ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Spread sfiora 180, massimi da inizio Conte bis. Borse in stallo con dubbi dazi

Borse europee in calo, con un peggioramento nel finale. Ha pesato lo stop rispetto all’eventuale riduzione dei dazi commerciali tra Cina e Stati Uniti. Ignorato dai mercati il Pil tedesco migliore delle attese: +0,1% non basta a scaldare i listini. In discesa anche Piazza Affare, nonostante lo spunto di Azimut e Prysmian. Diasorin in corsa con le società di diagnostica e ricerca genetica in Europa, le auto penalizzate dal calo di Daimler

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi


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(REUTERS)

5' di lettura

L'incertezza sul fronte commerciale, con i negoziati Usa-Cina segnati da continui stop-and-go, ha messo il freno alle Borse europee, che hanno chiuso sui minimi della giornata: Parigi -0,10%, Madrid -0,24%, Londra -0,6% e Francoforte -0,38%, ignorando il dato migliore delle previsioni sul Pil che ha consentito di evitare la recessione tecnica. In calo anche Milano (-0,41%), complice il rialzo dello spread (allargatosi nel finale per chiudere a 178 punti, dai 163 di ieri e al massimo dalla nascita del Governo Conte bis) e nonostante l'accelerata di Azimut (+2,59%) e Prysmian (+1,45%).
Il dato migliore delle attese sul Pil tedesco del terzo trimestre non è stato sufficiente a infondere ottimismo tra gli investitori. Anche Wall Street è in modesto calo dopo le notizie in chiaroscuro arrivate dal fronte macroeconomico (sopra le stime i prezzi alla produzione, sotto le attese le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione). Nessun sostegno dai commenti del governatore della Federal Reserve Jerome Powell, che ha parlato di un'economia americana brillante e di probabilità di recessione prossime allo zero.
Hanno pesato, ancora, le incertezze sulla irrisolta guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, tra infiniti stop-and-go sulle trattative che condizionano i listini e le mancate parole di ieri di Donald Trump. Il portavoce del ministero del Commercio cinese ha detto stamattina che sono in corso trattative intense per la rimozione dei dazi. Inoltre, pesano anche i dati deludenti dalla Cina, con la produzione industriale e le vendite al dettaglio ancora in rallentamento, che non lasciano ben sperare sull'economia globale. Dopo i recenti massimi anche oggi le piazza finanziarie europee tirano il fiato.

Spread balza a 178punti a fine seduta, record da nascita Conte bis
Vola lo spread BTP/Bund che nell'ultima ora della seduta di oggi si è impennato vicino alla soglia dei 180 punti base, su livelli che non si vedevano da fine agosto scorso, prima della nascita del secondo Governo Conte. Dopo un avvio piatto attorno ai 163 punti della chiusura di ieri, il differenziale tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari durata tedesco si è allargato di oltre dieci punti base nell'ultima ora di seduta chiudendo a 178 punti. In forte aumento, in netta controtendenza rispetto agli altri bond dell'Eurozona, anche il rendimento dei titoli decennali italiani che ha chiuso all'1,43%, dall'1,32% di ieri. Secondo gli analisti, il movimento è stato provocato da prese di beneficio, complice anche una percezione, tutta da verificare, di una maggiore stabilità politica, nonostante le tensioni all'interno della coalizione di Governo.

A Piazza Affari ha corso anche Diasorin (+2,35%), in linea con il settore dopo dopo i rumor di interesse del produttore Usa Thermo Fisher Scientific per l'olandese Qiagen (+13% a Francoforte), mentre le utility si sono mosse in ordine sparso, con Hera (+0,83%) in buono spolvero dopo la trimestrale positiva e le conseguenti buone valutazioni degli analisti e le rivali in discesa e tra le peggiori del Ftse Mib. Debole, in Europa come in Italia, il comparto auto, dopo che la tedesca Daimler ha annunciato tagli di posti di lavoro e degli investimenti per risparmiare un miliardo di euro entro la fine del 2022. Il settore non è aiutato neppure dal tema commerciale: secondo indiscrezioni la Cina starebbe facendo resistenza per quanto riguarda gli acquisti di prodotti agricoli, mentre mancano ancora indicazioni sui dazi auto provenienti dall’Unione Europea.

Positivo l'andamento di Saipem(+0,49%), che si è aggiudicata un nuovo contratto in Guyana e ulteriori lavori su contratti engineering & construction offshore attualmente in corso in Arabia Saudita, Azerbaigian e nel Mare del Nord per un valore complessivo di circa 880 milioni di dollari. Bene anche Telecom (+0,99%, era arrivata a guadagnare anche più del 2,5%). Il Sole 24 Ore riporta che i fondi infrastrutturali invitati a partecipare alla selezione per l'acquisizione di Open Fiber dovranno presentare un'offerta che include anche la rete secondaria in fibra di Telecom, che potrebbe essere valutata fino a un miliardo di euro. In coda al listino A2a (-1,43%), che ritraccia dopo avere toccato nel corso della settimana i massimi dell'anno grazie a un balzo del 24% dell'utile nei primi nove mesi dell'anno, e Italgas (-1,51%). Sempre tra le utility, hanno registrato cali anche Snam (-0,86%), che pure ha visto salire i ricavi dei primi nove mesi del 4,3% e l'utile del 9,3% a 867 milioni, e Terna (-1,47%), all'indomani della trimestrale.

Fuori dal listino principale, forti vendite su Unieuro (-9,62%) dopo la chiusura della vendita della quota del 16,25% della controllante Ieh con un accelerated bookbuilding. La vendita è avvenuta a sconto dell'11% rispetto al prezzo di chiusura prima dell'annuncio. Realizzi su Eurotech (-3,65%) dopo i conti e il rally da inizio anno, mentre Giglio Group ha perso il 4,56% dopo aver chiuso un aumento da circa 4 milioni di euro, a un prezzo di 2,65 per azione (il prezzo incorpora uno sconto di circa il 13,7% rispetto all'ultimo prezzo di chiusura pre-annuncio. Il titolo ieri ha chiusi la seduta a 3,07 euro). Sul fronte opposto, tra le migliori Innovatec (+8,48%) e Costamp Group (+14,55%).

In Europa è andato male soprattutto il comparto auto (-1,35% l'Euro Stoxx 600 di settore), complici la mancanza di indicazioni dagli Usa sui dazi sulle auto provenienti dall'Unione europea e lo scivolone di Daimler (-4,48% a Francoforte). Il gruppo dell'auto ha annunciato tagli di dipendenti Mercedes-Benz per risparmiare oltre un miliardo entro la fine del 2022 ed è previsto anche un contenimento degli investimenti sui livelli di quest'anno e una loro riduzione nel medio termine. Debole anche il settore telecomunicazioni (-1,04%) e ribassi più contenuti per le utility (-0,36%), i farmaceutici (-0,52%) e gli energetici (-0,44%). Resta a galla il comparto delle costruzioni (+0,12%). Tra i titoli, bene a Parigi Bouygues (+0,75%) dopo i conti che hanno messo in luce un rialzo del 10% dell'utile. La società, attiva nelle Tlc e nelle costruzioni, si è anche aggiudicata contratti a Hong Kong per oltre 1,1 miliardi di euro. In buono spolvero a Londra il gruppo del lusso Burberry (+3,35%), dopo i conti in crescita nonostante l'impatto delle proteste di Hong Kong e l'incertezza legata alla Brexit.

Dati americani in chiaroscuro, con i prezzi alla produzione in rialzo (+0,4% in ottobre, sopra le stime) e le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione in aumento (+14.000 unità, peggio delle stime). In particolare, sette giorni conclusi il 9 novembre, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è salito più delle stime. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono cresciute a 225.000 unità, mentre le attese erano per un dato a 215.000 unità.

Petrolio in calo dopo le scorte americane
Il petrolio, in netto aumento nella prima parte della seduta, ha rallentato il passo dopo la pubblicazione dei dati sulle scorte settimanali americane. Sono cresciute di 2,219 milioni di barili, mentre le attese erano per una crescita di 1,5 milioni.

Per approfondire
Lo spread Btp-Bund
L’andamento della Borsa di Milano
L’andamento della Borsa di Parigi
L’andamento della Borsa di Francoforte

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Per saperne di più

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