ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Buon dato inflazione Usa non basta. L'Europa frena, Milano (+0,4%) la migliore

Piazza Affari sostenuta dallo sprint di St e dallo spread, che ha chiuso sotto 100 punti per la prima volta da aprile. Bene anche Amplifon e Diasorin. Petrolio in rialzo

di Stefania Arcudi ed Eleonora Micheli

Aggiornato alle 18.05

(AdobeStock)

4' di lettura

Dopo i rialzi della prima seduta della settimana, le Borse europee hanno registrato una brusca frenata e hanno chiuso contrastate, sulla scia del rallentamento di Wall Street. Non basta dunque il dato sull'inflazione americana di agosto, indicatore importante in funzione della decisioni della Federal Reserve: l'indice è salito meno delle previsioni (+0,3% ad agosto, contro il +0,4% atteso, e +5,3% annuale), cosa che potrebbe indurre la Banca centrale americana a rimandare l'avvio del tapering, la riduzione degli stimoli monetari. Tuttavia, sfumato l'entusiasmo iniziale, gli investitori sono tornati a sposare un atteggiamento cauto, in vista della riunione del Fomc, il braccio operativo della Fed in programma il 22 settembre.
Così alla campanella gli indici erano contrastati, con il FTSE MIB di Milano che ha retto grazie allo sprint di St e allo spread che ha chiuso sotto quota 100 punti per la prima volta da aprile. Più indietro il DAX 30 di Francoforte, l'IBEX 35 di Madrid, l'AEX di Amsterdam e soprattutto il CAC 40 di Parigi, appesantito dai titoli del lusso. Salgono intanto i prezzi del greggio perché, a poche settimane dal passaggio di Ida, l'uragano Nicholas è arrivato a toccare le coste del Texas.

Inflazione Usa cresce meno delle stime

Ad agosto, i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,3% rispetto a luglio, contro attese per un +0,4%, dopo il +0,5% di luglio. Il dato «core», ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,1%, contro attese per un +0,3%. Su base annuale, il dato generale ha messo a segno un +5,3%, sotto il 5,4% dei due mesi precedenti, che era stato il rialzo maggiore dall'agosto 2008, con quello «core» cresciuto del 4%, dopo il +4,3% del mese precedente, contro attese rispettivamente per un +5,4% e un +4,2%. Nell'ultimo anno, i prezzi energetici sono aumentati del 25%, quelli dei generi alimentari del 3,7%.

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Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari scatto di St, focus su Generali

A Piazza Affari sono state ben comprate le Stmicroelectron, dopo un report positivo di Credit Suisse e in attesa del ‘California streaming’, il primo evento che Apple ha previsto per questa seconda metà del 2021 per presentare i nuovi prodotti. Sono inoltre andate bene le Amplifon, dopo il calo della vigilia, mentre hanno battuto la fiacca le banche. Male il lusso come nel resto d'Europa e male anche Nexi e Telecom Italia. Bene invece Stellantis in una giornata positiva per tutto il comparto auto in Europa. La partita per la governance di Generali aperta dal patto tra Del Vecchio-Caltagirone riporta appeal sulla possibilità di M&A tra Mediobanca e Banca Generali. Fuori dal Ftse Mib giù De' Longhi dopo il collocamento di quote da parte della famiglia.

A Parigi il Cac40 piegato da lusso, timori su casi Covid in Cina

Vendite sui titoli del lusso in tutta Europa. Due i motivi di preoccupazione, secondo gli operatori, ed entrambi vengono dal mercato cinese in cui sono molto esposti i gruppi della moda: innanzi tutto l'incremento dei contagi in alcune città proprio mentre si avvicina la Festa nazionale per l'anniversario della fondazione della Repubblica Popolare (1 ottobre), che costituisce una tradizionale occasione di shopping e di turismo; in secondo luogo la tensione sui mercati finanziari cinesi innescata dalla crisi del gigante immobiliare Evergrande. Sui listini europei il rischio di un'ulteriore impatto sulle vendite per le firme della moda si sta facendo sentire sui titoli di Kering, Lvmh e Hermes a Parigi tant'è che il Cac40 è il più penalizzato tra i listini europei. Ma anche altri titoli del comparto come Moncler, Burberry, Richemont e Swatch risultano tra i peggiori dei rispettivi listini azionari.


Spread chiude sotto 100 punti, prima volta da aprile

Lo spread tra BTp e Bund torna sotto la soglia dei 100 punti base. Dopo un avvio stabile a quota 101 punti, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco ha stretto leggermente la sua posizione scivolando, dopo l'asta in cui il Tesoro ha collocato bond a medio lungo termine per 5,75 miliardi, sotto la soglia psicologica dei 100 punti. A fine seduta è indicato a 98 punti base vicino ai minimi di seduta e per la prima volta sotto la soglia dei 100 punti base dallo scorso aprile. In flessione anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione allo 0,65% dallo 0,69% del riferimento precedente.

L'euro a 1,18 dollari, prospettive dollaro legate alla Fed

Da seguire il cambio euro/dollaro tornato in area 1,18, con gli investitori cauti prima del rilascio dei dati Usa sull'inflazione. Il consenso tra gli analisti è che il tasso annuale per agosto mostri una leggera diminuzione dello 0,1% al 4,2% rispetto a luglio. «Una tale previsione certo non basterebbe a portare l'inflazione vicina all'obiettivo del 2% della Federal Reserve e, in circostanze normali, potrebbe inasprire le politiche della banca centrale nei prossimi mesi», notano gli analisti di ActivTrades. Tuttavia, con l'avanzata della variante Delta negli Stati Uniti, «la Fed resta preoccupata per le prospettive di crescita dell'economia americana». In tale contesto, le prospettive per il dollaro restano strettamente legate ai dati sull’inflazione e, se quelli di questo mese dovessero sorprendere al rialzo, «la banca centrale troverà sempre più difficile ritardare ulteriormente un annuncio di tapering, dando al biglietto verde un forte supporto. Se invece l'inflazione iniziasse a rallentare, rafforzando l'opinione che gli aumenti dei prezzi osservati nel secondo trimestre dell'anno sono transitori, è probabile che il dollaro perda terreno su altre principali valute come l'euro», concludono.

Petrolio sugli scudi, pesano timori uragano Nicholas

Da monitorare anche le materie prime con il petrolio sugli scudi, per l'arrivo sulle coste del Texas dell'uragano Nicholas a poche settimane dal passaggio di Ida: il Brent novembre tratta a 74 dollari al barile, il Wti ottobre sfiora i 71 dollari al barile. I prezzi sono sorretti anche dalle stime Opec: nel rapporto mensile l'organizzazione ha alzato le previsioni della domanda calcolandola a 100,8 milioni di barili al giorno nel 2022, a livelli quindi precedenti la pandemia da Covid-19.

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