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Le Borse europee chiudono sui massimi di giornata, Milano +1%. Petroliferi in prima fila

Piazza Affari guarda anche alla manovra da 35 miliardi varata dal Governo. Petrolio in recupero, prezzi del gas in rialzo dopo proposta Ue su price cap a 275 euro. Spread in area 190 punti. Anche Wall Street in rialzo

di Chiara Di Cristofaro

La Borsa, gli indici del 22 novembre 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura vicino ai massimi di giornata per le Borse europee che hanno preso con decisione la via del rialzo insieme a Wall Street, dopo una mattinata incerta e con il recupero del prezzo del petrolio dopo lo scivolone della vigilia. I riflettori restano puntati sulle banche centrali e sulla tenuta dell'economia, dopo che l'Ocse ha anticipato una contrazione a fine 2022 per l'Italia, seguita da una lieve ripresa nel 2023, ma ha escluso una recessione globale per il prossimo anno. Sul fronte Bce, in attesa dei verbali dell'ultima riunione, il capo economista Lane ha aperto a un rialzo di 50 punti base e non di 75. Segno più sul finale per il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, il FT-SE 100 di Londra, l'IBEX 35 di Madrid, l'AEX di Asmterdam. Fa meglio il FTSE MIB di Milano, sostenuto dai titoli del comparto petrolifero e con gli investitori che guardano anche alla manovra da 35 miliardi annunciata dal Governo Meloni. Il listino milanese viene da un periodo di consistenti rialzi: dal 12 ottobre al 15 novembre, ha registrato una volata pari al 20%, riducendo notevolmente le perdite da inizio anno, che si aggirano attorno al 9%.

A livello internazionale, inoltre, destano preoccupazione le eventuali nuove chiusure che potrebbe annunciare la Cina, perseguendo la politica di zero-Covid, dopo il rialzo dei casi da coronavirus degli ultimi giorni, oltre che i tre decessi registrati, i primi negli ultimi sei mesi. La prospettiva di un giro di vite dei lockdown - e quindi di un rallentamento dell'economia - alimenta preoccupazioni sulla domanda, anche di energia.

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Wall Street in rialzo, attesa per i verbali Fed

Chiusura in netto rialzo per la Borsa di New York, in attesa dei verbali Fed, dopo una seduta in calo e nella settimana del Ringraziamento, già segnata da un basso volume di scambik. A Wall Street l’indice Dow Jones termina la seduta odierna in crescita dell’1,18% a 34.098,03 punti, mentre l’S&P 500 segna +1,35% a 4.003,25 punti base. Bene anche il Nasdaq che conquista l’1,36% a 11.174,41 punti base. Gli investitori stanno soppesando le ultime dichiarazioni dei membri della Federal Reserve che, pur sottolineando che c'è ancora molta strada da fare per contrastare l'inflazione, hanno aperto a un possibile rallentamento dei rialzi dei tassi.

«Il ciclo di rialzo si avvicina alla fine o perlomeno ad una pausa in quanto i tassi sono arrivati, soprattutto negli Stati Uniti, a un livello già ampiamente restrittivo», commenta Luigi Nardella di Ceresio Investors. «Tuttavia - aggiunge - per quanto tempo i tassi rimarranno elevati e quando le banche centrali inizieranno a ridurli dipenderà dall’inflazione e dall’intensità del rallentamento economico; l’evoluzione di entrambe le variabili macroeconomiche rimane altamente incerta».

A Milano occhi su Enel, scattano i petroliferi

A Piazza Affari come nel resto d'Europa la giornata sull'azionario è stata all'insegna dei petroliferi: l'Eurostoxx di settore è stato il migliore della giornata con un progresso del 4,6%, con l'aumento del prezzo del petrolio. Tenaris è salita del 6,57%, Eni del 4,52% mentre Saipem è rimasta indietro (+0,68%). Seduta sotto i riflettori per Tim (+3,45%) in attesa di sviluppi sul dossier rete unica e dopo il -4% della vigilia. In vista del 30 novembre, data entro la quale è prevista l'offerta non vincolante di Cdp, il mercato aspetta novità sul gruppo e il ministro per lo sviluppo economico Giorgetti ha annunciato un vertice a breve sul tema. Gli acquisti hanno premiato anche Leonardo (+2,17%), Cnh Industrial (+1,78%) e Prysmian (+1,41%) che ha annunciato un investimento di circa 200 milioni di euro – più un adeguamento di circa 40 milioni per le attrezzature di installazioni cavi - per una nuova nave posacavi all’avanguardia, che sarà pienamente operativa entro il primo trimestre del 2025. Tra le banche spicca Banco Bpm con un rialzo dell'1,95%, positive le altre banche. In coda al listino Recordati (-1,15%) e Amplifon (-0,77%), deboli le utility con Terna a -0,77% mentre Enel ha ripiegato dai massimi ma sale dello 0,49% con la presentazione del piano e i target superiori alle attese. In calo dello 0,77% Interpump dopo la vendita dello 0,4% del capitale da parte dei soci di controllo.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread in calo a 193 punti, rendimento al 3,91%

Chiusura in calo per lo spread BTp/Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark decennale italiano (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco è indicato a 193 punti base, uno in meno rispetto al closing di ieri. Resta stabile, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta al 3,91%, invariato rispetto al finale della seduta precedente.

Petrolio e prezzi gas in rialzo. Euro in risalita

In recupero il prezzo del petrolio - dopo essere sceso nella seduta di lunedì fino a 75,08 dollari al barile, in calo di oltre il 6% e ai minimi da gennaio - dopo che l'Arabia Saudita ha negato che i Paesi produttori dell'Opec e i loro alleati discuteranno di un aumento della produzione durante la prossima riunione del 4 dicembre, come invece scritto dal Wall Street Journal.

Chiude in rialzo ma ripiega dopo la fiammata il prezzo del gas ad Amsterdam. I contratti consegna dicembre archiviano la seduta in progresso del 3% a 119 euro al MWh, dopo una fiammata seguita all'annuncio della proposta del price cap da parte della Commissione Ue. Il price cap è stato fissato a 275 euro al MWh, oltre il doppio rispetto ai prezzi attuali, ma ben al di sotto dei massimi che i prezzi hanno registrato in estate. Subito dopo l'annuncio, i prezzi sono scattati al rialzo del 7% fino a superare i 124 euro al MWh, per poi ripiegare sul finale.

Sul mercato valutario, il dollaro è in calo contro le principali valute, con gli investitori che stanno tornando a guardare alle valute ritenute più rischiose. Ne approfitta l'euro, in risalita contro il biglietto verde.

Ocse: contrazione per l'Italia, ma no recessione globale

L'Ocse ha anticipato una contrazione a fine 2022 per l'Italia, seguita da una lieve ripresa nel 2023, ma ha escluso una recessione globale per il prossimo anno. «L'economia globale si sta riprendendo dalla più grande crisi energetica dagli anni '70. Lo shock energetico ha spinto l'inflazione su livelli che non si vedevano da molti decenni e sta abbassando la crescita economica in tutto il mondo. Prevediamo ora che la crescita mondiale scenderà al 2,2% nel 2023 per poi rimbalzare a un relativamente modesto 2,7% nel 2024», si legge. Per l’Eurozona invece le previsioni sono per un incremento dell’8,3% quest’anno a cui dovrebbe seguire un lieve ridimensionamento al 6,8% nel 2023 e una discesa al 3,4% nel 2024. Il pil dell’Italia è atteso a una contrazione a fine 2022 per poi mettere a segno una crescita modesta dello 0,2% nel 2023 e dell’1% nel 2024 dopo il +3,7% previsto come cifra finale per il 2022.

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