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Borse in calo dall’Europa a Wall Street. Giù gas e petrolio

Occhi puntati sulla Fed, che la settimana prossima dovrebbe alzare i tassi di 75 (o più) punti base. Tengono le banche, a Milano Mps sono i riflettori nel giorno dell'assemblea. Euro sulla parità col dollaro

di Chiara Di Cristofaro

Aggiornato alle 22.07

La Borsa, gli indici del 15 settembre 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee chiudono in calo un'altra seduta nervosa e volatile, con il tono peggiorato nella seconda parte della giornata insieme a Wall Street, che ha confermato la tendenza generale: Dow Jones -0,56%, Nasdaq -1,43% e S&P 500 -1,13%.

I dati americani hanno mostrato un'economia resiliente e hanno rafforzano le attese per una Fed aggressiva nel contrasto all'inflazione. Non è bastato quindi all'Europa il buon andamento del comparto bancario, che beneficia della prospettiva di nuove strette sui tassi, a tenere a galla i listini. E' sempre la politica monetaria, insieme alla crisi energetica, a essere il principale tema al centro dell'attenzione degli investitori. Dopo il balzo inatteso dell’inflazione americana, ormai il mercato sconta al 100% un rialzo di 75 punti base e al 37% uno da 100 punti base, un intero punto percentuale, da parte della Federal Reserve, che si riunisce la settimana prossima.

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Nettamente peggiorato quindi nella seconda parte della giornata il tono sui listini del Vecchio Continente rispetto alla mattinata, dopo il crollo di martedì (con i listini americani scesi come non facevano in un’unica giornata dal 2020) e il tentativo di rimbalzo, non riuscito, di mercoledì. Così segnano il passo il FTSE MIB di Milano, il CAC 40 di Parigi, il DAX 30 di Francoforte, l'IBEX 35 di Madrid, il FT-SE 100 di Londra e l'AEX di Amsterdam.

Wall Street in rosso, pesante il Nasdaq

Intanto, anche Wall Street è in rosso, con i tech che trascinano al ribasso il Nasdaq. Lawrence Summers - ex segretario al Tesoro - ha dichiarato che la Federal Reserve dovrebbe alzare i tassi d'interesse, la prossima settimana, di un punto percentuale, ipotesi ormai presa in considerazione dagli analisti, che comunque continuano a ritenere più probabile il terzo aumento consecutivo di 75 punti base. Secondo il capo economista negli Stati Uniti di JpMorgan Chase, Michael Feroli, è improbabile che la Fed decida di alzare i tassi d'interesse di un punto percentuale. Ray Dalio, fondatore della società di gestione degli investimenti Bridgewater Associates, ha detto che l'inflazione costringerà la Fed ad alzare i tassi fino al 4,5%-6% (ora sono al 2,25%-2,50%) e ha avvertito che, anche se si restasse nella parte bassa della forchetta, ci sarebbe un calo di circa il 20% sul mercato azionario.

Sul fronte macro, sono risultati migliori delle attese i numeri sulle vendite al dettaglio negli Usa in agosto, salite dello 0,3%, anche se il dato di luglio è stato rivisto al ribasso. Bene anche i sussidi alla disoccupazione, diminuiti di 5.000 unità a 213.000, ai minimi dalla fine di maggio. Si è trattato del quinto ribasso consecutivo. Ad agosto, poi, i prezzi all'importazione sono diminuiti dell'1% rispetto al mese precedente, secondo quanto comunicato dal dipartimento del Lavoro, a ulteriore conferma del rallentamento dell'inflazione; le attese erano per un calo dell'1,2%. Ancora, l'indice Empire State - che misura l'andamento dell'attività manifatturiera nell'area di New York - ha fatto segnare un altro dato negativo, il quarto negli ultimi cinque mesi, ma migliore delle attese mentre a settembre, le condizioni del settore manifatturiero nell'area di Philadelphia sono peggiorate, tornando in territorio negativo

A Milano scatto di Inwit su risiko torri, tengono le banche

A Milano Inwit è scattata al rialzo con il settore europeo scaldato dalle ipotesi di M&A. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, Kkr e Global Infrastructure Partners sono tra i fondi di private equity che sarebbero interessati ad acquisire una quota nelle torri Vodafone. Anche la società di investimento svedese Eqt Ab, secondo le fonti che hanno chiesto di restare anonime, avrebbe esplorato un potenziale investimento in Vantage Towers, che è quotata a Francoforte.

Il FTSE MIB ha limitato le perdite anche grazie ai titoli del settore bancario, con Banco Bpm, Unicredit, Banca Pop Er e Intesa Sanpaolo tra le migliori. Rimanendo nel comparto finanziario, perdono invece quota le società specializzate nel risparmio gestito, con Banca Generali in calo, così come Azimut e Banca Mediolanum. Debole anche Telecom Italia, mentre nel resto del listino Banca Mps è sotto i riflettori nel giorno dell'assemblea che ha approvato il maxi aumento di capitale da 2,5 miliardi.

Petrolio in forte calo, scende il prezzo del gas

Sul fronte dell'energia, in forte calo il prezzo del petrolio. A pesare sono il dollaro forte e le aspettative di una domanda debole, soprattutto in Asia. La scorsa settimana, l'Arabia Saudita ha ridotto il prezzo per il greggio venduto in Asia, a dimostrazione delle difficoltà di Paesi importatori come il Giappone. Scende a 214 euro al MWh il prezzo del gas, dopo i rialzi della vigilia: «Tra le proposte della Commissione europea - sottolineano gli analisti di Mps Capital Services - non rientra per il momento il cap sui prezzi del gas. Sono invece previste limitazioni dei consumi e dei ricavi per le utility che producono elettricità a basso costo e contributi di solidarietà sugli extra profitti delle società attive nel settore dei combustibili fossili». Infine, la presidente Von der Leyen ha anche segnalato la volontà di creare un nuovo benchmark sul gas rispetto al Ttf, includendo anche i prezzi del Lng importato, visto che il Ttf non viene ritenuto efficiente.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread poco sotto 230 punti, rendimento decennale sopra 4%

Chiusura di seduta quasi stabile per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato europei. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco termina a 228 punti base, un punto in più rispetto al riferimento registrato al closing ieri. Sale invece il rendimento del BTp decennale benchmark, che torna a superare la soglia del 4%, attestandosi a 4,01%, rispetto al 3,96% dell'ultimo riferimento della vigilia.

Euro continua a oscillare sulla parità con il dollaro

Sul valutario, l'euro continua a muoversi in un range ristretto, intorno alla parità con il dollaro. «La moneta unica continua a scivolare senza crollare, rispetto al biglietto verde, nonostante l'aumento del tasso di 75 punti base all'inizio di questo mese e la crescente convinzione tra i trader, che la Bce ripeterà la mossa in ottobre. Lo scenario in Europa resta incerto, con una persistente crisi energetica che genera pessimismo sulle prospettive economiche della regione», commentano gli analisti di ActivTrades. Nel frattempo, dall'altra parte dell'Atlantico, la Federal Reserve «rimane fermamente impegnata a frenare l'inflazione e la sua determinazione potrebbe anche essere motivo per ulteriori rialzi, dopo il rilascio dei dati sull'inflazione statunitense all'inizio di questa settimana, che sono usciti più alti del previsto», aggiungono. In questo contesto, «potrebbero esserci margini per ulteriori guadagni in dollari in relazione alla moneta unica».

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