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Le Borse europee superano indenni una settimana a ostacoli, Milano +2%

I timori per l'aumento dei contagi da Covid, le tensioni da oltreoceano con il dibattito al vetriolo Trump-Biden e la positività al coronavirus del presidente Usa non hanno penalizzato gli indici del Vecchio Continente. A Piazza Affari bene banche e utility. Spread in ribasso a 131 punti, nuovo minimo rendimento (0,79%)

di Stefania Arcudi e Flavia Carletti

La giornata dei mercati

I timori per l'aumento dei contagi da Covid, le tensioni da oltreoceano con il dibattito al vetriolo Trump-Biden e la positività al coronavirus del presidente Usa non hanno penalizzato gli indici del Vecchio Continente. A Piazza Affari bene banche e utility. Spread in ribasso a 131 punti, nuovo minimo rendimento (0,79%)


5' di lettura

Settimana positiva per le Borse europee, che hanno cercato di lasciarsi alle spalle i timori per l'aumento dei contagi da coronavirus in vari Paesi, Francia in testa, e di guardare ad alcuni dati macro incoraggianti. Le tensioni in arrivo da oltreoceano, prima con il dibattito al vetriolo tra Donald Trump e lo sfidante democratico Joe Biden e poi con la positività al Covid-19 del presidente americano e della first lady Melania, non hanno scoraggiato gli investitori.
Piazza Affari, che ha chiuso la seduta del 2 ottobre sulla parità (+0,01%)%, nell’ottava ha registrato un aumento dell'1,96% per il FTSE MIB, cosa che riduce il ribasso da inizio anno al 18,9%. Bene anche il resto del Vecchio Continente: Parigi +2% nella settimana e -19,29% da inizio anno, Francoforte +1,76% nei 5 giorni e -4,23% nel 2020, Londra +1,02% nell’ottava e -21,75% da inizio anno e Madrid +1,9% nella settimana e -29,27% da inizio anno.
Gli indici del Vecchio Continente hanno finito per ignorare l'incertezza legata a una seconda ondata di Covid, vista l'impennata dei contagi in Francia e Spagna e l'aumento registrato anche in Germania e Italia, dove comunque la situazione appare al momento sotto controllo. E non hanno dato molto peso neppure al nuovo tonfo del greggio con il Wti finito sotto i 37 dollari al barile.

Nell'ottava sprint per retail, banche e utility

In Europa bene quasi tutti i settori, con le performance migliori per le banche (+4,78% lo Stoxx Europe 600), titoli retail (+4%) e le utility (+4,22%). A Piazza Affari l’ottava è stata positiva anche a causa del restringimento dello spread tra i rendimenti di BTp decennali e Bund di pari scadenza, che è calato nella settimana a 131 punti, contro i 142 di una settimana fa e i 161 di fine 2019, mentre il rendimento dei titoli decennali italiani è calato al minimo storico dello 0,79%, contro lo 0,89% di una settimana fa e l’1,427% di fine 2019. Per quanto riguarda i titoli, in Italia le small cap (+2,43% il Ftse Italia Small Cap Index), il comparto bancario (+2,23%) e le utility (+1,59%) hanno segnato le performance migliori. Sul Ftse Mib, su base settimanale i rialzi maggiori sono stati quelli di Banco Bpm (+15,55%), Stmicroelectronics (+10,82%) e Saipem (+8%), mentre i ribassi più sostenuti sono stati quelli di Leonardo (-3,21%), Bper (-3%) e Pirelli (-2,94%).

Per analisti «malattia Trump aumenta volatilità»

Ora resta da capire quali effetti sui mercati anche a medio termine dalla positività del presidente degli Stati Uniti. «La malattia di Donald Trump - scrivono gli analisti di ActivTrades - può potenzialmente generare incertezza sulla leadership degli Stati Uniti, aumentando la volatilità e sostenendo i beni rifugio». In ogni caso, questo evento «non potrà non avere riflessi sulla campagna elettorale - aggiungono da Mps Capital Services - soprattutto se unito all’accelerazione dei contagi, che probabilmente porterà ad un utilizzo elevato del voto per posta che potrebbe richiedere diversi giorni oltre il 3 novembre per lo spoglio».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Venerdì in rosso Atlantia, bene Tim e DiaSorin

Nell'ultima seduta della settimana, a Piazza Affari ancora vendite su Atlantia che continua nel duro confronto col governo Conte sulla cessione di Aspi: il titolo non è scaldato dalle indiscrezioni del Sole 24 Ore sull'interesse di Astm della famiglia Gavio per la concessionaria. Nonostante la flessione del petrolio, sono stati in evidenza a Piazza Affari Saipem (+3,66%) e Tenaris (+2,31%), mentre è rimasta più indietro Eni (+0,54%). Sul resto del listino milanese, invece, balzo in doppia cifra per Safilo grazie alle indicazioni positive del management sul terzo trimestre dell'anno. Sui mercati esteri, alla Borsa Madrid vola in testa Acs (+18%) dopo l'offerta della francese Vinci da 5,2 miliardi per acquisire il suo ramo industriale.

Sprint bancari, tornano voci di «risiko»

Nuovo sprint per i titoli bancari a Piazza Affari mentre continuano a rincorrersi voci di possibili fusioni tra istituto di credito. In testa al Ftse Mib c'è proprio Banco Bpm, uno dei principali indiziati in caso di M&A. In queste ore si parla di un forte interesse di Credit Agricole per il Banco con scambi di consultazione tra le parti che proseguono mentre continua il pressing dei regulator europei per un nuovo step di consolidamento dopo il matrimonio Intesa-Ubi Banca. Un'eventuale fusione, secondo gli analisti di Equita, avrebbe «molto senso dal punto di vista industriale in quanto creerebbe il secondo gruppo bancario domestico con una quota di mercato su base nazionale del 12%, superando UniCredit, con una forte presenza al nord Italia e in Lombardia (dove avrebbe quote di mercato del 15% e del 17%)».

Acquisti su Hera, Mediobanca e Diasorin

In una seduta nel complesso negativa che solo sul finale ha registrato un recupero dai minimi, gli acquisti hanno premiato anche Hera (+1,67%) e Mediobanca (+1,66%). Sotto i massimi di giornata ma comunque in positivo ha chiuso Diasorin (+0,74%). Alla vigilia il titolo del gruppo farmaceutico aveva guadagnato il 2,8%, premiato dal doppio via libera da parte della Food and Drug americana ai test per rilevare l'epatite B e a quelli per analizzare la presenza di anticorpi per il coronavirus. Nella seduta odierna ha beneficiato del miglioramento delle stime da parte di Equita a valle del recente virtual roadhsow organizzato con il management della società e del punto a proprio favore segnato nella querelle con Technogenetics.

Il cambio euro / dollaro
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Spread giù a 131pb, rendimento a minimo storico (0,79%)

Seduta sugli scudi per i titoli di Stato decennali scambiati sul secondario telematico Mts. I titoli italiani grazie al generale apprezzamento del reddito fisso sovrano toccano rendimenti (minimi) record nel finale. Lo spread con i Bund cala grazie alla migliore performance sul mercato registrata dalla carta sovrana italiana rispetto a quella degli altri paesi dell'Eurozona.
Nel finale il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano 1 dicembre 2030 e l'omologo tedesco (15 agosto 2030) è indicato a 131 punti base dai 134 punti dell'avvio (135 punti il finale gi giovedì). Il rendimento dei decennali italiani dopo il minimo record toccato nel durante (0,82%) scende ancora e nel finale viene indicato allo 0,79% (0,83% nel finale della vigilia).

Euro stabile, nuovo tonfo petrolio

L’euro è stabile a 1,1716 dollari (1,173 in avvio e alla vigilia), e a 123,408 yen (123,3 e 124) con il biglietto verde che vale 105,334 yen (105 e 105,54). Ma a pesare è il nuovo tonfo del petrolio, sceso ai minimi da oltre due settimane a causa del calo dell'outlook della domanda e dell'aumento della produzione nei Paesi dell'Opec. In chiusura dei mercati europei, il Wti consegna novembre era in calo del 3,38% a 37,41 dollari al barile (dopo essere arrivato a cedere anche il 5,3%, sotto i 37 dollari al barile) e quello consegna dicembre sul Brent del 3,47% a 39,51 dollari al barile. .

Cala la disoccupazione Usa, creati meno posti del previsto

Il mese scorso è stato registrato un aumento dell'occupazione statunitense minore del previsto, segno che la ripresa è ancora lontana dopo l'emergenza coronavirus. La disoccupazione è scesa più delle attese, dopo essere passata in due mesi dai minimi degli ultimi 50 anni ai massimi dalla Seconda guerra mondiale. Negli Stati Uniti, a settembre sono stati creati 661.000 di posti di lavoro, mentre gli analisti attendevano una rialzo di 800.000; il dato di agosto è stato rivisto da 1,371 milioni a 1,489 milioni, quello di luglio a 1,761 milioni. A settembre, l'occupazione nel settore privato è aumentata di 877.000 unità, quella nel settore federale è diminuita di 216.000 unità. La disoccupazione è scesa dall'8,4% (confermato) al 7,9%, contro attese per un 8,2%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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