La giornata dei mercati

Borse, prosegue il rally con calo rendimenti e gas a 160 euro. Milano chiude a +3,4%

Gli indici danno seguito al rimbalzo della vigilia. Corre il Nasdaq. Petrolio in rialzo in attesa dell'Opec+. L'euro punta alla parità sul dollaro

di Chiara Di Cristofaro e Paolo Paronetto

La Borsa, gli indici del 4 ottobre 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Prosegue il rimbalzo sull'azionario globale, con i rendimenti dei bond in calo e il dollaro che ritraccia. L'euro torna a puntare verso la parità col biglietto verde mentre il prezzo del gas scende a 160 euro al MWh. L'inizio dell'ultimo trimestre dell'anno si apre all'insegna delle ricoperture, dopo 9 mesi di passione, con le speranze su un ammorbidimento delle politiche monetarie restrittive negli Stati Uniti. Le Borse europee archiviano la seduta tutte in rialzo, corre anche Wall Street, che continua il rally e chiude in forte rialzo: il Dow Jones guadagna il 2,80% a 30.316,98 punti, il Nasdaq avanza del 3,34% a 11.176,41 punti e lo S&P 500 registra un +3,06% a 3791,05 punti.

Focus sulle banche centrali: saranno meno aggressive?

Se il dietrofront del governo inglese su alcuni punti del maxi piano fiscale e i dati peggiori delle attese, con possibili effetti sulla Federal Reserve, sono alla base del recupero dei listini, la decisione della banca centrale australiana di alzare i tassi solo di 25 punti base sta alimentando la scommessa degli investitori su un approccio meno aggressivo delle banche centrali globali a causa del rischio di recessione dell'economia.

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Gli acquisti sull'azionario sono trasversali ma premiano in primis tecnologici, auto, retailer e viaggi. Forti rialzi quindi per gli indici europei FTSE MIB di Milano, CAC 40 di Parigi, DAX 40 di Francoforte, IBEX 35 di Madrid, FT-SE 100 di Londra e AEX di Amsterdam).

Mercato lavoro Usa sotto riflettori, deludono ordini industria

Dopo il «settembre nero» gli analisti segnalano condizioni di «ipervenduto» sui listini, ma appaiono piuttosto prudenti sulle possibilità che il recupero possa confermarsi nelle prossime sedute. Molto dipenderà dai dati macroeconomici che saranno pubblicati nei giorni a venire, e in quest senso l’attenzione pare tutta puntata sul mercato del lavoro americano in programma come sempre il primo venerdì del mese.

Intanto, dopo il dato deludente sul settore manifatturiero Usa, che ha fatto scattare gli acquisti sulle prospettive di una Fed meno aggressiva, nel mercato del lavoro americano il numero di offerte di posti di lavoro in agosto è sceso a 10,1 milioni, dagli 11,2 milioni del mese precedente. Sotto le attese i numeri sugli ordini alle fabbriche statunitensi, sempre in agosto, rimasti invariati a 548,4 miliardi di dollari, contro attese per un rialzo dello 0,3%.

A Milano focus su Generali, bene lusso e auto

A Piazza Affari, in prima linea Moncler, con il comparto lusso sotto i riflettori in tutta Europa, dopo la frenata delle ultime sedute. Ben comprate le Stmicroelectronics, con il balzo dei tecnologici in scia al Nasdaq, Finecobank e le auto (Stellantis e Pirelli & C), dopo i dati parziali sulle immatricolazioni che hanno dato qualche segnale di ripresa. A Milano resta poi il focus sulle strategie di Generali sulla controllata del risparmio gestito Banca Generali. Questo mentre stanno per entrare nel vivo due operazioni attese da mesi: l'opa di Edizione e Blackstone su Atlantia che avrà inizio il 10 ottobre dopo aver ottenuto il via libera da Consob alla pubblicazione del documento di offerta, e l'aumento di capitale di Banca Mps dopo l'ok di Bruxelles alla revisione degli impegni tra l'Italia e l'Ue funzionale alla sottoscrizione della ricapitalizzazione da parte del Tesoro.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread poco mosso a 232 punti, rendimento al 4,2%

Recupero per il mondo obbligazionario, dove si è assistito a una brusca frenata dei rendimenti sovrani. Il Treasury Usa decennale è sceso sotto il 3,6% e il Bund è finito di nuovo sotto alla soglia dell'1,9%. Seduta interlocutoria per lo spread tra BTp e Bund dopo il forte ripiegamento della vigilia legato alla discesa dei rendimenti dei bond dell'Eurozona sulle attese di una possibile frenata nella serie di rialzi dei tassi da parte della Bce. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco è indicato a 232 punti base dai 231 punti base della chiusura di ieri (240 punti era il finale di venerdi'). Poco mosso il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 4,20%, stabile rispetto al closing di lunedì 3 ottobre.

Il dollaro ritraccia. Euro punta alla parità, risale la sterlina

Sul mercato valutario, il dollaro prosegue la discesa dai massimi della scorsa settimana e ridà fiato alle altre valute. In progressiva risalita la sterlina tornata sui livelli precedenti l'annuncio del piano Truss sui tagli fiscali: il dietrofront del Governo ha contribuito a riportare il cambio sterlina/dollaro in area 1,14. In deciso recupero anche l'euro che ha toccato un massimo intraday a 0,9935 sul biglietto verde, all'indomani dei dati sull'Ism manifatturiero Usa. Il numero uno della Fed di New York, John Williams, ha comunque affermato che l'istituto ha ancora un lavoro significativo da fare sui tassi visto che i livelli attuali non stanno frenando la crescita dell'economia.

Petrolio in rialzo a vigilia Opec+, in calo prezzi del gas

Petrolio ancora in rialzo alla vigilia delle decisioni dei Paesi Opec+ su un taglio alla produzione. Il cartello dei Paesi produttori si incontrerà mercoledì 5 ottobre per la riunione mensile, un incontro che si terrà a Vienna in presenza per la prima volta dal 2020. Le attese sono per una riduzione dei target della produzione di 1 mln di barili al giorno anche se alcune indiscrezioni di Bloomberg parlano di un maxi taglio da 2 mln. «Un taglio da 1 mln di barili, se realizzato, segnalerebbe senza alcun dubbio al mercato la determinazione del cartello di sostenere i prezzi del petrolio», dicono gli analisti di Unicredit. I prezzi potrebbero quindi salire, in risposta alla decisione, come del resto stanno già facendo, anche se la produzione complessiva calerebbe meno di quanto annunciato.

Sul fronte energetico, il clima mite e lo stato rassicurante delle riserve hanno allentato i timori sulle forniture di gas naturale, spingendo il prezzo del contratto per novembre sulla piattaforma Ttf di Amsterdam fino a un minimo sotto quota 160 euro per megawattora.


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