ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Europa e Wall Street chiudono in rosso, Milano si salva con i finanziari

Per gli investitori il rimbalzo di martedì è stato troppo ottimistico. Pesano anche situazione in Cina e conflitto in Ucraina. Euro torna sopra 1,05 $, greggio in rialzo

di Flavia Carletti

Aggiornato alle 22:03

La Borsa, gli indici del 19 maggio 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura in rosso per le Borse europee, con Milano che limita i danni grazie soprattutto ai titoli finanziari. In serata, indici negativi anche a Wall Street.

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso quasi piatto (-0,09%), quando a Francoforte il Dax40 ha perso lo 0,9% e a Parigi il Cac40 l'1,26 per cento. I listini sono stati frenati dai primi segnali di un impatto della crescita dell'inflazione sui conti delle aziende soprattutto negli Stati Uniti. Gli investitori hanno scelto quindi un atteggiamento prudente, monitorando le mosse delle banche centrali, gli impatti dei lockdown in Asia e l'andamento della guerra in Ucraina. La nuova tornata di macro arrivata oggi dagli Stati Uniti ha contribuito al clima di cautela. Per altro, anche il Fmi ha indicato che inflazione e guerra pesano sull'economia italiana, attesa in rallentamento per quest'anno e il prossimo (il Pil sarà interno al 2,5% nel 2022 e all'1,75% nel 2023, con l'inflazione che dovrebbe raggiungere il picco del 5,5% nel corso dell'anno).

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Wall Street negativa, in rialzo richieste sussidi

Andamento contrastato per Wall Street, all'indomani di una seduta in cui l'S&P 500 ha accusato la flessione giornaliera più consistente dal giugno 2020 appesantito dai colossi della grande distribuzione (Target -25%) i cui risultati di bilancio fanno temere per la tenuta dei consumi a fronte dell'aumento dei prezzi. Dopo una seduta in altalena Wall Street chiude negativa, con il Dow Jones che perde lo 0,75%, il Nasdaq che cede lo 0,26% e lo S&P 500 che lascia sul terreno lo 0,51%.

Cautela nell'accoglienza delle nuove indicazioni arrivate sul fronte macroeconomico: le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono salite di 21.000 unità a 218.000, un dato peggiore delle stime, e l'indice manifatturiero della Fed di Filadelfia è crollato a 2,6 punti, anche in questo caso sotto le previsioni. Inoltre, il superindice dell'economia statunitense (LEI), redatto dal gruppo di ricerca privato Conference Board, è calato ad aprile per la seconda volta dall'inizio dell'anno. Lo scorso mese è diminuito dello 0,3% a 119,2 punti, con attese per un dato invariato, dopo il +0,1% di marzo. In calo anche le vendite di case esistenti: -2,4% ad aprile rispetto al mese precedente a un tasso annualizzato di 5,61 milioni di unità, contro stime per un dato in calo a 5,64 milioni di unità. Si è trattato del terzo calo mensile consecutivo.

A Milano bene Banco Bpm e Unicredit, male Amplifon

A Piazza Affari, il Ftse Mib è riuscito a chiudere sopra i minimi di giornata grazie alle buone performance di alcuni titoli finanziari, del petrolio e farmaceutici. Tra i migliori Banco Bpm (+2,17%) con Unicredit (+1,35%), al centro dell'attenzione anche per possibili operazioni di M&A, che secondo gli analisti saranno tuttavia fattibili solo dopo la fine della guerra in Ucraina e la valutazione dei suoi impatti indiretti. Bene anche Generali (+0,56%) che però ha frenato sul finale rispetto ai massimi, dopo conti trimestrali superiori alle attese. Hanno chiuso in testa al Ftse Mib Diasorin (+2,25%) e Prysmian (+2,03%). Tra i finanziari, seduta positiva anche per Finecobank (+1,43), Banca Generali (+0,74%) e Banca Mediolanum (+0,51%). Andamento contrastato per gli altri bancari: Bper +0,63%, Intesa Sanpaolo -0,12% e Mediobanca -1,03 per cento. Seduta di forti acquisti per Saipem +2,18%, che si è mossa in controtendenza rispetto agli altri titoli del comparto. Tenaris ha chiuso in coda al segmento principale (-2,58%), quando Eni è scivolata dello 0,33%. In una giornata di generale debolezza per molti titoli dei settori energia e utility ha retto Snam (+0,26%). Le quotazioni, hanno spiegato dalle sale operative, hanno beneficiato della presentazione degli obiettivi del piano europeo RePowerEu, che prevedono ulteriori tagli di consumi di gas fossile entro il 2030. Dall'altro lato i 300 miliardi di investimenti per la sua sostituzione includono la crescita del biometano e la produzione di idrogeno. Se da un lato, secondo gli analisti di Equita, «la riduzione significativa e accelerata dei consumi di metano è negativa, per il minor utilizzo della rete esistente», dall'altro «ci sono diversi elementi positivi per Snam». È stata una seduta debole, invece, per Amplifon -2,98%, peggior titolo del Ftse Mib, Campari -2,10%, Cnh Industrial -1,9%% e Iveco Group -1,56 per cento.

Spread in rialzo a 195 punti ma rendimento scende a 2,89%

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 195 punti base dai 192 punti registrati al closing ieri. Si segnala in calo, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 2,89% dal 2,94% del finale della vigilia.

BTp, a marzo tornano acquisti esteri, saldo positivo 8,2 mld

Sono tornati a crescere a marzo gli investimenti esteri in BTp: si tratta, secondo i dati resi noti oggi da Bankitalia nell'ambito della bilancia dei pagamenti, del primo saldo positivo da 7 mesi a questa parte. Nel dettaglio, a marzo, il saldo è stato positivo per 8,2 miliardi di euro a fronte dei disinvestimenti per circa 6 miliardi di euro registrati nel mese precedente. L'ultimo saldo positivo per gli acquisti di BTp dall'estero risaliva a luglio 2021. Più in generale Bankitalia segnala che gli investitori esteri hanno acquistato titoli di portafoglio italiani per 4,4 miliardi mentre gli investimenti diretti esteri in Italia sono stati pari a 1,7 miliardi.

Euro recupera quota 1,05 dollari, petrolio in rialzo

Sul mercato dei cambi, l'euro ha riconquistato la soglia di 1,05 dollari e passa di mano a 1,0591 dollari (1,0467 in avvio e 1,0494 ieri in chiusura). La moneta unica vale anche 134,919 yen (134,44 e 134,63), mentre il rapporto dollaro/yen è a 127,387 (128,43 e 128,27). In chiusura dei mercati europei è in leggero rialzo il prezzo del greggio dopo una seduta volatile: il contratto consegna Luglio sul Brent sale dello 0,75% a 109,93 dollari al barile e quello di pari scadenza sul Wti (ormai il più scambiato rispetto a quello consegna Giugno) dello 0,52% a 107,6 dollari al barile.


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