ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Powell conferma la linea dura contro l’inflazione e spaventa le Borse, Milano -2,5%. Gas record sfiora 340 euro

La Fed tira dritto nella lotta contro la corsa dei prezzi e manda ko i listini. Vendite sui bond dell'Eurozona. I titoli di Stato italiani tra i più colpiti. Non si arresta la corsa del gas che straccia il precedente record. Per Piazza Affari bilancio settimanale -2,8%

di Enrico Miele

Aggiornato alle 19:35

La Borsa, gli indici del 26 agosto 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La Fed tira dritto nella sua lotta contro l’inflazione e manda ko le Borse nella seduta del 26 agosto, dall’Europa a Wall Street (dove il Dow Jones perde il 3,03% a 32.282,80 punti, il Nasdaq cede il 3,94% a 12.141,71 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,17% a 4.057,74 punti). Dopo giorni di attesa, infatti, da Jackson Hole il numero uno Jerome Powell ha chiarito che la Banca centrale Usa userà «vigorosamente» tutti gli strumenti a sua disposizione per frenare la corsa dei prezzi, anche se – è la sua previsione – ci saranno «alcune sofferenze» per economia. Un modo chiaro per dire come la Federal Reserve ora metta in conto una possibile recessione negli Stati Uniti in seguito alla stretta monetaria. Da qui la reazione dei mercati che, pur attendendosi un messaggio aggressivo da parte della Fed, sono rimasti spiazzati dalla durezza dei toni, peggiorando sul finale di seduta. A farne le spese, più delle altre, è la Borsa di Milano con il FTSE MIB in "profondo rosso", mentre le parole di Powell sui tassi amplificano le vendite sui bond dell'Eurozona. E i titoli di Stato italiani risultano tra i più colpiti con la conseguenza che lo spread col Bund si allarga fino a 229 punti base (dai 223 della vigilia). E questo mentre sul fronte energetico non si arresta la corsa del gas che straccia il precedente record di chiusura e ad Amsterdam, mercato di riferimento per l'Europa, verso la fine delle contrattazioni tocca il nuovo massimo storico a 339 euro al MWh, per poi ripiegare di qualche punto su quota 337 euro.

Settimana di tensione tra gas e Powell, bilancio Milano -2,8%

Tirando le somme, si è trattato di una settimana amara per le Borse europee, piegate dalla corsa record del gas e dalle politiche monetarie delle Banche centrali per cercare di frenare l’inflazione, con i venti di recessione che ormai spirano sempre più forte, dagli Usa alla Germania. Nell’ottava che si è appena conclusa (22-26 agosto), il Ftse Mib di Milano ha registrato un passivo finale del 2,8%, ma peggio hanno fatto Francoforte (-4,2%), Parigi (-3,4%) e Madrid (-3,3%). La perdita più contenuta è invece quella di Londra (-1,6%). Tra i titoli a maggiore capitalizzazione, a Piazza Affari nel bilancio settimanale brillano i petroliferi con Tenaris (+7,3%) ed Eni (+4,6%, il titolo migliore di tutto l’Euro Stoxx 50). Sul fronte opposto, le peggiori sono Iveco (-10%), Amplifon (-9,2%) e Nexi (-9%).

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Listini Usa in profondo rosso, inflazione "core" a +6,3%

Tornando alla seduta del 26 agosto, invece, ha perso nettamente terreno anche Wall Street dopo i commenti di Jerome Powell, con gli osservatori convinti che la Banca centrale statunitense manterrà, anche a settembre, un approccio aggressivo contro l'inflazione. Intanto, sul fronte macro, l'inflazione negli Stati Uniti resta a livelli alti, ma a luglio il dato 'core', il più seguito, è leggermente sceso rispetto a giugno. La misura preferita dalla Fed per calcolarla, il dato Pce (personal consumption expenditures price index), è calata dello 0,1% rispetto al mese precedente ed è cresciuta del 6,3% rispetto a un anno prima, contro attese per un +1% e un +6,8%, dopo il +6,8% del mese precedente. La componente "core" del dato, depurata dagli elementi volatili, è cresciuta dello 0,1% rispetto al mese precedente, contro stime per un +0,2%, e del 4,6% rispetto a un anno prima, contro attese per un +4,7%, dopo il +4,8% di giugno.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Sul Ftse Mib perdono terreno tutte le big, si salva Tim

Sul Ftse Mib, nella seduta del 26 agosto, perdono così terreno tutti i titoli a eccezione di Telecom Italia dopo la firma per la realizzazione del cloud di Stato. Pioggia di vendite, invece, su Amplifon, Nexi e Moncler. Deboli anche banche e assicurazioni. Mentre il rialzo dei prezzi del gas continua a tenere banco, anche sul fronte politico, diventando uno dei temi caldi della campagna elettorale per le prossime elezioni, le utility restano osservate speciali in Borsa (Italgas, Snam Rete Gas, Hera, A2a, Enel e Terna). Per altro, come riporta Il Sole 24 Ore, la volatilità dei prezzi alimenta in misura esponenziale i problemi di approvvigionamento delle imprese e le aziende fornitrici di gas non faranno, nelle prossime settimane, nuovi contratti alle aziende che non siano quelle storicamente rifornite.

BTp: recupera dai minimi nel finale, spread a 229 punti

I titoli di Stato scambiati sul secondario telematico Mts chiudono la seduta in lieve recupero dai minimi di giornata, toccati dopo le parole del presidente della Fed Powell, con lo spread che si allarga comunque rispetto al livello della vigilia del 25 agosto. Nel finale, il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 229 punti base (223 al closing di giovedì e 224 punti stamani in avvio). Le parole del presidente della Fed hanno deluso le aspettative di chi sperava in un approccio più "soft" della politica monetaria Usa che invece manterrà l'attuale orientamento restrittivo fino a quando non avrà riportato le aspettative di inflazione verso il livello desiderato. Tutti i titoli di Stato dell'eurozona sono arretrati nel corso della seduta con conseguente rialzo dei rendimenti. Il rendimento dei decennali italiani nel pomeriggio è arrivato a toccare il massimo da due mesi al 3,75% (3,55% al closing di giovedì) per poi ripiegare, una volta smaltito l'effetto delle parole di Powell al simposio di Jackson Hole, e chiudere al 3,68 per cento.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Il prezzo del gas segna nuovo record a 339 euro

Non accenna a finire la corsa dei prezzi del gas che fa segnare un nuovo record. Alla borsa di Amsterdam il metano con consegna a ottobre è arrivato a toccare un nuovo massimo intraday di 339 euro a megawattora prima di riscendere leggermente a 331 euro. Ancora più in alto il contratto con consegna a novembre che al momento scambia a 348 euro. Questo mentre si discute di interventi per calmierare i prezzi, le multiutility pensano di bloccare i nuovi contratti e anche il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, è tornato a chiedere un intervento del Governo e maggiori sforzi per arrivare a fissare un tetto ai prezzi. Nell'ultima seduta della settimana, i contratti sono arrivati a cedere quasi il 10% a un minimo di 283 euro al megawattora, salvo poi risalire a 339 euro, non distante dal top di 345 euro del 7 marzo. Per fare un paragone a fine agosto 2021 il gas naturale scambiato ad Amsterdam valeva 27,28 euro.

Accordo Usa-Cina per audit società cinesi a Wall Street

Gli Stati Uniti e la Cina, nel frattempo, hanno raggiunto un accordo preliminare che permetterebbe ai revisori statunitensi di andare a Hong Kong per controllare la gestione aziendale delle società cinesi quotate a New York. Dopo le anticipazioni di ieri del Wall Street Journal, è arrivata la conferma ufficiale dalle parti in causa. Oltre 200 aziende cinesi sono quotate negli Stati Uniti e rischiano di essere escluse dai mercati all'inizio del 2024, se i loro registri risulteranno non controllati dalle autorità statunitensi per tre anni consecutivi. Circa 160 società, tra cui Alibaba Group Holding Ltd., JD.com e Baidu Inc., sono finora considerate inadempienti con l'Holding Foreign Companies Accountable Act, una legge entrata in vigore lo scorso anno. Per anni, le autorità di Pechino hanno respinto la possibilità di permettere l'audit delle società cinesi, in nome della sicurezza nazionale. Da quando è entrata in vigore la legge citata, Pechino si è dimostrata disponibile a trovare un accordo con gli Stati Uniti. L'arrivo degli ispettori statunitensi a Hong Kong potrebbe essere possibile già intorno alla metà di settembre.

Petrolio in ribasso, euro ritrova la parità con il dollaro

Intanto, il petrolio è in ribasso: i future del Wti ottobre segnano -0,5% a 93,77 dollari al barile, quelli del Brent di pari scadenza -0,3% a 100,72 euro. Sul valutario l'euro oscilla attorno alla parità con il biglietto verde, a 1,001 dollari (0,9964 dollari e 0,9934 ieri in chiusura) e vale 137,105 yen (da 135,74). Il cambio dollaro/yen è a 136,912.

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