ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse chiudono contrastate prima di Bce e inflazione Usa. A Milano (-0,3%) è rosso Ferrari

Ma per gli analisti il nuovo ceo del Cavallino «è l'uomo giusto per la transizione all'elettrico». Intanto, l’attenzione dei mercati rimane sulle mosse delle Banche centrali. Euro a 1,21 dollari, il petrolio Wti supera quota 70 dollari

di Enrico Miele e Andrea Fontana

Aggiornato il 9 giugno 2021, ore 17:35

La Borsa, gli indici del 9 giugno 2021

4' di lettura

Le vendite sui minerari e sull’auto, ma anche sui titoli finanziari, hanno frenato le Borse europee nella seduta del 9 giugno, alla vigilia del doppio appuntamento con l’inflazione Usa di maggio e con il meeting mensile della Bce. Ma questo non ha impedito a diverse piazze di consolidare i massimi di periodo: gli indici, infatti, hanno chiuso contrastati ma non lontani dalla parità con Amsterdam, Parigi e Madrid positive, mentre Francoforte è stata la più penalizzata con un calo dello 0,3%. Piazza Affari con il FTSE MIB ha terminato le contrattazioni con un leggero "rosso" mentre fa eccezione Zurigo (+1%) grazie alla vivacità del settore farmaceutico.

Tutto questo mentre la prossima settimana sarà la volta del Fomc, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, che si riunisce il 15-16 giugno. Attese, naturalmente, indicazioni sulla politica monetaria e sull'inflazione, con diversi osservatori ormai convinti che la Fed possa cominciare a preparare i mercati per un futuro "tapering".

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Wall Street prudente ma S&P vicino al record

Resta prudente Wall Street, con lo S&P 500 ormai a pochi punti dal record. Sul fronte azionario, sotto osservazione il titolo di Fastly che alla vigilia ha guadagnato l'11,7%. Il provider di servizi cloud ha risolto in circa un'ora i problemi che avevano reso inaccessibili molti siti governativi e di media di tutto il mondo, tra cui la Casa Bianca, il governo britannico, il New York Times, il Financial Times e Bloomberg. Focus sui titoli ad alta volatilità graditi ai piccoli investitori, a partire da quello della catena di cinema Amc, che il 2 giugno aveva guadagnato oltre il 95%, segnando un nuovo record, per poi perdere oltre il 20% nelle due sedute successive (e dall'inizio dell'anno guadagna il 2.500%, la migliore performance sugli indici statunitensi). Tra le altre "meme stocks", una menzione particolare per Clover Health dopo aver guadagnato nella seduta precedente oltre l'85%.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Sale A2a su operazione con Ardian, scatto per Nexi

A Piazza Affari, nel corso della seduta si è messa in luce A2a dopo l'annuncio della firma con Ardian di un term-sheet non vincolante «che stabilisce i termini principali di una partnership nella generazione e fornitura di energia in Italia» con un forte focus sulle rinnovabili. L'obiettivo è che la joint venture «diventi una delle piattaforme leader in Italia nella transizione energetica e uno dei maggiori produttori e fornitori di elettricità del Paese in linea con gli obiettivi fissati dal Pniec italiano e dall'accordo di Parigi». In scia tra le multiutility anche Hera. A chiudere in testa al listino principale è Nexi con gli analisti convinti che la ripresa economica possa portare benefici anche alle società dei pagamenti digitali.

Perde quota Moncler, seduta a due facce per Exor

Nel settore del lusso, ha perso quota Moncler mentre nell’auto le vendite hanno penalizzato Stellantis. Seduta a due facce per la holding Exor che sul finale ha perso terreno, ma inizialmente aveva beneficiato dell’ipotesi – riportata da Il Sole 24 Ore – di un “polo del lusso” grazie alla possibile aggregazione con la maison Armani. Gli acquisti hanno premiato Stmicroelectron, dai cui uscirà il responsabile del gruppo analogici, mems (micro-electromechanical systems) e sensori, Benedetto Vigna che dal primo settembre prossimo diventerà amministratore delegato di Ferrari. In rialzo Atlantia in attesa del cda che, a quasi tre anni dal crollo del Ponte Morandi di Genova, che si esprimerà sull’offerta del consorzio composto da Cdp, Blackstone e Macquarie per rilevare l’88% di Autostrade per l’Italia.

Ferrari, a.d. elimina incertezze ma non scalda mercato

Giudizi positivi, intanto, da parte di trader e analisti proprio sulla nomina di Vigna come nuovo ceo di Ferrari ma la scelta non ha scaldato le quotazioni di Borsa, anche perché, segnala un operatore, il titolo è frenato dalla resistenza tecnica di 180 euro. «Non essendo arrivato un nome altisonante che sorprende il mercato - spiega un trader - chi aveva target molto più bassi sul titolo ha preso beneficio anche se il giudizio sul nuovo ceo in vista della transizione all'elettrico può essere positivo».

«Riteniamo che Vigna si focalizzerà sulla tecnologia e sull'elettronica, come anche sull'elettrificazione accelerata - è il commento di Banca Akros - e questo avrà un impatto nel breve termine anche sul capex». La nomina del nuovo ceo «con competenze in campo tecnologico e industriale rimuove alcune delle incertezze sulla transizione di Ferrari verso l'elettrificazione e verso le nuove tecnologie» aggiungono da Mediobanca Securities.

Fuori dal listino principale, giornata in “rosso” per Autogrill che alla vigilia, a mercati chiusi, ha fissato i termini per l’aumento di capitale da 600 milioni di euro.

Spread chiude in calo a 107 punti, tasso allo 0,83%

Chiusura in leggero calo per lo spread BTp/Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale bechmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 107 punti base rispetto ai 108 punti base del closing dell'8 giugno. Scende anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta allo 0,83% rispetto allo 0,87% della vigilia.

Brent sui massimi dal 2019, Wti oltre i 70 dollari

Nuovo massimo dal 2019 per il Brent che questa mattina scambia oltre i 72 dollari al barile beneficiando del calo delle scorte Usa private Api e, soprattutto, di minori probabilità che l’offerta iraniana torni sul mercato. Il segretario Usa di Stato Blinken, infatti, ha dichiarato che, anche qualora fosse raggiunto un accordo sul nucleare, diverse sanzioni Usa probabilmente resterebbero in essere.

«A nostro avviso - sottolineano gli analisti di Mps Capital Services - lo scenario più probabile è quello di un compromesso, con un percorso progressivo di rimozione delle sanzioni e ritorno della produzione iraniana». Nell’ambito degli sforzi per contenere il rialzo dei prezzi delle materie prime, la Cina starebbe considerando di imporre un controllo sui prezzi del carbone in vista del picco della maggiore domanda estiva (per produrre energia elettrica). La scorsa settimana il Wti ha guadagnato circa il 5% grazie alle stime ottimistiche sulla domanda durante l'estate e alla conferma che i Paesi dell'Opec+ continueranno ad aumentare gradualmente la produzione. Tra gli analisti, c'è chi scommette che il barile tornerà a 100 dollari entro la fine dell'anno.

Balzo dei prezzi alla produzione in Cina

Gli investitori, infine, restano focalizzati sempre sul tema dell’inflazione. A maggio scorso in Cina si è registrato un aumento tendenziale dei prezzi alla produzione del 9%, il livello più alto in quasi tredici anni, a causa di un'impennata dei prezzi delle materie prime, secondo i dati ufficiali pubblicati in queste ore. In particolare l'indice è aumentato del 9% su anno secondo l'ufficio nazionale di statistica. Nel precedente mese di aprile, l'aumento tendenziale è stato del 6,8 per cento.Sotto le attese invece l'inflazione, calata dello 0,2% su mese e salita dell'1,3% su anno.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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