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Borse, calma piatta in attesa delle banche centrali

È entrata nel vivo la settimana delle banche centrali. Questa sera è la volta della Federal Reserve. Nessuna attesa per mosse sui tassi ma il mercato si aspetta indicazioni sul 2020 e sull'economia a stelle e strisce. Domani è la volta della Bce, nel giorno delle elezioni politiche nel Regno Unito. Resta l'incognita commerciale, con gli investitori che puntano a un rinvio a gennaio dei nuovi dazi previsti dal 15 dicembre

di Flavia Carletti


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3' di lettura

Chiusura poco mossa per le Borse europee aspettando la Fed. Dopo una mattinata passata a oscillare sulla parità e senza trovare una direzione precisa, gli indici del Vecchio Continente nel pomeriggio hanno imboccato la strada del rialzo, con Madrid maglia rosa. A Milano il FTSE MIB è salito dello 0,14%, in linea con il Cac40 a Parigi. Il Dax30 a Francoforte ha guadagnato circa mezzo punto percentuale, quando il Ftse100 a Londra è rimasto più indietro, alla vigilia delle elezioni politiche nel Regno Unito. Gli investitori sono in attesa di novità sul fronte commerciale, con le indicazioni che sembrano andare verso un rinvio della scadenza del 15 dicembre per i nuovi dazi sulle importazioni cinesi.
Chiusura in territorio positivo per Wall Street con la Fed. Il Dow Jones sale dello 0,10% a 27.910,41 punti, il Nasdaq avanza dello 0,44% a 8.654,05 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,29% a 3.141,52 punti.

Domani ci sarà la prima riunione di politica monetaria per Christine Lagarde, la nuova presidente della Bce.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Crollo di Safilo dopo il taglio delle stime 2020
Tornando al mercato, a Piazza Affari protagonista in negativo della seduta è stata Safilo Group (-25%). I titoli hanno messo a segno la peggiore performance del listino milanese scontando il nuovo piano industriale, che prevede tagli per 700 dipendenti, con costi di ristrutturazione per 45 milioni di euro, minori investimenti e una riduzione delle previsioni sui ricavi del 2020.

In evidenza Nexi con energia e utiliy
Nel Ftse Mib, in evidenza Nexi (+3,83% a 11 euro) che era stata penalizzata nelle recenti sedute risentendo dei realizzi. Bene anche Buzzi Unicem (+2,29% a 22,37 euro) e Pirelli (+1,56% a 5,224 euro). La seduta è stata in generale positiva a Milano per le utility e l'energia: Italgas +1,18%, Enel +1,1%, Terna +1,03% e Snam +0,62%. Gli acquisti hanno premiato anche Atlantia (+1,47% a 21,36 euro), che era partita in negativo scontando la decisione di S&P di mettere il rating in credit watch negativo e dopo che si sono affievolite le speculazioni sul possibile ingresso di Cdp nel capitale. Tra le migliori performance del segmento a maggiore capitalizzazione anche Stm (+1,37%). Contrastati i bancari, in una giornata in cui lo spread è rimasto stabile in area 164 punti base.

Debole Moncler, Fca in controtendenza rispetto al comparto auto
Segno meno per Moncler (-1,88% a 41,3 euro), dopo che il Sole 24 Ore ha indicato che non ci sono advisor al lavoro su una possibile offerta del colosso francese del lusso Kering, ipotesi che la scorsa settimana aveva scaldato il titolo e il comparto italiano della moda. Vendite anche per Saipem (-1,57% a 4,141 euro), e Juventus (-1,29% a 1,2615 euro), alla vigilia della chiusura del periodo per l’aumento di capitale da 300 milioni di euro. In rosso Fca (-1,53% a 12,876 euro), in controtendenza rispetto al comparto auto europeo, soprattutto quello tedesco, che ha invece registrato una seduta positiva.

Euro sui livelli della vigilia, in calo il greggio
Sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1094 dollari (1,108 in avvio e 1,1095 ieri in chiusura) e a 120,537 yen (120,5 e 120,61), con il biglietto verde che vale 108,653 yen (108,72 e 108,71). Aspettando l'esito delle elezioni, la sterlina ha prima perso terreno e poi lo ha recuperato valendo 0,841 euro in chiusura dei mercati europei (0,845 in avvio). In calo il prezzo del petrolio, che ha accentuato il ribasso dopo la pubblicazione dei dati sulle scorte Usa settimanali, salite a sorpresa. Il contratto consegna Gennaio sul Wti perde l'1,25% a 58,5 dollari al barile, quando il contratto consegna Febbraio sul Brent del Mare del Nord scende dell'1,46% a 63,4 dollari al barile.

Spread fermo a 164 punti base, rendimento decennale cala a 1,32%
Chiusura stabile per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari scadenza tedesco ha chiuso la seduta a 164 punti base sullo stesso livello della chiusura di ieri. In calo, invece, il rendimento del decennale benchmark italiano che in chiusura è indicato all'1,32% dall'1,34% del riferimento precedente.

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