ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùinvestimenti

Borse, gli ultimi market mover del 2019

I mercati concludono l’anno con le pubblicazioni delle banche centrali sull’economia e sulla politica monetaria. Tra i dati macro in arrivo la fiducia dei consumatori Usa, i prezzi all’import tedeschi e le indicazioni delle imprese cinesi

di Marzia Redaelli


default onloading pic
(AFP)

4' di lettura

A meno di sorprese, il finale dell’anno dovrebbe essere in discesa sui mercati finanziari.

Anche perché le ultime due settimane hanno già offerto molti spunti, che dispiegheranno gli effetti nei prossimi mesi: un primo accordo sui dazi tra Stati Uniti e Cina, il via libera della Camera inglese al piano concordato da Johnson con l’Unione europea per la Brexit, l’impeachment di Trump e l’impostazione di una velocità di crociera per le politiche monetarie.

Il 2019 è stato un anno ruggente per le attività finanziarie. Le azioni globali sono salite del 24% secondo l’indice Msci World, il rialzo più modesto è stato di Hong Kong (+7,6% l’Hang Seng), zavorrata dalle tensioni politiche con la madrepatria Cina, mentre il più munifico è quello di Mosca (+42% l’Rts in dollari), graziata anche dai titoli minerari ed energetici. In mezzo, ci sono i continui record di Wall Street (+33% il Nasdaq e +28% l’S&P500) e il balzo di Piazza Affari (+29% il Ftse Mib).

LA FOTOGRAFIA DELLE BORSE

Andamento dei principali indici azionari

Ma anche le obbligazioni hanno brindato al ritorno delle banche centrali a politiche monetarie espansive: i titoli di Stato dell’area con un ritorno complessivo (tra cedole e apprezzamento del capitale) dell’8%, quelle americane del 10%. Il BTp, però, sta soffrendo i contrasti nell’esecutivo, e registra una diminuzione dei prezzi, un rialzo dei rendimenti e l’allargamento dello spread.

Ecco le principali statistiche in arrivo sui mercati globali che, insieme alla volatilità dovuta agli scambi ridotti, potrebbero condizionare gli investitori:
Le previsioni economiche della Bce
Venerdì 27 la Banca centrale europea pubblica il Bollettino economico. L’ultima riunione dell’anno, la prima presieduta da Christine Lagarde , ha tenuto dritta la barra impostata da Mario Draghi verso una nuova fase espansiva, che inietta nel sistema venti miliardi di euro al mese, fino a data da destinarsi. Cioè fino a quando il ciclo europeo non sarà fuori dal guado della contrazione tedesca e dall’inflazione anemica (per cui, però, potrà stabilirsi un nuovo obiettivo diverso dal 2% attuale). Con il Bollettino gli investitori cercheranno di ricostruire lo scenario delineato dalla Bce e la sua posizione per il futuro. Anche se il quadro già disponibile con previsioni di Ocse, Unione europea, singoli Governi, istituti indipendenti di ricerca e dati anticipatori dal mondo reale traccia diverse zone grigie, da colorare a seconda dello sviluppo globale e della risoluzione delle tensioni geopolitiche.
Attesa per consumi e prezzi in Germania e per
il Pil spagnolo
Nell’area euro le principali rilevazioni arrivano proprio dalla locomotiva dell’Unione. Lunedì 30 sono diffusi i prezzi all’importazione e le vendite al dettaglio tedesche. Entrambe in ottobre erano negative, rispettivamente a -0,1% e a -1,9%), per via dell’impatto della guerra commerciale e del rallentamento interno che ne è seguito. Thomson Reuters stima un recupero su entrambi i fronti (+0,4% e +1%), che infonderebbe negli operatori più fiducia per un ritorno alla crescita.

Lo stesso giorno ci sono gli ultimi test dell’anno anche per l’economia spagnola, che ha accusato una frenata: la seconda lettura del Pil del terzo trimestre - planato verso il 2% dai picchi oltre il 3% toccati nel 2017 - e l’inflazione, che a novembre era tornata a scendere allo 0,2% (da +1% di ottobre). Venerdì 27, invece, è la volta delle vendite al dettaglio nella penisola iberica, che ancora hanno un buon ritmo (+2,6% a ottobre).
Lente sulla riunione della Fed
Venerdì 27 la banca centrale americana pubblica i verbali della riunione di dicembre. I governatori della Federal Reserve indicano tassi stabili per tutto il 2020, con un rialzo nel 2021 e uno nel 2022. Il mercato, che scontava tre sforbiciate nel giro di dodici mesi, ha rivisto al ribasso le probabilità dei tagli. Ma a interessare il mercato saranno soprattutto le opinioni espresse nel comitato sulla tenuta dell’economia statunitense.
Beni durevoli, fiducia e sussidi Usa

Il ciclo a stelle e strisce è misurato lunedì 23 dagli ordinativi dei beni durevoli, un anticipatore della forza della manifattura. La diminuzione delle scorte e le buone notizie dai sondaggi regionali tra le aziende (con l’eccezione importante del Kansas, nella zona industriale del Midwest) depongono per un buon esito. Più incerta, invece, è la serie dei sussidi di disoccupazione, che ha segnato qualche salto. Il periodo festivo può aver influenzato le richieste; altrimenti, un aumento delle domande di sostegno pubblico potrebbe significare un punto di svolta dell’occupazione, che è ai minimi storici.
Notizie dalle aziende cinesi
San Silvestro porta indicazioni dalle imprese cinesi. L’indice del settore manifatturiero a novembre era arrivato alla soglia di contrazione dei 50 punti, mentre quello dei servizi stazionava ancora oltre i 54. Le previsioni degli analisti di Hsbc sono per una stabilità dei parametri, anche perché non incorporano totalmente la sigla dell’intesa commerciale tra Washington e Pechino, che in dieci giorni ha alzato le azioni di Shanghai del 3%.

VEDI LE AZIONI DI PIAZZA AFFARI

VEDI GLI INDICI EUROPEI

VEDI LO SPREAD

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...