ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Le Borse in profondo rosso, Milano -2,3%. Powell lancia il «whatever it takes» su inflazione

Sul Ftse Mib forti vendite sulle banche, Cnh Industrial in controtendenza. L'euro scende ai minimi sulla sterlina dal referendum sulla Brexit di giugno 2016. Spread chiude in rialzo a 155 punti

di Stefania Arcudi e Paolo Paronetto

Aggiornato alle 22:12

La Borsa, gli indici del 3 marzo 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Tornano le vendite sulle Borse europee dopo il «mini-rialzo» del 2 marzo. I mercati continuano a osservare con preoccupazione gli sviluppi della guerra in Ucraina, mentre è in corso la seconda tornata di negoziati con la Russia, e le ricadute del conflitto sui prezzi delle materie prime, che alimentano un'inflazione che le Banche centrali già faticavano a controllare. Non hanno aiutato in questo senso le parole del presidente della Fed Jerome Powell, che nel secondo giorno di testimonianza al Congresso ha lanciato il suo «whatever it takes» sottolineando che l'istituto centrale farà «tutto il necessario per far abbassare l'inflazione».
Così gli indici hanno cambiato più volte direzione, per poi ampliare i ribassi, con il FTSE MIB di Milano che ha finito in calo di oltre 2 punti e sotto quota 24.000 punti, cosa che non succedeva dal 19 luglio 2021. Male anche il DAX 40 di Francoforte e il CAC 40 di Parigi, così come l'AEX di Amsterdam, il Ftse 100 di Londra e l'IBEX 35 di Madrid restano più indietro, con cali anche oltre 3 punti per la Borsa spagnola.
Gli investitori aspettano inoltre l'esito del nuovo round di negoziati tra Russia e Ucraina, in corso al confine tra Bielorussia e Polonia, mentre il prezzo del petrolio rallenta la corsa, pur rimanendo in rialzo, e il costo del gas è in aumento, dopo avere cambiato più volte direzione nel corso della seduta.

Wall Street gira in rosso con Powell su inflazione

Dopo un avvio brillante, nonostante la guerra in Ucraina, entrata nella seconda settimana, Wall Street ha girato in rosso per chiudere negativa con il Dow Jones -0,28% (a 33.794,96 punti), il Nasdaq -1,56% (a 13.537,94) e lo S&P 500 -0,52% (a 4.363,54 punti). Pesano le parole del presidente della Federal Reserve Jerome Powell che, dopo le rassicurazioni della vigilia, che avevano calmato i mercati, ha detto che la Fed "farà tutto quello che è necessario" per fare scendere l'inflazione. Alla vigilia aveva detto che proporrà un aumento dei tassi d'interesse di 25 punti base alla prossima riunione della Banca centrale, in programma tra due settimane, un aumento "appropriato", nonostante la guerra in Ucraina. L'impatto del conflitto sull'economia statunitense nel breve periodo, ha poi detto, è "molto incerto".

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In Usa produttività sotto le stime, bene richieste di sussidi

Nel quarto trimestre del 2021, la produttività negli Stati Uniti è aumentata poco meno delle attese, dopo il crollo record registrato nel terzo trimestre. Stando alla lettura finale del dato, l'indice ottenuto dividendo la produzione per il numero di ore lavorate è aumentato al tasso annualizzato del 6,6% rispetto ai tre mesi precedenti, contro attese per un +6,7% (confermato il dato preliminare). Invece, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 26 febbraio, è diminuito di 18.000 a 215.000, mentre le attese erano per un dato a 225.000.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Spread BTp/Bund chiude in rialzo a 155 punti

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005436693) e il pari durata tedesco si è attestato a 155 punti base dai 151 punti base dell'ultimo riferimento della vigilia. In rialzo anche il rendimento del BTp benchmark decennale, indicato a fine seduta all'1,59% dall'1,54% del closing precedente.

Andamento dello spread Btp / Bund
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A Piazza Affari, in calo Tim dopo i conti, male le banche

A Piazza Affari dopo non essere riuscite a lungo a far prezzo in avvio (per eccesso di ribasso) le azioni Telecom Italia hanno segnato un deciso calo, all’indomani dell’approvazione dei conti 2021 e del piano industriale da parte del consiglio di amministrazione. Leonardo, dopo un avvio in calo del 5%, è scambiata sui valori della vigilia. Deboli i titoli del comparto petrolifero, complice il rallentamento del prezzo del petrolio: il contratto consegna Aprile sul Wti è appena sopra i 110 dollari al barile e quello sul Brent del Mare del Nord scadenza Maggio si muove sotto i 113 dollari al barile. In discesa dunque Eni, Saipem e Tenaris. Male le principali banche italiane: Unicredit, Intesa Sanpaolo, con Banca Pop Er e Banco Bpm ancora più indietro. In controtendenza invece Cnh Industrial, mentre si salva Davide Campari.

Euro ai minimi dal 2016 sulla sterlina

Sul fronte dei cambi, l'euro ha toccato il minimo sulla sterlina dal giugno del 2016, ovvero quando è stato indetto il referendum sulla Brexit. L'euro, che risente della guerra in Ucraina e della sua dipendenza dal gas russo, quota oggi 0,8283 rispetto alla divisa inglese, in calo dello 0,15% rispetto alla chiusura di ieri dopo aver toccato un minimo di 0,8276, un livello che non si vedeva da cinque anni e mezzo. Inoltre, l’euro passa di mano a 1,1095 (ieri a 1,1091 dollari) e a 128,41 yen (128,259), mentre il rapporto dollaro/yen è a 115,71 (115,642).

Fitch e Moody's tagliano il rating della Russia a livello junk

Dopo l'invasione dell'Ucraina, le agenzie Fitch e Moody's hanno tagliato il rating sulla Russia, mettendo il Paese tra quelli che possono avere problemi a rimborsare il proprio debito. Moody's ha abbassato la sua valutazione sul debito di lungo termine della Russia da Baa3 a B3, indicando di mantenere alta l'attenzione alle sanzioni imposte al Paese dall'Occidente. Fitch ha tagliato il suo giudizio da BBB a B. Di fatto, il debito russo rientra così tra gli investimenti speculativi, con giudizi a livello "junk" (spazzatura).

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