la giornata

Borse deboli dopo minacce Usa-Iran. Eni (+1,5%) approfitta del rally del petrolio

Sul finale gli indici del Vecchio Continente hanno limitato le perdite, risalendo dai minimi toccati in mattinata. Il Brent torna sotto la soglia dei 70 dollari ma resta in deciso progresso, l'oro si avvicina ai massimi da 7 anni. L'euro recupera sul dollaro e lo yen

di Flavia Carletti

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(AFP)

Sul finale gli indici del Vecchio Continente hanno limitato le perdite, risalendo dai minimi toccati in mattinata. Il Brent torna sotto la soglia dei 70 dollari ma resta in deciso progresso, l'oro si avvicina ai massimi da 7 anni. L'euro recupera sul dollaro e lo yen


3' di lettura

Chiusura in rosso per le Borse europee ma in recupero dai minimi di giornata. Il Ftse Mib ha perso mezzo punto percentuale (-0,51%), in linea con Parigi (-0,51%), Madrid (-0,47%) e Londra (-0,62%). È rimasto leggermente più indietro il Dax30 a Francoforte (-0,7%). Sui mercati continuano a pesare le tensioni internazionali scatenate dall'uccisione da parte degli Usa del generale iraniano Qassam Soleimani. Nel fine settimane c'è stato uno scambio di minacce tra Stati Uniti e Iran. Intanto in Iraq il Parlamento ha votato una risoluzione per chiedere al governo di espellere tutte le truppe straniere dal Paese, comprese quelle statunitensi. Oggi a Teheran si sono svolti i funerali del generale che hanno visto scendere in strada oltre un milione di persone. Il presidente Usa, Donald Trump, come ultimo intervento sulla vicenda questo pomeriggio ha twittato che «l'Iran non avrà mai un'arma nucleare!». Ieri, l'Iran ha comunicato che non rispetterà più i limiti sull'arricchimento dell'uranio imposti dall'accordo sul nucleare con la comunità internazionale del 2015, da cui gli Stati Uniti sono usciti unilateralmente. Sulla questione, venerdì 10 gennaio si riuniranno i ministri degli Esteri dell'Unione europea per facilitare una “de-escalation” dell’azione militare. Sul fronte macroeconomico, questa mattina sono arrivati deludenti dati dalla Cina: l'indice Pmi Ihs Markit pubblicato dal gruppo media Caixin, si è infatti attestato a quota 52,5 punti contro i 53,5 a novembre. È il livello più basso da maggio 2019. Dagli Usa, invece, sono arrivate indicazioni più incoraggianti: la lettura finale dell'indice servizi Pmi, redatto da Markit, è salita a 52,8 punti dai 51,6 punti del mese precedente. Il dato ha oltrepassato la lettura flash pari a 52,2 punti.

Petrolio rallenta ma è sempre rally, euro in recupero
Nel corso della seduta, il prezzo del petrolio ha rallentato la sua corsa, mantenendosi comunque in progresso. Stesso movimento per l'oro, andato questa mattina vicino ai massimi da 7 anni. Il contratto consegna Marzo sul Brent del Mare del Nord, dopo aver superato i 70 dollari al barile, è tornato sui 69 e in chiusura dei mercati europei sale dello 0,63% a 69,03 dollari al barile. Movimento analogo per il contratto consegna Febbraio sul Wti: +0,29% a 63,23 dollari al barile. Restano comunque positive le performance della maggior parte dei titoli petroliferi quotati in Europa: a Milano Eni ha chiuso con un +1,5%. Sul fronte dei cambi, la moneta unica, dopo aver riconquistato brevemente la soglia di 1,12 dollari, passa di mano a 1,1186 dollari (1,1165 in avvio e 1,1175 venerdì in chiusura), e a 121,242 yen (120,73 e 120,64), quando il biglietto verde vale 108,382 yen (108,12 e 107,94).


Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano giù Atlantia: Moody's taglia rating dopo Milleproroghe
A Piazza Affari in luce soprattutto Leonardo, già positiva venerdì: i broker guardano al possibile incremento del budget per le spese della difesa da parte degli Usa. In calo di oltre un punto percentuale Atlantia: venerdì sera l'agenzia Moody's, a seguito dell'approvazione del decreto Milleproroghe da parte del Governo italiano contenente modifiche alle norme in materia di revoca delle concessioni, ha abbassato il rating sulla holding e sulle controllate Adr e Aspi ponendoli anche sotto revisione per un ulteriore downgrade. Vendite più consistenti su molti titoli industriali a cominciare da StMicroelectronics, Prysmian e Fca. Giù anche le banche con Banco Bpm, Bper e Unicredit.

Spread con Bund chiude in lieve rialzo a 164 pb, rendimento all'1,35%
Seduta in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. In chiusura il
differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005383309) e il pari scadenza tedesco si è attestato a 164 punti base, dai 162 punti del riferimento precedente. Il rendimento del BTp decennale benchmark è aumentato all'1,35% dall'1,34% della vigilia.

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