato della volontà di Pechino di intervenire a supporto del settore immobiliare. Se Londra è stata l'unica piazza in lieve calo, Amsterdam è stata la migliore (AEX) mentre gli altri indici hanno comunque segnato rialzi di mezzo punto percentuale con gli acquisti che hanno premiato i tecnologici, l'energia, le società minerarie e le banche. A Piazza Affari il FTSE MIBha quindi infilato l'ottavo incremento di fila e resta in rialzo di oltre il 20% dai minimi dell'anno segnati tra settembre e ottobre.

Wall Street in rialzo dopo dati americani

Wall Street in deciso rialzo dopo il dato sui prezzi alla produzione ha confermato un rallentamento dell'inflazione. Brilla soprattutto il NASDAQ COMP. A ottobre, i prezzi sono aumentati dello 0,2% rispetto al mese precedente, contro attese per un rialzo dello 0,4%. Il dato di settembre e' stato rivisto da +0,4% a +0,2%. La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari, energetici e dei servizi commerciali - e' aumentata dello 0,2% rispetto al mese precedente, contro attese per un rialzo dello 0,3%, dopo il +0,3% di settembre. Rispetto a un anno prima, i prezzi alla produzione sono aumentati dell'8%, dopo l'8,5% di settembre, contro attese per un 8,3%. Per il dato 'core', rialzo del 5,4%, dopo il +5,6% di settembre. I prezzi al consumo di ottobre - comunicati la scorsa settimana - sono aumentati su base annuale del 7,7%, dopo l'8,2% del mese precedente, con il dato 'core' in rallentamento dal 6,6% del mese precedente, ai massimi degli ultimi 40 anni, al 6,3%. Il dato arriva dopo che i prezzi al consumo Usa di ottobre erano saliti meno delle attese e hanno portato gli investitori a scommettere su un approccio meno aggressivo della banca centrale americana sui tassi di interesse. La vicepresidente della Fed, Lael Brainard, ha detto che "i recenti dati sull'inflazione sono stati rassicuranti" e che "probabilmente sara' opportuno rallentare presto il ritmo degli aumenti dei tassi". In direzione opposta il governatore della Fed Christopher Waller, secondo cui i mercati finanziari hanno reagito in maniera eccessivamente ottimistica all'indebolimento dell'inflazione presentata dai prezzi al consumo di ottobre, mentre invece c'e' "molta strada da fare".

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A Piazza Affari tonfo Nexi dopo addio Isp, corre Saipem

Anche se il greggio ha frenato, a causa del calo delle stime sulla domanda da parte dell'Opec, sono stati due titoli petroliferi a fare da capofila: Saipem ha beneficiato dei nuovi contratti in Medio Oriente e Africa da 800 milioni di dollari, mentre Tenaris ha sfruttato la raccomandazione positiva di JpMorgan ("overweight" con target a 50 dollari per azione). Bene Prysmian grazie alla commessa da 60 milioni di euro negli Emirati Arabi. Sale anche Azimut che ha acquistato una quota nel gestore americano Kennedy Capital Management. Le peggiori sono state Nexi, dopo il collocamento del 5% del capitale da parte di Intesa Sanpaolo che è uscita dall'azionariato, e Telecom Italia con le indiscrezioni di stampa che danno meno chance alle ipotesi di un'opa sul gruppo delle telecomunicazioni. Nel resto del listino si mette in luce la Banca Popolare di Sondrio, premiata dagli analisti di Jefferies che la giudicano il target ideale per operazioni di aggregazione.

A Londra cade Vodafone, Buffett accende settore chip

Nel resto d'Europa tonfo di Vodafone che ha abbassato le previsioni sui risultati di fine anno a causa dell'andamento del business in Germania e degli impatti dell'inflazione. A Francoforte ancora vivace Infineon che ha migliorato le previsioni sui risultati finanziari di lungo termine e fornito un outlook positivo per il 2023, ma il settore dei semiconduttori (bene anche Stmicroelectron) è stato acceso dagli investimenti di Berkshire Hathaway: la società di Warren Buffet ha investito oltre 4 miliardi di dollari nel corso del terzo trimestre per acquistare azioni di Taiwan Semiconductor Manufacturing (Tmsc), primo produttore mondiale di chip.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Spread a 195 punti, rendimento decennale flette al 4,04%

Sull'obbligazionario, lo spread tra BTp e Bund scende sotto i 200 punti base. Il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark decennale italiano e il pari scadenza tedesco si attesta a 195 punti, dieci in meno del riferimento precedente del 14 novembre. Scende anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta al 4,04% dal 4,19% registrato al closing della vigilia.

Sul mercato valutario, la prospettiva di una Fed meno aggressiva nella stretta di politica monetaria continua a sostenere l'euro nel cambio con il dollaro. La moneta unica si è spinta fino a 1,0480 dollari per la prima volta da luglio scorso per poi tornare sotto 1,04. Scende ancora il prezzo del petrolio, ancora sotto pressione dopo che l'Opec ha nuovamente tagliato la stima sulla domanda globale di greggio: il Wti dicembre scende sotto 85 dollari al barile, il Brent gennaio cala a 92 dollari. Prosegue il rimbalzo del gas naturale: sulla piattaforma Ttf di Amsterdam il future dicembre è tornato in rea 124 euro per megawattora.

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