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Timori su Covid e stime Fmi mandano ko i listini, Milano -3,4%

Listini in rosso per la situazione in Texas e California e altri stati Usa mentre si rincorrono le indiscrezioni su nuovi dazi Usa che colpirebbero l'export Ue. Il petrolio giù del 5% dopo le riserve ancora a livelli record. Spread risale sopra quota 170 punti

di Andrea Fontana e Paolo Paronetto

La giornata dei mercati

Listini in rosso per la situazione in Texas e California e altri stati Usa mentre si rincorrono le indiscrezioni su nuovi dazi Usa che colpirebbero l'export Ue. Il petrolio giù del 5% dopo le riserve ancora a livelli record. Spread risale sopra quota 170 punti


4' di lettura

I timori sull'andamento della pandemia di Covid-19 in America Latina e negli Stati Uniti, insieme alle nuove stime dell'Fmi sull'economia mondiale hanno mandato al tappeto i listini azionari europei. Gli investitori hanno così ignorato alcuni nuovi dati macroeconomici incoraggianti, a partire dall'indice tedesco Ifo, preferendo passare alle prese di beneficio dopo i rialzi di ieri. A complicare la situazione, del resto, sono arrivate anche alcune indiscrezioni sulla possibile introduzione di dazi su 3,1 miliardi di dollari di importazioni negli Stati Uniti da Francia, Germania, Spagna e Regno Uniti. I listini continentali hanno così chiuso sui minimi di giornata, complice lo scivolone di Wall Street, che ha chiuso in ribasso del 2,7% con il Dow Jones e del 2,6% con lo Standard & Poor’s 500.

Borsa di Milano sotto il peso di banche e petroliferi

A Piazza Affari il FTSE MIB ha perso il 3,42%, schiacciato dalle vendite su banche e petroliferi. Hanno perso terreno in particolare Tenaris (-6,19%) e Mediobanca (-5,72%), ma anche big industriali come Cnh Industrial (-5,84%) e Pirelli (-5,06%). Ha limitato i ribassi al di sotto del punto percentuale solo Italgas (-0,76%). Atlantia chiude a -2,6% mentre secondo indiscrezioni sarebbe alle battute finali la trattativa con il Governo sulla concessione autostradale. Il calo del prezzo del petrolio ha penalizzato Saipem (-4,93%) ed Eni (-4,77%), mentre Fiat Chrsyler ha fatto segnare -4,4% dopo aver cercato di limitare i danni nel giorno in cui è arrivato l'ok della Corte dei Conti e del Mef al maxi prestito da 6,3 miliardi erogato da Intesa Sanpaolo e garantito all'80% da Sace. Esordio da ricordare, invece,
per la matricola Cy4Gate: i titoli della società di cyber security sono balzati del 27,62% nel primo giorno di contrattazioni. Per il mercato Aim l'ipo di Cy4Gate è stata la piu' grande degli ultimi due anni.

Timori per Texas e California: Wall Street giù del 3%

La situazione negli Stati Uniti, infatti, continua a destare allarme, mentre è arrivato l'appello del governatore del Texas a restare a casa dopo il record dei casi positivi. Anche la California preoccupa: più di 5mila i nuovi casi registrati dal dipartimento della Salute dello Stato americano in 24 ore, dai 4.200 del giorno precedente. Secondo le statistiche americane relative al Covid, la media giornaliera dei contagi nell'ultima settimana è del 30% superiore rispetto a quella precedente.

Il Dow Jones e l'S&P500 di Wall Street arretrano di del 3%. Ad appesantire il clima le indiscrezioni, riportate dall'agenzia Bloomberg, sull'ipotesi che gli Usa decidano nuovi dazi su 3,1 miliardi di dollari di esportazioni da Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Nel tentativo di placare le ansie sul fronte economico, nelle scorse ore il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, aveva invece spiegato che l'amministrazione di Washington sta «considerando seriamente» un altro pacchetto di stimoli fiscali da approvare a luglio. E questo dopo le rassicurazioni del presidente Trump sulla tenuta - non scontata - degli accordi commerciali con la Cina. Sul fronte macro in Europa, dopo i buoni indicatori Pmi sulla manifattura, per ora non sortisce effetti sui listini il miglioramento dell'indice Ifo tedesco a giugno, salito oltre le attese a 86,2 (l'aumento più forte mai registrato), proprio mentre la Germania ha deciso il lockdown nella zona del mattatoio dove è scoppiato il nuovo focolaio di coronavirus.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Petrolio a -5% dopo le riserve a livelli record

Sul mercato dei cambi, l'euro ha perso quota a 1,1268 dollari da 1,1325 ieri in chiusura ed e' indicato a 120,49 yen (da 120,54). Il rapporto dollaro/yen è a 106,91 (106,41). In deciso ribasso il prezzo del petrolio dopo che le riserve Usa hanno fatto segnare un livello record per la terza settimana di fila: il future agosto sul Wti cede il 5,7% a 38,07 dollari al barile, mentre l'analoga consegna sul Brent perde il 5,28% a 40,38 dollari.

Lo spread chiude in rialzo a 170 punti

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario
Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005403396) e il Bund di pari durata ha terminato gli scambi a 170 punti base dai 167 punti del closing di ieri. Stabile all'1,27% il rendimento del BTp decennale benchmark.

Oro al top dal 2012: scambiato a 1780 dollari l'oncia

Un'altra seduta sotto i riflettori per l'oro: proseguono gli acquisti sul metallo prezioso che ha aggiornato i massimi da 8 anni, confermando un ritorno di avversione al rischio. Il metallo prezioso è salito fino a 1779 dollari l'oncia, un nuovo massimo dall'ottobre 2012, per poi tornare poco sotto quota 1770 dollari. "Il recente rialzo dei mercati azionari non è stato sufficiente a soddisfare l'appetito degli investitori per il lingotto poiché un numero crescente di operatori vede la scalata delle Borse come fragile e insostenibile "spiegano gli analisti di ActivTrades. Ecco perché, aggiungono, "indipendentemente dal fatto che i titoli azionari siano in verde o in rosso in un dato gio rno, gli investitori continuano a compare oro".

Germania: indice Ifo migliora a 86,2 a giugno, è record

Migliora a giugno il clima di fiducia delle imprese in Germania, misurato dal barometro Ifo che torna ai livelli di febbraio, dopo l'impatto del lockdown per il coronavirus. A giugno l'indicatore misurato dall'istituto tedesco è salito a 86,2, sopra le attese che stimavano un rialzo attorno a 85, da 79,7 di maggio (dato rivisto). Il sottoindice sulle aspettative è salito a 91,4 da 80,5 e quello sulle condizioni correnti a 81,3 da 78,9. L'istituto sottolinea che si tratta «dell'aumento più forte mai registrato. Le valutazioni delle aziende sulla loro situazione attuale sono leggermente migliori e le loro aspettative sono salite: le imprese tedesche vedono la luce alla fine del tunnel».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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