ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

La mossa dell'Opec+ accende i petroliferi, Milano chiude a +0,24%. Anche il gas vola sopra 50 euro

I Paesi produttori di petrolio hanno annunciato che da maggio ridurranno di oltre un milione di barili al giorno la produzione. L'annuncio ha spinto in alto le quotazioni di Brent e Wti

di Eleonora Micheli

La Borsa, gli indici del 3 aprile 2023

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura contrastata per le Borse europee , con gli investitori che sono tornati a interrogarsi sul futuro dell’economia, soprattutto dopo che l’Opec+ ha deciso di tagliare la produzione di greggio, spingendo in alto le quotazioni del petrolio e facendo tornare i timori su una nuova impennata dell’inflazione. Milano, comunque, ha chiuso in rialzo dello 0,24%, dopo la corsa del 4,7% messa a punto la scorsa settimana. Complice il fatto che l’attività manifatturiera italiana, pur rallentando il ritmo, a marzo è rimasta in espansione, a dispetto di quanto avvenuto in nell’intera zona euro e in gran parte del mondo. Lo spread è stabile in area 185 punti, mentre il rendimento del Btp a dieci anni è calato al 4,09% (4,22% venerdì in chiusura).

Mossa dell'Opec guasta la festa al recupero indici scorsa settimana

Le Borse europee sono partite sotto tono, dopo il forte recupero della scorsa settimana, che tuttavia non ha permesso ai principali indici di chiudere un bilancio mensile, quello di marzo, in positivo. Milano, ad esempio, pur avendo guadagnato la scorsa settimana il 4,7%, nel mese ha ceduto l’1,7% nel mese. Nel primo trimestre, però, il Ftse Mib vanta la performance migliore d’Europa, con un progresso del +14,4%. Seconda, guardando i principali indici, solo a quella del Nasdaq cresciuto del 16,4%. A sostenere la piazza italiana sono anche dei dati sull’attività manifatturiera, che pur avendo rallentato il passo a marzo, è rimasta in espansione. L’indice Pmi che la misura, infatti, si è mantenuto sopra la soglia dei 50 punti (pari a 51,1 punti da 52 punti). E’ andata peggio a Germania e Francia che hanno visto un’attività mantenersi in decisa contrazione. In Europa, inoltre, l’indice Pmi è sceso al livello più basso da quattro mesi, a 47,3 punti dai precedenti 48,5 punti di febbraio. L’attività manifatturiera è in contrazione anche negli States: l’indice Pmi, pur migliorando rispetto a febbraio, rimane sotto i 50 punti: a marzo si è attestato a 49,2 punti dai 47,3 punti di febbraio. In più l’indice Ism manifatturiero, molto più seguito, a marzo si è portato a 46,3 punti, contro attese per 47,5 punti, dopo i 47,7 punti di febbraio. Tuttavia a guastare parzialmente la festa sulle Borse, che la scorsa settimana avevano rialzato la testa dopo il terremoto provocato dai crack delle banche Usa e dalla crisi di Credit Suisse, è stata la notizia che i Paesi produttori di petrolio da maggio ridurranno la produzione di oltre un milione di barili al giorno. L’annuncio ha subito fatto scattare al rialzo i prezzi del greggio e soprattutto ha fatto tornare in primo piano i timori che l’inflazione tornerà a crescere, ironia della sorte dopo gli ultimi dati che avevano fatto tirare un sospiro di sollievo sia in Europa, sia negli States. In particolare Oltreoceano l’inflazione calcolata sulle spese personali, la misura preferita dalla Federal Reserve, è emerso che a febbraio è aumentata del 5% rispetto a un anno prima, dopo il 5,3% di gennaio (rivista dall'iniziale 5,4%), contro attese per un dato al 5,1%. La componente "core" del dato, depurata dagli elementi volatili, è cresciuta del 4,6% rispetto a un anno prima, contro attese per una conferma del 4,7% di gennaio. Numeri che hanno fatto esultare anche il presidente americano, Joe Biden, che ha infatti detto: «stiamo facendo progressi nella battaglia contro l'inflazione». Va detto che i timori di una nuova corsa dell'inflazione non hanno però spinto in alto gli interessi dei bond governativi, che anzi sono in calo in Europa e negli States

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A Piazza Affari gettonate azioni oil. Bene anche Unicredit

A Piazza Affari si sono impennate le azioni del comparto oil, con Eni in progresso del 4%, Tenaris del 3% e Saipem del 4,3%. Quest’ultima, per altro, ha festeggiato anche la notizia che si è aggiudicata tre nuovi contratti offshore (Angola, Mare del Nord e Arabia Saudita) e due contratti per Front-End Engineering Design competitivi per progetti di sviluppo del gas per un valore complessivo di circa 650 milioni di dollari. Si sono inoltre distinte le Unicredit (+2,99%), nel giorno in cui la banca ha svelato i dettagli del buyback da 3,2 miliardi che verrà realizzato quest’anno. Dopo il semaforo verde all’operazione da parte dell’assemblea dei soci, l'istituto ha fatto sapere che acquisterà titoli entro giugno per un ammontare massimo di 2,343 miliardi di euro. Un ulteriore miliardo di euro verrà poi rilevato nella seconda parte dell’anno. Quanto alle altre banche, Banca Pop Er è salita dello 0,88%, mentre Banco Bpm e Intesa Sanpaolo hanno perso lo 0,11%. Sono andate male leBanca Mps (-1,8%), dopo la corsa dei giorni scorsi. Intanto in Svizzera sono rimaste sotto la lente sia le Ubs (-2,88%) sia le Credit Suisse (-2,3%), dopo la notizia, riferita dai media, che è stata avviata un’indagine dal procuratore federale svizzero sull’acquisto del Credit Suisse con l’appoggio dello Stato. I timori di un rallentamento dell’economia, innescati sia dal balzo del greggio, sia dai dati sugli indici manifatturieri, hanno incoraggiato realizzi sui titoli più ciclici, come Interpump Group (-1,45%), Cnh Industrial (-1,2%), Iveco Group (-2,7%). Dopo la recente buona performance hanno perso l'1,2% anche le Stmicroelectronics. Stellantis ha lasciato sul parterre lo 0,39% nell'attesa dei numeri sulle immatricolazioni italiane di marzo. Hanno continuato però a salire le Moncler (+0,25%).

Fiera Milano giù con uscita Palermo, vola Olidata

Fuori dal paniere principale, Fiera Milanoha perso il 3%, dopo la presentazione delle liste per il rinnovo del cda con l'indicazione, da parte di Fondazione Fiera, di un cambio della guardia alla guida operativa. In particolare, il comitato esecutivo di Fondazione Fiera Milano, che è azionista di maggioranza con il 63,82% del capitale ordinario di Fiera Milano, ha ringraziato l’attuale amministratore delegato Luca Palermo e i consiglieri per il lavoro svolto durante il loro mandato e ha deliberato all’unanimità la presentazione della nuova lista di amministratori, prevedendo che Carlo Bonomi sia confermato presidente e che Francesco Conci diventi amministratore delegato. Sono inoltre volate le Casta Diva Group (+14,5%), nel giorno in cui la società ha presentato il piano industriale al 2025 che prevede a fine periodo un valore della produzione di 105 milioni, con ebitda adjusted di 11,1 milioni e utile operativo di 9 milioni nel nuovo piano di Casta Diva, società del settore comunicazione quotata sull'Euronext Growth Milan. L'azienda ha inoltre pubblicato i numeri del 2022, archiviati con un ebitda passato da 1,5 a 6 milioni e una posizione finanziaria netta passata da un indebitamento di 1,6 milioni a una cassa positiva per 2,7 milioni. Olidata, infine, è stata salutata con una volata del 50% nel giorno di riammissione alle contrattazione, dopo sette anni di sospensione. Il mercato scommette sul rilancio della società da parte dell'imprenditore, Cristiano Rufini, che nel 2022 ha acquistato la quota di maggioranza.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Mossa Opec+ fa scattare il prezzo del greggio, Corre anche il gas

La decisione a sorpresa dell’Opec+, ossia Opec più Russia e altri Paesi produttori, di ridurre di la produzione di 1,16 milioni di barili al giorno decisa, sta dando una forte spinta al greggio, anche se il taglio che sarà efficace da maggio. Il Brent con scadenza giugno sale del 4,59% a 84,49 dollari al barile, il Wti con scadenza maggio mette a segno un +5,9% attestandosi a 80,17 dollari al barile. Corre anche il valore del gas: il contratto di maggio si attesta a 51,69 euro al megawattora, in rialzo dell'8%. Sul fronte dei cambi, l’euro si attesta a 1,0884 dollari (da 1,0865 di venerdì) e a 144 yen (144,45), mentre il dollaro è pari a 132,31 yen..

Andamento dello spread Btp / Bund
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