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Borse Usa, 2019 anno record per i titoli Hi-Tech

Semiconduttori, sistemi elettronici di pagamento e social media trascinano il Nasdaq composite e l’S&P tecnologico

di Stefano Elli


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(BlendImages RF / AGF)

2' di lettura

Dieci anni di Borsa e non sentirli. Dal 2009 a oggi gli investitori continuano a favorire titoli di società Hi Tech, siano essi produttori di semiconduttori, sistemi di pagamento elettronico, piattaforme di social media, software avanzati. Anche a dispetto di prezzi che non appaiono affatto a sconto, anche nonostante gli scivoloni di Borsa registrati nell’ultimo trimestre. L’ S&P500 tecnologico ha raggiunto il 41% da inizio anno sopravanzando lo S&P500, cresciuto”solo” del 25%.

Un settore che tira nonostante fattori esogeni che, a rigor di logica, avrebbero potuto ostacolarne la corsa (indagini su veri o presunti data breach sui file degli utenti, posizioni dominanti segnalate dalle Authority antitrust, aumenti delle tariffe legate all’utilizzo dei devices da parte degli utenti). Per molti gestori il rally in corso è un naturale riflesso dell’ottimismo sul fatto che le società del settore siano in grado di mantenere un passo costante nelle vendite e nei ricavi anche in presenza di segnali di rallentamento dell’economia.

Del resto il Nasdaq Composite, dal 2012 a oggi è passato dai 3019 agli 8.549 punti. E la capitalizzazione complessiva di Borsa di Apple, Microsoft, Google, Amazon e Facebook oggi è pari a 4.675 miliardi di dollari.

Nel 2019 i titoli Faang (acronimo che sta per Facebook, Amazon, Apple Netfliz, Google) hanno fatto segnare risultati alternati dopo avere messo a segno una lunga sequenza di rialzi a cominciare dal 2018 ma di queste cinque soltanto Apple (insieme ad Alphabet) hanno ricominciato a risalire. Tra le top performers risultano le società di semiconduttori. Ma anche le società specializzate in sistemi di pagamento elettronici non sono da meno. «Se vent’anni fa qualcuno mi avesse detto che avrei pagato il parchimetro con la carta di credito gli avrei dato dell’imbecille. Oggi è l’unico modo per pagarlo» ironizza un gestore interpellato sul tema dal Wall Street Journal. Visa quest’anno è salita del 36% quest’anno, Mastercard del 49%. Ed entrambe in ottobre hanno fatto segnare profitti ben superiori alle attese.

Non mancano certo i money manager convinti che l’intero comparto abbia corso persino troppo e che anche al suo interno occorra selezionare i titoli con attenzione. Oracle per esempio, salita del 24% da inizio anno, potrebbe pagare il ritardo accumulato nel campo del cloud computing. Per altri versi inizia a manifestarsi un certo rallentamento nelle stime: Amazon, per esempio, ha registrato il primo rallentamento degli utili in più di due anni e la stessa Netflix ha fallito i target commerciali del numero di abbonamenti per il secondo trimestre consecutivo. Nonostante questi segnali l’opinione di molti gestori è che le azioni tecnologiche abbiano ancora spazio di risalita soprattutto perché le aspettative generali di cresciuta degli utili in questa fase sono più basse che in passato.

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    • Stefano Elligiornalista

      Luogo: Milano

      Lingue parlate: Inglese

      Argomenti: patologie finanziarie, criminalità finanziaria, riciclaggio, risparmio tradito, finanza

      Premi: Premio giornalistico Federico Caffè 2017

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