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L’attesa per le Banche centrali fiacca i listini, Piazza Affari chiude sulla parità (+0,1%)

Vigilia nervosa per le Borse europee che, in attesa del dato chiave sull’inflazione Usa, chiudono la prima seduta della settimana con cali intorno al mezzo punto percentuale. Fa eccezione la sola Milano grazie al riscatto di Tim e agli acquisti su banche, lusso e farmaceutici. Euro a 1,05 dollari, risale il petrolio

di Enrico Miele

Aggiornato alle 17:35

La Borsa, gli indici del 12 dicembre 2022

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Vigilia nervosa per le Borse europee che, in attesa del dato chiave sull’inflazione Usa di domani, chiudono la prima seduta della settimana con cali intorno al mezzo punto percentuale. Fa eccezione la sola Piazza Affari sulla parità, con il FTSE MIB in leggero rialzo grazie al riscatto di Tim e agli acquisti su banche, lusso e farmaceutici. Ma l’attenzione degli operatori è già rivolta ai prossimi appuntamenti in calendario, visto che mercoledì 14 dicembre si pronunceranno le Banche centrali di Usa e Giappone sulla politica monetaria, mentre giovedì 15 sarà la volta di Bce e Bank of England. E così finiscono in "rosso" a fine seduta il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, l'IBEX 35 di Madrid, l'AEX di Amsterdam e il FT-SE 100 di Londra. Secondo gli osservatori, Fed e Bce alzeranno entrambe il costo del denaro di 50 punti base. Non sono però da escludere sorprese negli States dopo alcuni dati, come quello sul mercato del lavoro, che rimane forte, e anche quello sui prezzi alla produzione di novembre superiore alle attese.

Wall Street in rialzo, in settimana focus su Fed e inflazione

In rialzo invece Wall Street, reduce dalla peggiore settimana da settembre, a causa dei rinnovati timori di recessione. Venerdì, a preoccupare è stato il dato sull'inflazione Ppi, più alto del previsto, anche se in calo a novembre rispetto al mese precedente. Gli investitori attendono le decisioni della Federal Reserve: mercoledì, la Banca centrale dovrebbe rallentare il passo dei rialzi dei tassi d'interesse. Negli ultimi quattro incontri, la Fed ha sempre alzato i tassi di 75 punti base, portandoli al 3,75%-4%; ora, le attese sono per un rialzo di 50 punti base. Gli analisti poi prevedono un altro rialzo di 50 punti base all'inizio del 2023.

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A Milano in testa Tim e farmaceutici, vendite su auto e Tod's

A Piazza Affari, a fine seduta, si registra il riscatto per Telecom Italia, mentre continuano a circolare mille ipotesi sulla gestione del dossier sulla rete. Dopo la buona performance di venerdì, i titoli beneficiano dell’ipotesi che il fondo americano KKr sia interessato alla rete, insieme a un’azienda statale. Acquisti su Unicredit, dopo la seduta volatile di venerdì scorso e dopo gli incontri del top management con gli investitori americani, e sui farmaceutici, da Recordati a Diasorin. In discesa Stmicroelectronics, dopo le indiscrezioni in base alle quali gli Stati Uniti avrebbero chiesto al Giappone di frenare le esportazioni di chip in Cina. Il gruppo dei semiconduttori stacca inoltre la cedola (terza tranche da 0,06 dollari per azione, relativa all'esercizio 2021). Tra le peggiori Pirelli & C, Cnh Industrial, le utility e Tenaris in discesa nonostante l'inversione di rotta del greggio. Fuori dal paniere principale, Tod's chiude in calo dopo l’annuncio che non verrà effettuata la fusione per incorporazione con DeVa, la holding della famiglia Della Valle.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread chiude in lieve rialzo a 189 punti, rendimento al 3,82%

Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark decennale italiano e il pari scadenza tedesco è indicato a 189 punti, in frazionale aumento rispetto ai 188 punti segnati al closing del 9 dicembre. Sale leggermente anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 3,82% dal 3,80% dell'ultimo riferimento.

Euro si rafforza a 1,05 $, petrolio torna a salire

Sul fronte dei cambi, l’euro passa di mano a 1,0527 dollari (da 1,537 venerdì in chiusura) e a 144,66 yen (143,72), mentre il dollaro/yen è a 137,41 (136,38). Verso la fine delle contrattazioni, il prezzo del gas è in calo a 136,2 euro al MWh (-2%) con l’Ue che punta ad accelerare sul tetto al prezzo del metano e gli acquisti comuni. Rimbalzo del petrolio con il Wti di gennaio che scambia a 73,8 dollari al barile (+3,9%) e il Brent di febbraio a 78,4 dollari (+3,1%).

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