ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse in rosso con stallo su Ucraina. Spread sale a 164, tassi Btp decennale all'1,9%

Il differenziale tra Btp e Bund a dieci anni si è spinto anche sopra 170 punti, nel giorno in cui l'Eurotower ha confermato la fine degli acquisti Pepp, quelli introdotti con la pandemia

di Eleonora Micheli e Enrico Miele

La Borsa, gli indici del 10 marzo 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura in netto ribasso per le Borse europee in una giornata resa frenetica da numerosi avvenimenti: dall'incontro in Turchia tra il ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, e l'omologo ucraino, Mytro Kuleba, al Consiglio Europeo informale a Versailles, fino all'appuntamento clou per i mercati, la riunione del consiglio direttivo della Banca centrale europea, che pur ammettendo che la guerra in Ucraina impatterà sull'andamento dell'economia, ha deciso di andare avanti sul ridimensionamento delle misure di politica monetaria, dimostrando un atteggiamento da falco, più di quanto avessero messo in conto gli economisti. Del resto l'inflazione continua a far paura. In Europa, ha detto la numero uno dell'Eurotower, Christine Lagarde, nel breve periodo dovrebbe spingersi ancora più in alto degli attuali livelli e comunque nel 2022 è stata indicata dalla stessa Bce attorno al 5,1%. Solamente nel medio periodo tornerà attorno alla soglia considerata ottimale del 2%, Negli States a febbraio si è spinta al 7,9% annuo, un livello che non si vedeva dal lontano 1982.

Listini di nuovo sotto la pressione delle vendite

I listini del Vecchio Continente, dopo la performance da incorniciare della vigilia, hanno battuto in ritirata, registrando cospicui ribassi. Milano ha lasciato sul parterre il 4,2%, mentre lo spread ha chiuso a 164 punti, dopo essersi spinto fino a 173 punti. Il rendimento dei Btp a dieci anni è di nuovo volato all'1,91%, seguendo anche l'andamento dei Treasury americani (quelli a dieci anni sono di nuovo sopra la soglia del 2%). Il nulla di fatto emerso dall'incontro Lavrov-Kuleba, gli annunci della Bce e l'inflazione Usa hanno di nuovo incoraggiato le vendite. Tanto è vero che gli indici sono peggiorati dopo le prime notizie provenienti dalla Turchia, dove erano presenti i ministri russo e ucraino, e poi hanno ampliato le perdite dopo gli annunci della Bce, che ha mostrato un atteggiamento più rigido del previsto. Il dato sull'inflazione Usa ha poi alimentato ulteriore nervosismo. Anche Wall Street è debole, nonostante il rialzo delle Amazon, in festa dopo che il cda ha approvato uno split azionario 20 per 1 e ha autorizzato un piano di riacquisto da 10 miliardi di dollari. Il frazionamento azionario renderà il titolo del colosso dell'e-commerce più accessibile per gli investitori e potrebbe facilitare l’ingresso del titolo sul Dow Jones Industrial Average. Quello annunciato sarà il primo frazionamento azionario di Amazon dal 1999; le negoziazioni in base al nuovo prezzo delle azioni inizieranno il 6 giugno. Intanto il cambio tra euro e dollaro si attesta a 1,10.

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Bce va avanti con taglio acquisti, ma si allontana ipotesi rialzo tassi

La Bce ha deciso di lasciare i tassi di interesse invariati sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. L'istituto ha inoltre confermato di porre termine agli acquisti netti del Pepp, quelli introdotti con la pandemia per sostenere l'andamento dell'economia. Lo stop avverrà alla fine di questo mese. L'istituto proseguirà con il programma di reinvestimenti sempre in ambito Pepp almeno fino a fine 2024. Quanto all'App, il programma di acquisto di titoli pubblici e privati, l'Eurotower, tenendo conto dell'incertezza legata soprattutto agli sviluppi del conflitto in Ucraina, ha deciso che ammonteranno a 40 miliardi di euro ad aprile, 30 miliardi a maggio e 20 miliardi a giugno. Una eventuale calibrazione degli acquisti netti per il terzo trimestre dipenderà dai dati macro e più che altro dall'andamento dell'inflazione. Il temuto rialzo dei tassi sembra allontanarsi, proprio a causa della crisi internazionale, ma la stessa Bce è stata granitica sulla riduzione delle misure di sostegno all'economia. Ha inoltre precisato che un eventuale ritocco del costo del denaro «avverrà qualche tempo dopo la fine degli acquisti netti nell'ambito del Paa e sarà graduale». Comunque il costo del denaro rimarrà sugli attuali livelli fino a quando l'inflazione non si assesterà in modo stabile attorno al 2%. Intanto per il 2022 l'inflazione è stimata al 5,1%, livello che scenderà al 2,1% nel 2023.

Lagarde, invasione russa avrà impatto sulla crescita

La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha parlato chiaro: «l'invasione russa dell'Ucraina avrà un impatto materiale sulla crescita e sull'inflazione tramite maggiori prezzi dell'energia, impatti sulle catene di rifornimento e sulla fiducia». Non a caso l'istituto centrale ha tagliato le stime sul pil dell’eurozona, che dovrebbe crescere al ritmo del 3,7% nel 2022, del 2,8% nel 2023 e dell'1,6% nel 2024. A dicembre gli economisti della banca centrale avevano previsto un’espansione annua del pil pari al 4,2% nel 2022, al 2,9% nel 2023 e all’1,6% nel 2024. La stessa Lagarde ha ammonito che nel primo trimestre 2022 la crescita rimarrà debole e alla fine dipenderà dall'andamento dell'invasione russa dell'Ucraina e dalle sanzioni e altre misure. La numero uno della Bce confida ad ogni modo che la ripresa riprenderà slancio nella restante parte dell'anno, pur rimanendo sotto i livelli messi in conto fino a qualche settimana fa. Anche l'inflazione accelererà nel breve periodo, ma poi nel medio termine si stabilizzerà al suo obiettivo del due per cento.

A Milano dietrofront delle banche, tonfo di Azimut

A Piazza Affari hanno registrato perdite pesanti le banche, risentendo del faro acceso dalla Bce a livello continentale per valutare le conseguenze del conflitto ucraino sulla liquidità. In particolare Intesa Sanpaolo ha perso il 7,6%, Banca Pop Er il -7,5% e Unicredit il 7,2%. La performance peggiore del Ftse Mib è stata quella di Azimut (-11%), nel giorno della pubblicazione dei conti annuali positivi, con la società che ha chiuso con 605 milioni di euro di utile netto il 2021 (+59%) e la proposta di una dividendo di 1,30 euro. Sono inoltre andate male le Iveco Group (-7,7%). La società la vigilia ha spiegato di star valutando di ritirarsi dalla joint-venture Iveco-Amt che ha in Russia, dopo aver interrotto le consegne di veicoli a Mosca e alla Bielorussia. Ha invece limitato le perdite Italgas (-2,1%) rispetto al listino principale di Piazza Affari dopo la diffusione dei conti 2021 che hanno mostrato tutti gli indicatori in crescita con il mol che ha superato quota 1 miliardo e un aumento del dividendo. Secondo Equita, i risultati del quarto trimestre sono stati in linea con le stime: ricavi a 364 milioni (+2,3% su anno contro consensus di 352 milioni), ebitda di 260 milioni (+1,8% e 261 milioni attesi), utile netto in calo del 5% a 93,7 milioni.

In controtendenza Tim, Leonardo e Tenaris

Telecom Italia (+3,3%) e Leonardo (+1,5%) si sono mosse in controtendenza. La compagnia di tlc è stata spinta dall'attesa per il cda che dovrebbe tenersi domenica. Il board dovrebe esprimersi sull'offerta presentata nei mesi scorsi dal fondo Kkr, sopra gli 0,5 euro per azione. Come indicato dagli analisti di Equita è comunque possibile che il management del gruppo si presenti al board di domenica con un Memorandum of Understanding siglato con Cdp per la fusione della rete con quella di Oper Fiber. Secondo altri rumors, il cda «non chiuderà totalmente all’ipotesi Kkr ma chiederà al fondo di formalizzare un’offerta senza concedere una preliminare due diligence». Quanto a Leonardo, il titolo, oltre a beneficiare della prospettiva di un aumento delle spese militari, è stato supportato anche da un upgrade arrivato da Mediobanca Securities. Tenaris, infine, è salita dell'1,57%.

Petrolio in risalita, gas ancora in forte calo

Mentre si rincorrono le notizie e ipotesi sulle evoluzioni del conflitto in Ucraina, sono tornati a salire i prezzi del petrolio, dopo il crollo della vigilia (-12,5% a New York): il Wti aprile è sopra quota 110 dollari al barile. Continua invece a perdere quota il valore del gas: il future di aprile Dutch TTF Gas Futures perde oltre il 14%, portandosi in area 133 euro. Infine l'euro si attesta a 1,09 dollari.


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