Piazza Affari +0,6% con spread a 167. Londra svetta, euro ai minimi da maggio 2017
A Milano occhi puntati sulla formazione del nuovo Governo. Tengono gli altri mercati del Vecchio Continente nonostante da ieri siano scattate tariffe aggiuntive tra Stati Uniti e Cina. Oggi Wall Street chiusa per il Labour Day. Corre la Borsa di Londra, favorita dalla debolezza della sterlina per lo scontro tra Parlamento Uk e il premier Johnson
di Eleonora Micheli e Andrea Fontana

3' di lettura
Le Borse europee danno seguito alla vivace performance della scorsa settimana (+4,2% Milano e +2,2% lo Stoxx600) e chiudono positive una seduta senza tensioni e con l'attenzione puntata alle situazioni politiche di Italia e Regno Unito dopo che le elezioni in Sassonia e Brandeburgo hanno mostrato ieri una avanzata della destra di Afd non sufficiente a raggiungere il primato sugli altri partiti. Se tuttavia Francoforte e Parigi hanno registrato rialzi contenuti, così come Zurigo, Piazza Affari e soprattutto Londra sono state protagoniste: il FTSE MIB è salito dello 0,61%, con gli operatori che restano fiduciosi sulla imminente nascita del nuovo Governo italiano sostenuto da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico; il Ftse100 di Londra ha guadagnato l'1,04% sfruttando l'ulteriore indebolimento della sterlina (1,2060 dollari per un pound e a 0,9082 pound per un euro) sull'incertezza legata al braccio di ferro tra il Parlamento Uk e il premier Johnson sulla Brexit che potrebbe anche sfociare in un nuovo ricorso alle elezioni. Alla giornata positiva dei listini, tra i quali è rimasta ferma Wall Street per il Labor Day, ha contribuito il segnale di miglioramento arrivato dagli indici Pmi sul manifatturiero cinese, mentre gli operatori hanno considerato già scontata l'introduzione da ieri dei nuovi dazi Usa su beni di importazione cinese a cui Pechino ha risposto con nuove tariffe sui beni Usa. A Piazza Affari ha rimbalzato Atlantia (+2,4%) grazie alle indiscrezioni sulle discussioni tra M5S e Pd che sembrano avvicinare una revisione dei criteri per le concessioni autostradali ma renderne meno probabile la revoca. Bene il settore medico (+1,8% Recordati, +1,3% Amplifon ). Deboli alcuni bancari (-1,7% Ubi Bancae -0,7% Banco Bpm) mentre è proseguito il rally del Monte dei Paschi (+6,3%) che, dal ridimensionamento dei rendimenti dei BTp e dello spread coinciso con i primi segnali di intesa tra i partiti per dar vita a un nuovo esecutivo, ha recuperato quasi il 30%.
BTp, 10 anni rende meno di 1%. Spread cala a 167 punti
Seduta tranquilla oggi per i titoli di Stato con lo spread BTp-Bund che torna a stringersi prima degli ultimi passaggi decisivi per la formazione del secondo Governo Conte. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco, dopo aver aperto a 172 punti base, ha terminato la seduta a 167 punti base, in calo dai 175 punti base della chiusura di venerdiì. Torna a scendere anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha aggiornato il minimo
storico della scorsa settimana (0,96%) scendendo fino allo 0,959% per poi chiudere allo 0,97%, dall'1,05% del finale della vigilia.
Debole l'euro che ha toccato i minimi da oltre due anni (maggio 2017) nei confronti del dollaro e tratta a 1,0963 (1,1009 venerdì). Petrolio in calo a 54,8 dollari al barile nel Wti ottobre e a 58,6 nel Brent novembre.
Londra: scontro Johnson-Parlamento potrebbe portare a elezioni
Il primo ministro ha indetto per questo pomeriggio una riunione di emergenza del suo gabinetto mentre circolano voci circa l'intenzione di Downing Street di indire elezioni anticipate a fronte del tentativo del Parlamento di assumere il controllo dell'agenda politica. Voci peraltro alimentate dal commentatore politico di Sky News Sam Coates secondo cui oggi «vi sarà un grosso annuncio». Intanto fonti di Downing Street hanno confermato ai media che il governo «valuterà come rispondere alla possibilità che i parlamentari assumano il controllo dell'ordine del giorno alla Camera dei Comuni».
La scena politica domina anche in Germania, dove le elezioni regionali avvenute nel fine settimana hanno evidenziato un rafforzamento della destra, che ha guadagnato posizioni in Sassonia e Brandeburgo, pur non riuscendo a sorpassare i partiti tradizionali.
Manifatturiero, Cina risale, male la Germania
Sul fronte macro, è emerso che l'indice Pmi manifatturiero della zona euro calcolato da Ihs Markit è migliorato ad agosto 47, risollevandosi dal record negativo degli ultimi sei anni e mezzo di 46,5 punti segnato a luglio. Desta però preoccupazione l'indice tedesco, che rimane su livelli molto contenuti. In miglioramento anche l'indicatore cinese, diffuso questa mattina, che ha superato quota 50 punti.








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