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Balzo a sorpresa occupazione Usa fa sognare listini, Milano (+2,8%) sfonda i 20mila punti

Le Borse si confermano al top da tre mesi grazie alla crescita (inattesa) dei posti di lavoro negli Stati Uniti. Esulta Trump: «Numeri straordinari». Da inizi giugno, le “regine” del mercato europeo sono Milano (+10,9%) e Madrid, con Francoforte ormai vicina ai livelli pre-Covid

di Enrico Miele e Stefania Arcudi

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(REUTERS)

Le Borse si confermano al top da tre mesi grazie alla crescita (inattesa) dei posti di lavoro negli Stati Uniti. Esulta Trump: «Numeri straordinari». Da inizi giugno, le “regine” del mercato europeo sono Milano (+10,9%) e Madrid, con Francoforte ormai vicina ai livelli pre-Covid


5' di lettura

La ripartenza della “locomotiva Usa” grazie alla crescita (inattesa) dei posti di lavoro ha fatto da traino ai listini mondiali, con le Borse europee che chiudono la seduta del 5 giugno tutte con rialzi tra i 2 e il 4%. Non fa eccezione Piazza Affari (+2,8%) che riguadagna la soglia simbolica dei 20mila punti che mancava da inizi marzo (+10,9% da inizio giugno). E così dopo l’intervento della Bce, con un potenziamento di 600 miliardi di euro nel suo programma di acquisti di titoli per sostenere l'economia, a dare slancio ai mercati è stavolta la ripresa inattesa dell’occupazione negli Stati Uniti, nella speranza che l'impatto della pandemia Covid-19 sull'economia mondiale si stia attenuando. «Numeri straordinari, che porteranno a un lungo periodo di crescita» esulta il presidente Donald Trump in una conferenza stampa lampo convocata subito dopo l’uscita dei dati. Wall Street chiuderà in forte rialzo, col Dow Jones che guadagna il 3,15% a 27.110,98 punti, il Nasdaq il 2,06% a 9.814,08 punti e l'indice S&P500 il 2,62% a 3.193,93 punti.

A brillare sul Ftse Mib, come in tutto il Vecchio Continente, è la performance dei titoli bancari, che beneficiano dell'aumento del Pepp da parte della Banca centrale europea con effetti sui titoli di Stato italiani. Il rendimento del BTp decennale, infatti, resta sotto l'1,5%.

Milano e Madrid al top (+10,9%) da inizio giugno

Allargando lo sguardo all’intera settimana (cioè dal 1 al 5 giugno) si vede come le Borse di Milano e Madrid – cioè quelle che avevano perso più terreno dall’esplosione della pandemia – siano le due piazze finanziarie che hanno recuperato di più: il Ftse Mib registra una performance settimanale del +10,94% a pari merito proprio con l’indice Ibex35 spagnolo. Un soffio più indietro ci sono il Dax di Francoforte (+10,88%) e il Cac parigino (+10,7%). E tutte le big vanno meglio della media europea, visto che l’Eurostoxx 600 si ferma a +7,12%. L’unica eccezione è Londra, che segna un guadagno settimanale del 6,71%.
La classifica, però, si inverte se si vedono i trend dei listini da inizio anno (cioè includendo la cavalcata di gennaio e il tonfo seguito allo scoppio del Covid-19). Chi ha recuperato più terreno è la Borsa tedesca, a cui manca solo il 3,03% per andare in pari rispetto all’inizio del 2020. Milano in questa speciale classifica resta in fondo (-14,12%), peggio fa solo Madrid (-17,56%).

A Milano brillano le banche, sprint di Ferragamo

Tornando alla seduta del 5 giugno, a Piazza Affari i riflettori sono rimasti puntati per tutta la seduta sui bancari, saliti in testa al segmento principale: Banco Bpm si è confermata in prima fila dopo aver rafforzato la sua presenza nella società di gestione del risparmio Anima, ma hanno brillato anche Intesa Sanpaolo e Bper. Nel lusso, ha sfiorato un rialzo finale a due cifre il titolo di Salvatore Ferragamo, che a stretto giro dovrà salutare il Ftse Mib. Recupera terreno Fca con la controllante Exor penalizzate di recente insieme a tutto il comparto dell'automotive in Europa dalle tensioni Usa-Cina (che ora sembrano rientrate). Exploit fuori dal Ftse Mib per Banca Profilo dopo la notizia che l'azionista di maggioranza Sator, controllato da Matteo Arpe, prepara l'uscita dall'istituto in cui era entrato nel 2009. In luce i titoli petroliferi, Eni e Saipem in particolare, grazie all'intesa raggiunta da parte dei Paesi Opec sulla produzione di greggio che ha riportato al rialzo le quotazioni del barile di "oro nero",

In Usa crescono (a sorpresa) i posti di lavoro

A maggio l’economia americana a sorpresa ha aggiunto oltre 2,5 milioni di posti di lavoro ed il tasso di disoccupazione è sceso dal 14,7% al 13,3%. Stando al dipartimento del Lavoro, negli Stati Uniti, il mese scorso sono stati creati 2,509 milioni posti di lavoro, mentre gli analisti attendevano un calo di 8,33 milioni di posti. La disoccupazione è diminuita al 13,3% dal 14,7%; le attese erano per un rialzo al 19,5%.

Opec trova l'intesa su tagli alla produzione di greggio

Superate le distanze, i Paesi dell'Opec+ hanno raggiunto un accordo per estendere i tagli record alla produzione di petrolio fino a luglio. Lo riferiscono fonti finanziarie. L'alleanza dell'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e alcuni Paesi guidati da Arabia Saudita e Russia, infatti, ad aprile ha deciso di ridurre la produzione di 9,7 milioni di barili al giorno. L'accordo, dopo il drastico calo dei prezzi e un forte calo della domanda mondiale di petrolio a causa dalla pandemia di Covid-19, prevedeva che i cordoli iniziassero ad allentarsi alla fine di giugno. Ora, l'Opec Plus avrebbe deciso di estendere i tagli alla produzione di un mese in una riunione virtuale fissata per sabato. Il nuovo accordo segue l'impegno dell'Iraq e Nigeria di migliorare la sua aderenza ai paletti di produzione. Il Brent agosto è tornato sopra i 41 dollari al barile, il Wti luglio tratta sopra i 38 dollari al barile.

Spread chiude in calo a 172 punti

Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund che consolida il rally iniziato ieri dopo l'annuncio del massiccio aumento del piano di sostegno della Bce, il Pepp, il piano pandemico di acquisto di titoli. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund di pari durata ha terminato la seduta a 172 punti base, in sensibile calo rispetto ai 178 punti base di ieri (194 il finale di mercoledì), aggiornando i minimi dalla fine di marzo. Stabile il rendimento del BTp decennale benchmark che in chiusura è indicato all'1,46%, invariato rispetto al finale di ieri.

Il dollaro si è invece rafforzato, risollevandosi dai minimi da marzo toccati in precedenza, dopo il dato migliore delle stime sull'occupazione americana in maggio. Il biglietto verde, che era scivolato al punto più basso dall'11 marzo, ha recuperato terreno sulle principali valute, con il dollar index che sale dello 0,3%. Verso fine seduta, la moneta unica, che aveva provato a testare la soglia degli 1,14 dollari, è tornata sotto quota 1,13 e passa di mano a 1,129 (1,132 dollari in avvio e 1,1321 alla chiusura del 4 giugno), mentre il biglietto verde vale 109,61 yen (109,34 all'apertura e 108,91 alla vigilia).

Lane (Bce) difende raddoppio Qe pandemico

Due fattori, ha spiegato il capoeconomista della Bce Philip Lane spiegando l'incremento del programma di acquisto titoli della Bce, hanno determinato ieri l'adozione di nuove misure. In primo luogo, «senza una risposta di politica monetaria sufficiente, lo shock negativo al percorso dell'inflazione provocato dalla pandemia può diventare una minaccia per la stabilità dei prezzi a medio termine». Le condizioni finanziarie per l'intera area dell'euro, scrive il capoeconomista Bce, sono oggi significativamente più strette rispetto al periodo pre-pandemico in un momento in cui l'outlook delle attività economiche e dell'inflazione richiedono invece condizioni finanziarie più favorevoli. In secondo luogo, «sebbene le condizioni dei mercati finanziari si siano sostanzialmente stabilizzate dall'annuncio del Pepp, la situazione rimane fragile. Questa fragilità sottolinea la perdurante necessità che la banca centrale usi tutta la sua flessibilità ed eserciti una funzione di stabilizzazione del mercato nella misura necessaria».

(Il Sole 24 Ore - Radiocor)

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