ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Per le Borse Ue settimana positiva tra verbali banche centrali e Ringraziamento

Venerdì 25 novembre chiusura piatta. Il Pil tedesco sale più delle attese nel terzo trimestre. Spread in rialzo a 188 punti, ma resta vicino ai minimi da aprile. Torna a scendere il petrolio

di Flavia Carletti

Mercati orientali «orfani» di Wall Street chiusa per il Ringraziamento. C’è attesa per la riapertura e per i dati sul Pil tedesco

La Borsa, gli indici del 25 novembre 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Ancora una settimana positiva per gli indici europei, che migliorano ulteriormente la performance da inizio mese. Nell'ottava del Giorno del Ringraziamento negli Usa e della pubblicazione dei verbali delle ultime riunioni di Federal Reserve e Banca centrale europea, tra le principali Borse continentali, la maglia rosa dell'ottava va all'Ibex35 di Madrid, salito del 3,6% (+5,8% da inizio novembre), grazie soprattutto alla performance di titoli bancari come Santander (+8,7%) e Bbva (+3,5%), tra i migliori dell'Eurostoxx 50. Rispetto a venerdì scorso limitato il progresso del Ftse Mib di Milano (+0,2%) che comunque da inizio mese segna un +9,1%. Nell'ottava il Dax40 di Francoforte è salito dello 0,8% (+9,7% da inizio mese), il Cac40 di Parigi +1% (+7,1%), il Ftse100 di Londra +1,4% (+5,5%) in linea con l'Aex di Amsterdam salito dell'1,5% (+7,8%). Per quanto riguarda Piazza Affari, il miglior titolo del Ftse Mib della settimana è stato Cnh Industrial con un +4,1%, in rally da inizio novembre con un +18,2 per cento. In settimana, bene anche Leonardo +3,3%, Prysmian +3,2%, Bper +3,1% e Buzzi Unicem +2,9 per cento. A frenare l'andamento settimanale del segmento principale di Milano sono stati, invece, Mediobanca -7,4%, Moncler -3,7%, Banca Generali -3,6%, Banca Mediolanum -3,1% e Intesa Sanpaolo -2,6 per cento.

Venerdì 25 novembre chiusura spenta per l'Europa

Chiusura piatta per le Borse europee al termine di una seduta improntata alla cautela all'indomani della chiusura di Wall Street per il Giorno del Ringraziamento, quando gli indici Usa oggi hanno terminato contrastati. A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso a -0,05%, a Francoforte il Dax40 ha registrato un +0,01% e a Parigi il Cac40 +0,08 per cento. Con gli occhi degli investitori sempre puntati alle banche centrali - la Fed ha segnalato in prospettiva un rallentamento della stretta di politica monetaria e la Bce al momento ha confermato il suo percorso anche se secondo il vice presidente Luis de Guindos il picco dei prezzi è ormai vicino - resta alta l'attenzione anche sulla situazione Covid in Cina, quando il dato sul Pil tedesco ha sorpreso in positivo: è cresciuto dello 0,4% congiunturale nel terzo trimestre e dell'1,3% tendenziale, oltre le stime che lo vedevano rispettivamente in aumento dello 0,3% e dell'1,2 per cento.

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Il Tesoro, intanto, ha assegnato BoT semestrali con scadenza maggio 2023 per 5 miliardi a fronte di una domanda per 7,84 miliardi (1,57 il rapporto di copertura). Il rendimento medio è salito di 28 punti base al 2,324% facendo segnare il nuovo record da luglio 2012.

Orario ridotto e chiusura contrastata per Wall Street

Chiude contrastata la seduta a Wall Street, all'indomani del giorno del Ringraziamento. I mercati finanziari sono rimasti aperti solo fino alle 13 (le 19 in Italia), come da tradizione in questo lungo fine settimana festivo. Settimana che si è chiusa positivamente, dopo che i verbali dell'ultima riunione della Fed hanno evidenziato che la Banca centrale probabilmente rallenterà il passo del rialzo dei tassi d'interesse. Nelle ultime quattro riunioni, la Fed ha alzato i tassi d'interesse di 75 punti base (ora sono al 3,75-4%, il livello più alto dal 2008); gli analisti prevedono, per dicembre, un rialzo di 50 punti base. Il Dow Jones ha guadagnato 152,84 punti (+0,45%), lo S&P 500 ha chiuso in calo di 1 punto (-0,02%), il Nasdaq Composite ha registrato un ribasso di 58,96 punti (-0,52%).

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano bene A2A, vendite su Unicredit

A Piazza Affari, il calo del Ftse Mib è stato frenato dai rialzi di A2A (+2,32%) ed Eni (+0,8%), quando hanno chiuso in calo Campari (-1,45%) e Unicredit (-1,62%). Hanno chiuso in terreno positivo, alle spalle di A2A, Buzzi Unicem (+1,78%), Poste Italiane (+1,77%) e Unipol (+0,99%). In rialzo anche Leonardo (+0,92%), nel giorno in dal Brasile è arrivata la notizia che il consorzio Iveco-Oto Melara (quest’ultima società del gruppo ex Finmeccanica) ha ottenuto una commessa dall’esercito del paese sudamericano che potenzialmente può avere un valore fino a 2 miliardi di euro. Si è mossa in linea Iveco Group (+0,9%). Seduta contrastata per il comparto auto con Pirelli in progresso del +0,93%, quando Stellantis ha azzerato le perdite sul finale (-0,03%) dopo una giornata di debolezza. Ferrari è scesa dello 0,24%, aspettando indicazioni sul futuro del team manager della Scuderia Mattia Binotto, su cui sono tornate forti indiscrezioni sull’uscita. Ha chiuso pressoché in linea con gli altri titoli del risparmio gestito Banca Generali (+0,35%): dopo un avvio in calo, le azioni hanno tentato il recupero dopo lo scivolone di oltre il 5% di ieri. Secondo indiscrezioni, Generali (-0,12%) non procederà alla cessione della controllata, ipotesi che nelle scorse settimane aveva fatto gonfiare le quotazioni. Poco mossa Tim (+0,13%), dopo la buona performance della vigilia e mentre si avvicina la fine del mese, termine fissato nel MoU per trattare sulla cessione della rete.

Spread chiude in rialzo a 188 punti, 3,85% il rendimento

Chiude in rialzo lo spread tra BTp e Bund che di recente ha toccato i minimi dallo scorso aprile. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark decennale italiano e il pari scadenza tedesco è indicato a 188 punti base, 6 in più rispetto ai 182 punti del closing di ieri. Sale decisamente il rendimento del BTp decennale benchmark che in chiusura si attesta al 3,85% dal 3,67% della chiusura di ieri.

Euro sotto 1,04 dollari, petrolio in leggero calo

Sul mercato valutario, la moneta unica passa di mano a 1,0392 dollari (1,0419 in avvio e 1,0403 ieri in chiusura) e a 144,687 yen (144,46 e 144,05). Il dollaro-yen si attesta a 140,69 (138,65 e 138,44). Poco mosso il prezzo del petrolio: il contratto consegna Gennaio sul Brent scivola dello 0,32% a 85,07 dollari al barile e quello di pari scadenza sul Wti dello 0,12% a 77,99 dollari al barile. Seduta piatta anche per il gas ad Amsterdam: +0,6% a 124,5 euro al megawattora.

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