ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Venti di recessione su Borse e petrolio. Milano in fase Orso (-4,7% settimanale). Tonfo Wall Street

Il Ftse Mib è sceso del 20% rispetto ai massimi toccati a inizio anno ed entra in una fase ribassista prima delle elezioni di domenica. La valuta britannica affondata dal nuovo piano di taglio delle tasse. Spread BTp/Bund in rialzo a 233 punti base

di Flavia Carletti e Andrea Fontana

Aggiornato alle 22.06

La Borsa, gli indici del 23 settembre 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nella settimana in cui la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse di 75 punti base nel tentativo di frenare l'inflazione e ha tagliato le stime sulla crescita Usa per il 2022, le Borse europee chiudono con un bilancio in profondo rosso. E anche Wall Street chiude in calo. Il Dow Jones perde il 1,72% a 29.557,89 punti (ai minimi del 2022), il Nasdaq cede l’1,92% a 10.854,54 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,86% a 3.688.10 punti.

L'indice Stoxx 600 Europe ha perso il 4,4%, quando a Piazza Affari il Ftse Mib è sceso del 4,7% rispetto a venerdì scorso ed è entrato in fase Orso. Andamento negativo anche per il Dax40 di Francoforte (-3,6%), il Cac40 di Parigi (-4,8%), l'Ibex35 di Madrid (-5%), il Ftse100 di Londra (-3%) e l'Aex di Amsterdam (-3,8%).

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Nella settimana sono crollati gli indici della Borsa di Mosca, con il presidente russo Vladimir Putin che ha parlato di mobilitazione per far fronte alla guerra in Ucraina: l'indice Rts ha perso il 10,4% e il Moex il 14,1 per cento. Guardando ai settori, i più penalizzati in Europa dalle vendite sono stati: Immobiliare (-11,5%), Viaggi e divertimento (-8,5%) e Servizi Finanziari (-7,1%). Per quanto riguarda i titoli quotati a Piazza Affari, si è salvata Amplifon (+1,3%) con Unicredit (+0,8%) e Leonardo (+0,2%), quando le vendite hanno colpito soprattutto Diasorin (-9,7%), Recordati (-8,3%), Banca Generali (-8,2%), Tenaris (-8,1%) e Saipem (-8,1%).

La prossima settimana occhi puntati sui banchieri centrali

Gli interventi pubblici di diversi banchieri centrali e la lettura preliminare dell'inflazione europea per il mese di settembre saranno gli elementi in grado di orientare i mercati finanziari nella prossima ottava, ma la settimana non potrà non aprirsi guardando all'esito delle elezioni politiche italiane di domenica 25. Quanto alle indicazioni che verranno dai banchieri centrali, gli analisti di Mps suggeriscono attenzione soprattutto all'intervento del presidente della Fed di St.Louis James Bullard, viste le sue posizioni fortemente aggressive in materia di tassi, mentre dal presidente Jerome Powell, che parteciperà martedì a un panel sulle valute digitali, non dovrebbero arrivare spunti di politica monetaria. Per l'eurozona occhi puntati soprattutto al discorso della presidente della Bce Christine Lagarde al Parlamento europeo in calendario lunedì 26, ma saranno diversi gli interventi in chiave Bce nel corso della settimana.

Venerdì di vendite per le Borse europee

I timori per l'andamento dell'economia mondiale si abbattono sulle Borse europee e più in generale sui mercati finanziari originando una caduta dei titoli obbligazionari, flessioni del 2-3% per gli indici azionari, forte contrazione dei prezzi delle materie prime e corsa al dollaro come asset rifugio. Dopo la stretta a ripetizone sui tassi da parte delle banche centrali, che ha segnato le ultime sedute, sono arrivati gli indici Pmi a certificare l'ulteriore contrazione dell'attività economica dell'Eurozona nel mese di settembre. Dall'altra parte dell'Atlantico le previsioni della Fed hanno già praticamente azzerato la crescita del Pil Usa per il 2022 (0,2% la nuova stima) e gruppi di ricerca privati come il Conference Board vedono una recessione in arrivo nei prossimi trimestri. Piazza Affari ha chiuso le contrattazioni in calo del 3,36% nell'indice Ftse Mib ed è stata la peggiore di giornata alla vigilia delle elezioni politiche di domenica 25 settembre, mentre Madrid e Amsterdam hanno ceduto oltre il 2,5%, quando Francoforte ha perso il 2% e Parigi il 2,3 per cento. Con la performance odierna l'azionario europeo (indice Stoxx600) e anche Milano sono entrati nel cosiddetto "Orso" essendo arretrati di oltre il 20% rispetto ai picchi di inizio 2022. Seduta pesante anche per Londra (-2,5%) mentre la sterlina è precipitata ai minimi dal 1985 sul dollaro e il rendimento dei titoli di Stato Uk è salito oltre l 3,8% dopo il maxipiano fiscale varato dal governo di Liz Truss per stimolare l'economia.

Milano a picco prima del voto di domenica

Il Ftse Mib è tornato a quota 21mila punti con cali significativi per petroliferi e difesa (-8,31% Tenaris, -4,74% Eni e -6% Leonardo) che si erano ben comportati nella prima parte della settimana. Tra gli industriali i più penalizzati sono stati Iveco Group (-4,9%), Stellantis (-4,04%) e Prysmian (-4,17%), pressione anche sulle banche con Intesa Sanpaolo e Banco Bpm che hanno ceduto oltre il 4% mentre è salita la pressione sui BTp (4,36% il rendimento del decennale). Per gli analisti di Unicredit, l'affermazione del centrodestra alle elezioni politiche italiane è già prezzata negli attuali livelli dei BTp mentre una vittoria schiacciante, con oltre due terzi dei seggi, metterebbe ulteriore pressione allo spread facendogli testare i recenti picchi.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread in rialzo a 233 punti aspettando le elezioni

Chiusura in deciso rialzo per lo spread BTp/Bund in un contesto fortemente negativo per i titoli di Stato della Zona euro dopo la raffica di aumenti dei tassi decisi dalle principali banche centrali per arginare l'inflazione. I bond dei Paesi periferici della Zona euro hanno sotto-performato quelli della 'Core Europe' con la conseguenza che lo spread si è ampliato in modo più che proporzionale rispetto all'aumento dei rendimenti. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 233 punti base, in netto aumento rispetto ai 221 punti dell'ultimo riferimento. In deciso aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 4,36%, lievemente sopra il 4,35% segnato ad ottobre 2013 (4,19% il closing di ieri).

Euro ai minimi da 20 anni sul dollaro, petrolio giù

Vendite consistenti sul petrolio in calo del 5% circa: a Londra il Brent novembre è tornato a 86 dollari al barile, a New York il Wti novembre è sceso a 78,7 dollari al barile. Giù anche il gas naturale in Europa a 180,5 euro al megawattora (-3,7%). Euro in calo di oltre l'1% sulla moneta Usa a 0,97239 dollari, ai minimi da 20 anni.

Sterlina ai minimi dal 1985 sul dollaro

I segnali di recessione nel Regno Unito portano la sterlina a registrare i valori minimi nei confronti del dollaro da 37 anni. La sterlina è scesa anche sotto quota 1,10 dollari, soglia mai toccata dai primi mesi del 1985. Il tonfo della moneta britannica, che perde il 3% rispetto al biglietto americano, è stato innescato dal nuovo programma di misure fiscali contro l'inflazione voluto dal governo di Liz Truss che, tra la recessione alle porte e il timore dell'impatto sui conti pubblici, sta facendo anche scivolare i titoli di Stato inglesi: i Gilt a 10 anni hanno un rendimento del 3,84% ai massimi dal 2011. Euro recupera l'1,8% sulla sterlina a 0,89 pound per un euro.


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