ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse europee caute in chiusura, Milano a galla (+0,24%) con le banche. Gas sotto 60 euro

Occhi sulle banche centrali che si riuniscono settimana prossima: il mercato vede una Fed più «colomba» e una Bce più «falco». Problemi tecnici al Nyse, decine di titoli sospesi in avvio

di Flavia Carletti e Enrico Miele

La Borsa, gli indici del 24 gennaio 2023

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta senza mordente per le Borse del Vecchio Continente, alla continua ricerca di spunti, tra dati macro e trimestrali, per cercare di capire lo stato di salute dell’economia e, quindi, le future mosse della Bce. A Milano il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni sopra la parità (+0,24%) grazie alle banche. A Parigi il Cac40 è salito dello 0,26% e a Francoforte il Dacx40 è rimasto pressoché invariato (-0,07%). In leggero calo il Ftse100 a Londra (-0,35%).

A rendere prudente il clima della giornata ci ha pensato la presidente della Bce, Christine Lagarde, che ieri sera a mercati chiusi aveva spiegato che i tassi d’interesse «dovranno ancora aumentare significativamente». Parole solo in parte controbilanciate poco fa dal collega Fabio Panetta, per il quale le valutazioni si faranno a marzo: «Qualsiasi indicazione incondizionata, ossia slegata dall’evoluzione prospettica dell’economia, che vada oltre febbraio si discosterebbe dal nostro approccio basato sui dati». Tra un messaggio dell’Eurotower e l’altro, in mezzo sono anche arrivati gli indici Pmi europei, a sorpresa sopra le attese. Ennesima indicazioni che potrebbe lasciare mano libera ai banchieri centrali sui futuri ritocchi del costo del denaro. Attenzione anche stagione delle trimestrali, al via anche in Italia mentre negli Stati Uniti è già nel vivo.

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Giornata di volatilità per i prezzi del petrolio, con gli occhi sulla domanda cinese, che appare in recupero dopo la fine della politica restrittiva contro il Covid. In calo del 10% sotto i 60 euro al megawattora i prezzi del gas naturale. Sul valutario l'euro si conferma vicino a 1,09 sul biglietto verde.

Wall Street debole. Problemi tecnici al Nyse

Wall Street chiude debole. Il Dow Jones sale dello 0,31% 33.733,83 punti, il Nasdaq perde lo 0,27% a 11.334,27 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,07% a 4.016,82 punti. In avvio di seduta si sono verificati dei problemi tecnici al Nyse che hanno provocato la sospensione di decine di titoli. Tra quelli fermati risultano delle società Morgan Stanley, Verizon, AT&T, Nike e McDonald’s, secondo il sito del Nyse. Molti titoli avevano mostrato una quantità abnorme di contrattazioni, portando alla sospensione. La maggior parte dei titoli fermati ha ripreso le contrattazioni alle 9.45 (le 15.45 in Italia). Questa settimana, non sono previsti interventi dei massimi funzionari della Fed. L'attesa è poi per una serie di trimestrali, tra questa e la prossima settimana, che daranno un quadro della situazione, permettendo una più puntuale valutazione dello stato dell'economia statunitense; oggi, la più attesa è quella di Microsoft Corp, che sarà pubblicata dopo la chiusura dei mercati.

A Milano bene le banche, deboli i petroliferi

Il Ftse Mib di Milano è riuscito a tenersi a galla grazie alla tenuta degli istituti di credito, tutti in cima al listino - che mostrano di apprezzare la prudenza di Panetta - a partire da Intesa Sanpaolo (+2,05%), Unicredit (+1,5%), Bper (+1,43%), Banco Bpm (+1,27%) e Mediobanca (+0,62%). Andamento positivo anche per molti titoli del comparto utility-energia. Chiusura con il segno più per A2A (+0,76%), Hera (+0,6%) ed Enel (+0,55%). Il dietrofront del greggio ha pesato invece su Saipem (-3,35%), Eni (-1,53%) e Tenaris (-1,26%).

Pmi Eurozona sui massimi da sette mesi sopra 50 punti

A gennaio, l'indice dei responsabili degli acquisti dell'Eurozona per il settore manifatturiero dovrebbe salire al massimo da cinque mesi, a 48,8 dal 47,8 di dicembre, mentre quello per il settore dei servizi dovrebbe attestarsi al massimo da sei mesi, a 50,7 dal 49,8 precedente, secondo i dati preliminari diffusi da S&P Global. L'indice composito della produzione dovrebbe raggiungere il massimo di sette mesi, a 50,2 dal 49,3 precedente.

Negli Usa Pmi sopra le stime ma ancora sotto 50 punti

A gennaio, negli Stati Uniti l'indice Pmi manifatturiero è salito a più delle attese, secondo la lettura preliminare, confermando però che il settore è in contrazione. Il dato - stilato da Ihs Markit - che ne misura l'andamento è salito da 46,2 punti a 46,8 punti. Le attese erano per un dato a 46,4 punti. In rialzo anche il Pmi servizi: è salito dai 44,7 di dicembre a 46,6 punti; le attese erano per un dato a 45 punti. Per quanto riguarda l'indice manifatturiero della Fed di Richmond (Virginia), è sceso da +1 a -11 punti, con gli analisti che attendevano un dato a -5 punti.

Spread BTp/bund chiude in calo a 176, rendimento al 3,92%

Chiusura in netto calo per lo spread tra BTp e bund. A fine giornata, in un contesto di generale calo dei rendimenti, il differenziale di rendimento tra il bund decennale e il pari scadenza italiano (Isin IT0005494239) segna 176 punti base, 6 in meno rispetto ai 182 del riferimento precedente e in calo rispetto all'apertura a 180 punti base. In decisa riduzione anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che a fine seduta è indicato al 3,92% dal 4,01% della vigilia.

Euro continua recupero, gas sotto 60 euro al MWh

Sul valutario, l'euro prosegue il suo recupero sul dollaro e scambia a 1,088 verso il biglietto verde (da 1,0826 ieri in chiusura) e a 141,37 yen (141,90). Il cross dollaro/yen si attesta a 129,90 (da 130,09). In forte ribasso verso fine seduta il prezzo del gas naturale a 58,7 euro al MWh (-11%) grazie a meteo in miglioramento e scorte sopra la media. Perde quota, infine, il petrolio con il contratto sul Wti consegna Marzo a 80,7 dollari al barile (-1,2%) e il contratto di pari scadenza sul Brent a 86,9 dollari (-1,3%).

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