ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

L'inflazione tedesca frena, ma Europa e Usa restano al palo. Milano chiude a +0,1%

A novembre i prezzi al consumo in Germania calano dello 0,5% sul mese precedente, occhi sempre puntati sulle banche centrali. La Juventus argina le perdite allo 0,9% dopo il terremoto ai vertici

di Eleonora Micheli

La Borsa, gli indici del 29 novembre 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 ore Radiocor) - Seduta a bocce ferme per le Borse europee, con gli indici che hanno registrato variazioni limitate. Anche da Wall Street sono arrivati pochi suggerimenti: il Dow ha chiuso invariato, l’S&P 500 ha ceduto lo 0,16% e il Nasdaq lo 0,59 per cento.

Del resto gli investitori si interrogano sulle future mosse delle banche centrali e sull’andamento dell’economia mondiale. Quest’ultima difficile da prevedere considerando la complicata situazione in Cina, tra lockdown e proteste. La Germania ha fatto tirare un sospiro di sollievo annunciando un’inflazione in rallentamento e inferiore alle attese, ma il dato non ha fornito sollievo ai listino, complice il fatto che la vigilia la numero uno della Bce, Christine Lagarde, ha preannunciato di stimare che la crescita dell’indice dei prezzi non abbia ancora raggiunto il picco. Milano ha terminato in rialzo dello 0,1%, mentre lo spread si è portato a 190,45 punti e il rendimento dei Btp a dieci anni al 3,8%.

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In Germania rallenta corsa dei prezzi, ma rimane l'incertezza sulla Bce

Le Borse europee, dopo la debolezza della vigilia, hanno aperto in timido rialzo, mentre gli investitori sono rimati attenti a la situazione in Cina. Secondo gli osservatori le proteste di piazza potrebbero indurre il Governo ad allentare le misure adottate contro il Covid, ma il condizionale rimane d’obbligo. Occorre inoltre capire quanto andranno avanti le manifestazioni che secondo alcuni analisti potrebbero impattare negativamente sulla congiuntura. Intanto rimane da sciogliere l'enigma sulle future mosse delle banche centrali. Ieri la presidente della Bce, Lagarde, ha assicurato che i rialzi dei tassi andranno avanti, senza però specificare in che misura visto che dipenderà dai dati macro. Ha tuttavia affermato che l’inflazione potrebbe non avere ancora raggiunto il picco. Così oggi ha avuto poco impatto sulle Borse il buon dato tedesco sull’indice dei prezzi, salito a novembre, su base annua, del 10%, in rallentamento da ottobre quando la variazione era stata del 10,4%. In più sempre ieri, i presidenti della Fed di New York e di St. Louis hanno sottolineato la necessità di continuare la politica di rialzi dei tassi d'interesse per raffreddare l'inflazione anche negli States. Nel dettaglio, James Bullard, presidente della Fed di St Louis, ha dichiarato che la banca centrale dovrà probabilmente mantenere il suo tasso di interesse di riferimento al di sopra del 5% per la maggior parte del prossimo anno al fine di raffreddare l'inflazione. Come se no bastasse, John Williams, presidente della Fed di New York, ha detto che l'inflazione alta potrebbe durare fino al 2024. Comunque è intanto emerso che i prezzi delle case statunitensi sono ancora scesi, come nel mese di agosto e di luglio, secondo quanto rilevato dall'indice di S&P/Case Shiller (su base annuale ha registrato una crescita del 10,6%, in calo rispetto al +13% dello scorso mese). .

Erg in rialzo nel primo giorno nel Ftse Mib. Vendite su Unicredit e St

A Piazza Affari A Piazza Affari sono state comprate le Erg (+1.9%), nel giorno del debutto del titolo nel Ftse Mib, al posto diAtlantia (inv). sono andate bene le azioni delle banche, fatta eccezione di Unicredit andata giù dell'1%. In particolare Banco Bpm ha guadagnato lo 0,64%, Banca Pop Er lo 0,44%, Intesa Sanpaolo lo 0,87%. Hanno invece frenato le Stmicroelectronics t (-1,7%), nonostante l’olandese Asm International abbia ritoccato al rialzo le aspettative di giro d’affari: ha infatti annunciato di aspettarsi un fatturato di 630-660 milioni, contro i 600-630 milioni indicati in precedenza sia per il minore impatto delle restrizioni Usa all’export in Cina, sia per le consegne verso altre regioni leggermente superiori al previsto. Hanno continuato a salire leLeonardo - Finmeccanica (+1%), festeggiando ancora la maxi commessa in Brasile per Oto Melara. In più sono circolati rumors sulla vendita di ulteriori elicotteri all'Austria. Sale inoltre l’attesa per l'esordio sul Nasdaq del titolo Drs derivante dall'aggregazione della controllata Usa con l'israliana Rada.

Rimbalzano titoli oil, occhi puntati sulla Juventus

Sono andate giù del 3,25% le Amplifon. Telecom Italia, inoltre, ha perso il 2,3% pagando dazio all'incertezza sul futuro della compagnia, anche se il Governo intende definire la strada sul riassetto della rete entro fine anno. Il rialzo registrato per gran parte della seduta dal greggio ha spinto su i titoli oil:Enii ha guadagnato l'1,27%, Tenaris il 2,9% e Saipem il 4,18%. Ferrari ha lasciato sul parterre lo 0,86% nel giorno dell'ufficializzazione dell'addio del team principal, Mattia Binotto. Della galassia Agnelli, Stellantis ha guadagnato l'1%, mentre fuori dal paniere principale, i titoli della Juventus Fc, dopo uno scivolone del 9%, hanno chiuso giù dello 0,93%. Ieri si è dimesso l’intero cda della squadra a seguito delle accuse mosse dalla Procura di Torino sulle cosiddette "manovre stipendi". Tali criticità riguardavano la rinuncia di alcune mensilità da parte dei giocatori nelle stagioni 2019-20 e 2020-21 e la restituzione nelle stagioni successive. Per «un approccio più prudenziale», la società alla fine ha deciso di contabilizzarli in maniera diversa, recependo di fatto gli appunti mossi dai magistrati che indagano sui conti della Juventus. Tra l'altro gli analisti di Equita non escludono la necessità per la Juventus di far ricorso a un nuovo aumento di capitale. Per la sim l'andamento di Juventus è una delle ragioni, ma non la principale, che contribuiscono a spiegare il forte sconto rispetto al valore netto degli asset a cui tratta Exor ad Amsterdam. Oggi le azioni hanno perso lo 0,8%.

Gas oltre 130 euro, petrolio prima accelera poi frena

Il prezzo del petrolio, in rialzo per tutta la seduta sull'ipotesi di allentamenti delle misure in Cina oltre che di tagli alla produzione varati dall'Opec+ nel prossimo fine settimana, ha frenato sul finale portandosi sui valori di ieri: il wti si attesta a 77,44 dollari al barile). Il gas, invece, è in deciso rialzo il valore del gas: il contratto di dicembre si attesta a 132.550 euro al megawattora (+7,5%). Sul fronte dei cambi, l’euro vale 1,034 dollari (ieri a 1,0380 dollari) e 143,07 yen (144,15), mentre il dollaro-yen si attesta a 138,35 (138,86)

Sul valutario, dollaro debole rispetto alle principali valute con l'euro e la sterlina che recuperano terreno. Il sentiment del mercato pare migliorato e questo penalizza il biglietto verde, come valuta rifugio.


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