ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse in calo, Milano azzoppata dall'effetto cedole (-1,29%). Petrolio sprofonda, poi recupera

Gli investitori aspettano le minute della Fed e della Bce. A Piazza Affari l'effetto dividendi pesa per lo 0,68%.Lo spread torna sopra 190 punti

di Eleonora Micheli

Aggiornato alle 14.10

“Sulle obbligazione scegliere gli Usa per l’alto rendimento e l’Europa per l’investment grade”

6' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura debole per le Borse europee. I dubbi sull’andamento dell’economia, il rebus sulle mosse delle banche centrali e la guerra in Ucraina hanno spinto gli investitori a sposare ancora un atteggiamento cauto, soprattutto considerando che gli indici da metà ottobre a metà novembre hanno registrato un forte recupero. Pochi spunti, inoltre, arriveranno in questi giorni da Wall Street, che già si appresta a festeggiare il Thanksgiving Day di giovedì. Mercoledì, comunque, sarà una giornata clou per il mercato americano, con la pubblicazione di numerosi dati macro Usa, oltre che dei verbali dell’ultima riunione del Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve. Milano è stata la peggiore, perdendo l'1,29%, anche a causa dello stacco dei dividendi che ha pesato sul Ftse Mib per lo 0,68%. Lo spread è peggiorato a 193,8 punti, nell'attesa delle legge di bilancio e i tassi dei Btp a dieci anni sono al 3,91%.

Indici prendono fiato in attesa dei verbali Fed e Bce

Le Borse europee hanno aperto deboli e per tutta la seduta sono rimaste in territorio negativo, anche se le vendite sono state abbastanza ridotte. Nel dettaglio Parigi ha perso lo 0,15%, Francoforte lo 0,36%, Amsterdam lo 0,3% e Londra lo 0,12%. Si è mossa in controtendenza Madrid, salendo dello 0,75%. Milano ha invece registrato la performance peggiore, anche a causa dello stacco dei dividendi, oltre che dell'incertezza legata all'approvazione della legge di bilancio. Dopo i rialzi di venerdì e della scorsa settimana (rispettivamente +1,38% e +0,9%), il Ftse Mib ha ripreso fiato, tanto più che viene da un periodo di consistenti rialzi: numeri alla mano l'indice in un mese circa, ossia dal 12 ottobre al 15 novembre, ha registrato una volata pari al 20%, riducendo notevolmente le perdite da inizio anno, nonostante le previsioni per l’economia per il 2023 siano tutt’altro che floride. Ad oggi, comunque, le perdite del 2022 del Ftse Mib si aggirano attorno al 9%, pagando ancora dazio alla guerra in Ucraina, al caro bollette e al rallentamento dell’economia, oltre che al rialzo dei tassi da parte delle banche centrali, come misura per combattere l’inflazione galoppante. A livello internazionale, inoltre, destano preoccupazione le eventuali nuove chiusure che potrebbe annunciare la Repubblica Popolare cinese, perseguendo la politica di zero-Covid, dopo il rialzo dei casi da coronavirus degli ultimi giorni, oltre che i tre decessi registrati, i primi negli ultimi sei mesi. La prospettiva di un giro di vite dei lockdown in Cina - e quindi di un rallentamento dell’economia - ha fatto precipitare le quotazioni del greggio, arrivato a perdere oltre il 5%. A mercati europei chiusi, poi, il valore dell'oro nero ha recuperato punti. Gli investitori, inoltre, attendono la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, che a ottobre ha alzato i tassi di interesse di 75 punti base, portandoli nella fascia tra il 3,75% e il 4%: Le minute potrebbero rivelare quanto i Governatori Usa siano determinati a portare i tassi anche fino al 7%, come dichiarato nei giorni scorsi da James Bullard, il falco a capo della sede Fed di St Louis. Giovedì, inoltre, saranno pubblicate le minute della Banca centrale europea. Anche la Presidente Christine Lagarde ha ribadito la necessità di ritoccare i tassi in modo da combattere la corsa dell’inflazione, ma ha pure messo l’accento sui rischi di recessione. I tassi Ue ora sono al 2%.

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Seduta movimentata per il petrolio, stabile il prezzo del gas

Il petrolio, dopo un avvio poco mosso, ha vissuto una seduta da dimenticare: sia il wti, sia il Brent sono è arrivati a perdere oltre il 5%, piombando ai minimi da settembre. Dopo la chiusura delle Borse europee, però, il valore dell'oro nero ha azzerato le perdite. In particolare il wti è passato da circa 75 dollari a oltre 80 dollari al barile. A provocare il brusco calo sono stati in prima battuta i timori su un forte rallentamento dell'economia mondiale, dopo che si sono diffuse voci e ipotesi su imminenti nuove chiusure in Cina a seguito del rialzo dei casi da coronavirus degli ultimi giorni, oltre che i tre decessi registrati, i primi negli ultimi sei mesi. Va ricordato che la Repubblica Popolare è il maggior importatore di greggio al mondo. Come se non bastasse Wall Street Journal ha scritto che l'Arabia Saudita e altri Paesi produttori di petrolio aderenti all'Opec potrebbero discutere, nel prossimo incontro del 4 dicembre, di un aumento della produzione fino a 500.000 barili al giorno. La decisione servirebbe a sanare la frattura con l'amministrazione Biden e arriverebbe proprio alla vigilia dell'annuncio dell'Unione Europea sull'embargo sul petrolio russo.Tuttavia in serata è arrivata la smentita da parte dell'Arabia Saudita che ha negato che i Paesi produttori dell'Opec discuteranno di un aumento della produzione durante la prossima riunione del 4 dicembre. Il prezzo del petrolio ha subito invertito la rotta. Intanto i rezzi del gas sono invece rimasti stabili attorno a 115.800 euro al MgW.

Male il comparto oil

Sulle Borse è andato male il comparto oil, trascinato in basso dal crollo del petrolio. Il sottoindice di settore ha lasciato sul parterre il 2,66%. A Milano Eni ha perso il 5,2%, risentendo, tra l’altro, anche della seconda tranche di acconto sul dividendo 2023, da 0,22 euro. Stesso discorso per Tenaris (-5,4%), che ha staccato un acconto sulle cedole 2023 da 0,17 dollari per azione. Saipem ha accusato una flessione del 5,7%, ma in questo caso, ha pesato anche la notizia che venerdì scorso la Corte Suprema algerina ha rigettato il ricorso contro la sentenza di condanna emessa dalla Corte d'Appello di Algeri nel procedimento penale relativo al progetto di GNL3 Arzew. Saipem ha fatto sapere che si riserva di impugnare la decisione della Corte suprema presso ogni sede competente. Da ricordare che la sentenza aveva stabilito ammende e risarcimenti danni per un importo di circa 200 milioni di euro, di cui 61 milioni di ammende e 140 milioni a favore delle parti civili.

Telecom ancora sotto la lente, bene Unicredit

Telecom Italia ha lasciato sul parterre il 4%, mentre si fa sempre più strada l’ipote(si che sia in salita la possibilità che Cassa Depositi e Prestiti lancerà un’opa sull’intera compagnia. Possibilità che invece aveva fatto lievitare le azioni nelle scorse settimane, soprattutto dopo la nomina a sottosegretario per le Tlc di Alessio Butti, ideatore del così detto piano Minerva, che prevede l’acquisto della società da parte dello stato. Secondo le ultime indiscrezioni sarebbe allo studio un piano per la cessione soltanto di una quota della rete da parte di Telecom a Cdp, mentre il 100% verrebbe venduto in seconda battuta. In questo modo potrebbero essere superate le posizioni divergenti sulla valutazione dell’asset, che per Cdp si aggirano attorno a 16-17 miliardi e per Telecom a 23-24 miliardi e in più la stessa Cdp potrebbe essere meno oberata, pagando la rete in più tranche. Lo schema, però, potrebbe comportare uno slittamento delle trattative tra la compagnia e Cdp, che altrimenti scadranno il 30 novembre. Sono andate bene le banche, a parteIntesa Sanpaolo (-4,3%) e Mediobanca (-7,4%), che hanno risentito dello stacco delle cedole. Unicredit ha guadagnato l'1,2%, Banco Bpm lo 0,9% e Banca Pop Er lo 0,2%. Hanno inoltre guadagnato punti le Ferrari (+0,8%), le Inwit (+1,3%) e le Italgas (+0,5%). Anche Stellantis è salita dello 0,9%, mentre Stmicroelectronics ha difeso le posizioni.
Nel resto d'Europa sono volate le britanniche Virgin Money (+14,9%), dopo che la banca ha annunciato un utile netto in rialzo del 20% a 467 milioni di sterline per il suo esercizio fiscale. A Francoforte le Lufthansa hanno guadagnato l'1,35%, dopo aver lanciato una campagna di 20mila assunzioni in Europa, sull'onda della forte domanda per i voli aerei.
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Andamento dello spread Btp / Bund
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Euro si indebolisce, ma resta sopra la parità col dollaro

Sul valutario si indebolisce l'euro, che resta però sopra la parità con il biglietto verde a 1,0245 dollari (da 1,0319 venerdì). Vale inoltre 145,44 yen (da 144,8), mentre il cross dollaro/yen è pari a 141,9..

Banca centrale cinese lascia invariato tasso di riferimento

Intanto, la Banca centrale cinese ha lasciato invariato il tasso di riferimento per i prestiti cinesi a un anno (Lpr) al 3,65%. Anche il Lpr a più di cinque anni, su cui molti istituti di credito basano i loro tassi ipotecari, è rimasto invariato rispetto alla lettura precedente del 4,3%. L'istituto centrale ha anche effettuato 3 miliardi di yuan (circa 421,02 milioni di dollari) di pronti contro termine per mantenere la liquidità nel sistema bancario.

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