ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse Ue poco mosse nella settimana della Bce. Amazon vola dopo i conti

Il Ftse Mib ha chiuso l'ottava con un +0,1 per cento. Venerdì spread in rialzo a 153 punti base. Petrolio ai massimi dal 2014 a 92 dollari al barile

di Flavia Carletti ed Eleonora Micheli

(DragonImages - stock.adobe.com)

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Febbraio è iniziato all’insegna della volatilità per le Borse europee. La performance dell’ultima settimana è stata contrastata: Londra ha vantato un progresso dello 0,67%, il migliore, nonostante la Bank of England abbia deciso di alzare allo 0,5% il costo del denaro. È inoltre salita, dello 0,39%, Amsterdam. Milano ha registrato un bilancio positivo per lo 0,14%, festeggiando la riconferma di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica, soluzione gradita agli investitori. Sono invece andate male le altre piazze continentali, con Parigi che ha perso lo 0,21%, Madrid lo 0,24% e Francoforte che ha accusato la performance peggiore, andando giù dell’1,43 per cento.

A Piazza Affari la performance migliore tra i titoli a maggiore capitalizzazione è andata a Unicredit (+8,9% settimanale). Al secondo posto si è piazzato Banco Bpm (8,6%) e al terzo Bper (+6,3%). In quarta posizione si è collocata Tenaris (+5,2%), beneficiando dell’andamento del valore del greggio con il Wti che ormai a raggiunto i massimi dal 2014, guadagnando in cinque sedute il 7,7 per cento. La performance del petrolio non è invece riuscita a salvare dalle vendite Saipem, la peggiore della settimana dopo il profit warning lanciato sui conti del 2021, che saranno peggiori delle indicazioni date solo qualche mese fa, e l’annuncio della necessità di un aumento di capitale. Le quotazioni sono tracollate del 38,3 per cento. Ha perso tono anche Iveco (-6,8%). Leonardo, poi, ha lasciato sul parterre il 4,8 per cento.

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Venerdì seduta di forti vendite in Europa

Giornata di pesanti vendite sulle Borse europee, con gli investitori che stanno facendo i conti con le indicazioni date la vigilia da Christine Lagarde, la numero uno della Bce, che ha aperto a un rialzo dei tassi già nel 2022, a differenza di quanto indicato nei mesi passati. Preoccupa l’impennata dell’inflazione, che a gennaio si è spinta al 5,1% annuo. Milano ha perso l'1,79%, Francoforte ha registrato una perdita dell'1,75%, Madrid dell'1,15 per cento. Hanno comunque arginato i danni Parigi (-0,77%) e Amsterdam (-0,22%). Londra, poi, ha chiuso con un lieve calo dello 0,17 per cento. L'attenzione è puntata sui rendimenti dei bond, che dopo le parole di Lagarde hanno preso il volo e continuano a rimanere su livelli elevati: il tasso del decennale italiano si attesta sopra l'1,75 per cento. Anche l’euro, balzato ieri in avanti sul dollaro, si attesta 1,1448 contro il biglietto verde (da 1,1442 ieri in chiusura). Tra l’altro non ha aiutato l’andamento di Wall Street, con gli indici che hanno più volte cambiato la direzione di marcia. Milano ha terminato le contrattazioni in calo dell'1,79%, con lo spread sopra 153 punti.

A Wall Street occhi su Amazon, dati sul lavoro sopra attese

Le Borse europee hanno tentato il recupero in avvio, confortate dall’andamento positivo dei mercati asiatici e dai conti di Amazon, risultati al di sopra delle attese. Nel quarto trimestre 2021 il colosso Usa delle vendite online ha vantato ricavi netti da record, in rialzo del 9% a 137,4 miliardi di dollari. L'utile netto è aumentato a 14,3 miliardi di dollari, quasi raddoppiando rispetto ai 7,2 miliardi del quarto trimestre del 2020. Amazon ha chiuso la seduta con un maxi-rialzo del 13,5%, pari a un aumento di 190 miliardi della capitalizzazione. di Borsa.

Numeri che in parte hanno fatto dimenticare al mercato quelli deludenti diffusi la vigilia da Meta Platforms, ovvero Facebook. Il gruppo ha registrato nel quarto trimestre 2021 un utile per azione di 3,67 dollari, contro i 3,84 dollari del consensus, su ricavi di 33,67 miliardi, contro i 33,4 miliardi attesi. Wall Street, però, ha registrato un andamento contrastato, con gli indici volatili, anche se il Nasdaq sta tentando il riscatto, a dispetto anche dei timori che la Federal Reserve possa essere più aggressiva del previsto nel rialzo dei tassi di interesse e nel dietrofront sulla politica monetaria, fino a oggi espansiva. In effetti i dati americani sul mercato del lavoro sono risultati migliori del previsto e potrebbero incoraggiare mosse ardite dell'istituto centrale Usa. A gennaio sono infatti stati creati 467.000 nuovi posti di lavoro (escluso il settore agricolo) rispetto al mese precedente, mentre gli analisti attendevano un aumento di 150.000 posti. Inoltre, i dati di dicembre e novembre sono stati rivisti nettamente al rialzo, per un'aggiunta complessiva di 709.000 posti di lavoro. La disoccupazione è salita dal 3,9%, che era il livello più basso dall'inizio della pandemia, al 4%, contro attese per una conferma del 3,9%. Il livello, comunque, rimane contenuto. Intanto sullo sfondo rimangono le preoccupazioni per la delicata situazione in Ucraina e le conseguenti tensioni tra Russia e Stati Uniti.

In chiusura rimbalzo del Nasdaq (+1,58%), mentre il Dow Jones è invariato (-0,06%) e lo S&P500 guadagna lo 0,52 per cento.

In calo Stellantis, bene Eni e Tenaris

In Europa le vendite hanno affossato il settore auto, con il sottoindice sceso di oltre il 3 per cento. A Piazza Affari Stellantis ha accusato un ribasso del 5,25 per cento. Sono invece state poche le blue chips che hanno chiuso in rialzo. Tra queste Eni (+1,44%) e Tenaris (+2%), beneficiando della corsa del petrolio, con il Wti di marzo ai massimi dall’autunno 2014, a 92,63 dollari al barile (+2,6%). I titoli della società del cane a sei zampe sono stati spinti anche dall’annuncio che la controllata Var Energi verrà quotata alla Borsa di Oslo già a febbraio. Del settore oil, Saipem (-3,2%) ha invece più volte cambiato la direzione di marcia, nel giorno in cui il cda della società ha varato una nuova struttura organizzativa per agevolare il processo di ristrutturazione e rilancio. Poste Italiane, infine, è stata la peggiore del Ftse Mib, giù del è scivolata del 6,2%, penalizzata dalle pressioni sui BTp e dalle novità del governo sul tax credit legato ai bonus edilizi.

Occhi puntati su Intesa Sp nel giorno del nuovo piano

A Piazza Affari gli occhi sono rimasti catalizzati su Intesa Sanpaolo (-2,24%), nel giorno della diffusione dei conti del 2021 e dell’annuncio del piano industriale al 2025. In particolare ha sorpreso il programma di buyback per 3,4 miliardi di euro, del tutto inaspettato dagli analisti. «Nel piano è prevista la distribuzione di oltre 21 miliardi di euro (40% della market cap) a fronte dei 20 miliardi di euro attesi, con dividendi cash basati su un payout del 70% in arco piano e un buyback da 3,4 miliardi da effettuarsi nel 2022», ha sottolineato anche Equita Sim. Quanto ai conti del 2021, l’istituto ha archiviato l’anno con un utile netto di 4,185 miliardi, in crescita del 19,4% rispetto al 2020 (escludendo le componenti relative all'acquisizione di Ubi Banca, +27,7% il dato contabile) e a fronte di una guidance che prevedeva un risultato oltre i 4 miliardi. I titoli, però, hanno perso quota, forse anche perché hanno vantato una buona performance da inizio anno (+20% circa) e forse perché hanno risentito della debolezza dell’intero settore delle banche: da Bper (-1%) a Bpm (-1,3%), fino a UniCredit (-0,5%), e Mps (-2,47%) hanno perso valore. La banca senese, poi, rimane nell’occhio del ciclone per la governance.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread Btp/bund in rialzo a 153 p.b., rendimento all'1,76%

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund che si è allargato dopo le parole di ieri della presidente della Bce, Christine Lagarde, che hanno alimentato le attese per un rialzo dei tassi nel 2022 più rapido del previsto. In avvio di seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha toccato 157 punti base per poi ripiegare in chiusura a 153 punti base, comunque sopra di tre punti rispetto ai 150 punti base della vigilia. Forte aumento anche per il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione all'1,72% per chiudere ancora in rialzo all'1,76% rispetto all'1,64% del finale di ieri.

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