La giornata dei mercati

Le trimestrali spingono l'Europa. A Piazza Affari (+0,4%) Moncler superstar

I titoli della società del piumino hanno festeggiato i dati sulle vendite dei primi nove mesi migliori delle attese. Hanno fatto coppia con il gruppo francese Kering, anch'esso premiato per i ricavi del terzo trimestre. Tra le piazze europee, in controtendenza Londra, penalizzata dall'incertezza sulla Brexit

di Eleonora Micheli


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(Reuters)

6' di lettura

Le trimestrali sopra le attese di alcuni gruppi e la performance positiva di Wall Street hanno incoraggiato le Borse europee a chiudere in lieve rialzo, dopo una giornata all’insegna della cautela. Solamente Londra, dopo aver perso quota per tutta la seduta, ha chiuso in frazionale ribasso, risentendo ancora dell’incertezza sulla Brexit, mentre si avvinca la data del 31 ottobre entro la quale il premier, Boris Johnson, vorrebbe traghettare la Gran Bretagna fuori dall’Unione europea. In caso contrario si è dichiarato a favore di elezioni anticipate entro Natale. Il listino londinese, comunque, ha vantato la performance migliore della settimana , con un progresso del 2,4% (vedi sotto). Milano, sul finale, è salita dello 0,36% nell’attesa dell’importante giudizio sul debito pubblico italiano che in tarda serata emetterà Standard and Poor’s. Anche lo spread ha chiuso abbastanza stabile in area 141,6 punti.

Francoforte sotto la lente dopo indice fiducia consumatori
Le Borse europee hanno registrato per tutta la seduta un andamento fiacco. Francoforte (+0,17%) è riuscita a riscattarsi sul finale dopo aver perso quota per tutta la giornata, complici i dati sulla fiducia delle famiglie che secondo le rilevazioni di Gfk dovrebbe diminuire a novembre al livello più basso da novembre 2016 (a a 9,6 punti). E’ invece rimasto stabile l’indice Zew, quello che misura la fiducia delle imprese tedesche (a 94,6 punti ad ottobre). Parigi è stata la migliore, in progresso dello 0,67%, seguita da Madrid che ha guadagnato lo 0,41%. E’ invece andata male anche Londra, pur limitando i danni sul finale a un frazionale 0,05%. Il listino di Oltremanica paga dazio all’incertezza sulla Brexit, all’indomani delle dichiarazioni del premier, Boris Johonson, che ha chiesto elezioni anticipate al 12 dicembre, nel caso in cui il divorzio della Gran Bretagna dall’Unione europea verrà rinviato ancora oltre il 31 ottobre.

Moncler in volata insieme alla francese Kering
A Piazza Affari la regina incontrastata della seduta è stata Moncler, volata dell'11,3% all’indomani della diffusione delle vendite salite nei primi nove mesi del 14%, a 995,3 milioni di euro, livello lievemente superiore alle attese. Il mercato, inoltre, ha tirato un sospiro di sollievo alle rassicurazioni fornite sul business dell'azienda ad Hong Kong: il chief corporate and supply officer di Moncler, Luciano Santel, ha infatti precisato che sebbene la situazione nell’area rimanga complicata con le continue sommosse, «Hong Kong rappresenta il 6% del business complessivo». Non dovrebbe pertanto impattare sui margini del gruppo dell'intero 2019. Per altro la società del piumino ha fatto il paio con Kering, che a Parigi ha fatto faville (+8,7%), sempre sull’onda della trimestrale risultata al di sopra delle attese. Il gruppo francese, secondo in termini di grandezza dopo Lvmh, nel terzo trimestre 2019 ha vantato un progresso dell’11,6% (a tassi comparabili) delle vendite, pari a 4 miliardi di euro. In verità la variazione è stata inferiore a quella del primo e secondo trimestre (rispettivamente del 17,5% e 13,2%), ma comunque è risultata a doppia cifra. Del resto il marchio bandiera Gucci ha fatto ancora bene, con vendite pari a 2,3 miliardi, in rialzo del 10,7%. Se si è inoltre distinta la griffe Yves Saint Laurent (+10,7%), Bottega Veneta è tornata a crescere (+6,9%). A Milano l'onda lunga di Kering ha spinto in alto le quotazioni di Ferragamo (+1,9%), di Aeffe (+1,4%) e di Cucinelli (+3%).

Banche contrastate, ma riflettori ancora accesi su Mediobanca
Hanno invece registrato un andamento contrastato le azioni delle banche, con Mediobanca che è salita dello 0,7%, avvicinandosi sempre più alla soglia degli 11 euro, mentre sale l’attesa per l’assemblea dei soci di lunedì, nel corso della quale potrebbero emergere novità sulla posizione di Leonardo Del Vecchio, il patron di Luxottica, che lo scorso settembre ha annunciato di avere comprato il 6,9% del capitale. Dopo la volata della vigilia, hanno continuato a salire le Saipem (+1,4%) le St (+0,8%).

Eni in retromarcia, in rialzo Pirelli in scia a MIchelin
I conti trimestrali hanno invece penalizzato le azioni di Eni (-0,69%). La società del cane a sei zampe ha chiuso il terzo trimestre dell'anno con un utile netto a 523 milioni in calo del 66% rispetto all'anno precedente e in più ha rivisto in leggera riduzione le indicazioni di investimenti per 8 miliardi per il 2019. L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha comunque dichiarato: «Guardo al futuro più prossimo così come a quello di transizione nel medio lungo termine con grande fiducia».
Pirelli ha messo a segno un progresso del 2,5% sulla scia della francese Michelin (+6%), in festa per l'indicazione delle vendite del terzo trimestre in progresso dell'8,9% a 6,11 miliardi di euro. I vertici del gruppo transalpino hanno anche confermato le previsioni per fine anno, sbaragliando i timori innescati dal profit warning lanciato due giorni fa dai vertici della finlandese Nokian, che avevano avvertito che le vendite 2019 saranno inferiori alle attese a causa della crisi del settore auto. Pirelli, comunque, annuncerà i propri numeri la prossima settimana. Ha perso punti Nexi (-0,67%), risentendo ancora dell'incertezza sulle commissioni sulle carte di credito, con il Governo in pressing sulle banche per abbassarle in modo da favorire il maggior utilizzo dei pos.
Nel resto d'Europa sono crollate le Ubisoft (-16,18%), dopo l'annuncio della revisione al ribasso degli obiettivi finanziari per l'anno 2019-2020.

Il cambio euro / dollaro

Euro recupera terreno, petrolio debole
Sul fronte dei cambi, l’euro, dopo essersi rafforzato rispetto al biglietto verde fino al top di 1,1123 dollari, ha fatto dietrofront tonando prossimo ai livelli della vigilia. Anche la sterlina è stabile sul dollaro: vale 1,2833 dollari (1,2830). Infine il petrolio, dopo avere più volte cambiato la direzione di marcia, è in timido rialzo: il wti, contratto con consegna a dicembre, registra un progresso dello 0,3%, attestandosi a 56,4 dollari al barile.

Andamento dello spread Btp / Bund

Londra la migliore della settimana, Milano in prima fila da inizio anno
Londra ha vantato la performance migliore della settimana con l’indice salito Ftse 100 del 2,4%, nonostante i mille colpi di scena sulla Brexit, dopo che il Parlamento britannico ha approvato l’accordo stipulato dal premier Boris Johson con Bruxelles, ma al tempo stesso ha aperto a un possibile slittamento del divorzio della Gran Bretagna dall’Unione europea oltre la data del 31 ottobre. Ipotesi, quest’ultima, che ha fatto evocare di nuovo elezioni anticipate da parte dello stesso Johnson, con l’indicazione della data del 12 dicembre. D’altra parte, nonostante la corsa degli ultimi cinque giorni, Londra mostra la performance più deludente da inizio anno, con un progresso pari all’8,8%. Considerando la performance del 2019, la prima della classe rimane Milano, in rialzo del 23,3%, anche grazie al progresso dell’1,29% registrato nell’ultima settimana. Segue Francoforte, in guadagno del 22,1% dopo il +2% degli ultimi cinque giorni. Ed ancora, Parigi guadagna nel 2019 il 20,8% ed è salita dell'1,5% in settimana, mentre Madrid registra una variazione positiva del 2019 del 10%, dopo il progresso dell’1% degli ultimi giorni.
In Italia è rimasto abbastanza stabile lo spread in area 141 punti, anche se sale l’attesa per il verdetto di S&P sul debito pubblico italiano. Gli analisti, comunque, mettono in conto uno status quo. Il rendimento dei Btp a dieci anni si è portato dall’1,03% della scorsa settimana all’1,06%.
Esaminando i titoli del Ftse MIb, il palmares della settimana va a Moncler, balzata in avanti del 12,4%. In verità la performance è stata fatta più che altro nell’ultimo giorno della settimana, con una volata di oltre l’11%, sulla spinta dei numeri sulle vendite dei primi nove mesi superiori alle attese. Le azioni del piumino, però, da inizio anno sono in rialzo, ma non risultano tra le prime della classe del Ftse Mib: segnano un +25%. Guadagno ben distante da quello di oltre il 65% registrato ad esempio dalla seconda classificata della settimana, Stmicroelectronics (+6,3%), premiata per le indicazioni sui conti di fine anno, con le vendite che dovrebbero continuare a salire anche se solo di poco più dell'1%. Ha fatto ancora meglio, nel 2019, la terza classificata Azimut, vantando un progresso complessivo del 91%, dopo il +4,7% delle ultime cinque sedute. Per contro sono andate male le Amplifon, lasciando sul parterre oltre il 4%. Ma da inizio anno mantengono un guadagno del 51%. Hanno perso terreno anche le Banco Bpm (-2,98% e +5,9% da inizio anno), mentre il mercato continua a interrogarsi sul processo di consolidamento nel comparto delle banche. Infine Nexi ha lasciato sul parterre il 2,89%, mentre va avanti il dibattito sull’utilizzo dei pos e sulle commissioni bancarie. Le azioni sono di poco sopra il prezzo di collocamento avvenuto ad aprile, esattamente a 9 euro (hanno chiuso a 9,4 euro).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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