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Europa chiude poco mossa. A Piazza Affari occhi puntati su Mediobanca +2,8%

Gli investitori aspettano novità sul fronte commerciale, mentre continuano i preparativi per l'incontro tra Stati Uniti e Cina fissato per inizio ottobre. I bancari sono apparsi contrastati, con lo spread tra BTp e bund salito in area 145 punti base. Intanto resta alto il prezzo del petrolio.

di Flavia Carletti


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(Photo by INDRANIL MUKHERJEE / AFP)

4' di lettura

Chiusura poco mossa per le Borse europee nell'ultima seduta della settimana. Il FTSE MIB ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,02%, quando il Cac40 a Parigi è riuscito a fare meglio (+0,56%), con il Dax30 a Francoforte (+0,08%) e il Ftse100 a Londra (-0,26%) contrastati. Il mercato aspetta novità sul fronte commerciale, mentre continuano i preparativi per l'incontro tra Stati Uniti e Cina previsto a inizio ottobre. Gli investitori restano attenti ai movimenti del prezzo del petrolio, sotto i riflettori dal bombardamento che ha colpito un importante sito del gruppo saudita Aramco. Intanto, gli echi delle decisioni delle banche centrali, Fed e Bce in primis, si vanno attenuando, con i bancari contrastati e lo spread tra BTp e bund salito in area 145 punti base.

Bilancio settimanale negativo per Piazza Affari
Il bilancio della settimana è negativo per Piazza Affari, con il Ftse Mib che nell'ottava ha lasciato sul terreno lo 0,26%. In rosso anche la settimana del Ftse100 a Londra (-0,31%), mentre è positivo il bilancio per il Cac40 a Parigi (+0,62%) e l'Ibex35 a Madrid (+0,45%). I titoli migliori della settimana del Ftse Mib sono Nexi (+5,21% nell'ottava), Recordati (+4,22%) ed Eni (+3,62%).

Attenzione a Mediobanca, bene Atlantia
A Piazza Affari occhi puntati su Mediobanca (+2,80% a 9,972 euro), che ha chiuso in testa al Ftse Mib, ancora sulla scia della mossa di Leonardo Del Vecchio, diventato, con il 6,9% del capitale, il terzo azionista della banca. Rimbalzano i titoli Prysmian (+1,25% a 20,17 euro), che nelle ultime due sedute erano stati fortemente penalizzati dalle vendite. Le azioni della società attiva nel settore cavi mercoledì hanno perso il 3,8%, dopo il taglio delle stime della concorrente americana Corning, e ieri il 2,97%, dopo che Morgan Stanley ha tagliato l'obiettivo di prezzo a 23,5 euro per azione. Premiati dagli acquisti anche i titoli Atlantia (+2,28% a 22 euro), secondo indiscrezioni stampa avrebbe ricevuto 4 offerte per il 30% di Telepass, Finecobank (+2,42% a 9,918 euro) ed Eni (+0,96% a 14,552 euro), quando il contratto sul petrolio Wti consegna Novembre sale dell'1,08% a 58,82 euro.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Mediaset resta sotto i riflettori dopo l'intesa con Peninsula
Fuori dal segmento principale, in evidenza anche Mediaset (+0,73% a 2,761 euro), dopo l’accordo con Peninsula, che può comprare azioni Mfe fino a 983 milioni di euro nel caso in cui i francesi di Vivendi decidessero di esercitare il recesso e sfilarsi dall'operazione. Nel dettaglio, in virtù di tale accordo, Peninsula si è impegnata ad acquistare, su richiesta di Mediaset, fino ad un massimo complessivo di 355 milioni di azioni Mfe derivanti dal recesso da parte di soci di Mediaset che siano detentori di una partecipazione non inferiore al 5% del capitale e dal recesso da parte di soci Mediaset España fino ad un massimo di 17,8 milioni di azioni Mfe: l'impegno di Peninsula è quindi per complessivi 983 milioni. L’impegno di Peninsula è condizionato, fra l’altro, al perfezionamento della Fusione e a un numero totale di azioni MFE risultanti dal concambio delle azioni Mediaset e Mediaset España oggetto di recesso non superiore a 470 milioni (salvo ripristino del flottante al primo giorno di quotazione di Mfe).

Volatile Juventus aspettando i conti, bene Nexi
Juventus (+0,18% a 1,4005 euro) ha avuto una seduta volatile in attesa della pubblicazione dei conti 2018-2019. Al 30 giugno 2019 - la prima stagione con Cristiano Ronaldo in bianconero - secondo le anticipazioni del Sole 24 Ore dei giorni scorsi, la perdita netta sarebbe di circa 40 milioni di euro. Ha ritracciato lievemente dai massimi di giornata, chiudendo comunque in terreno positivo Nexi (+1,02% a 9,89 euro). Oggi il Sole 24 Ore parla del progetto di legge allo studio del governo Conte per intensificare la tracciabilità dei pagamenti, dagli incentivi destinati agli esercenti fino ai clienti finali. Si tratta, tra le ipotesi, di un credito d’imposta per coprire i costi di installazione e gestione del Pos e anche di rimborsi fiscali su parte dei pagamenti effettuati senza l’uso di contante. Ipotesi che, se confermate, secondo gli analisti di Equita «porterebbero un aumento delle stime sui ricavi di Nexi del 5% al 2023 considerando che il 50% del business di Nexi è legato alle commissioni sulle transazioni mentre il resto alla base installata», cioè carte e terminali Pos. Le misure in grado di accelerare la crescita del mercato italiano dei pagamenti elettronici, secondo un’altra primaria Sim milanese, sono «positive, anche nel caso di una riduzione delle commissioni, perché pensiamo che un aumento delle transazioni sarebbe molto favorevole per Nexi». La società infatti, stima un mercato di riferimento in crescita del 5-7% l’anno.

Infine, sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1001 dollari (1,106 in avvio e 1,1053 in chiusura) e 118,758 yen, con il biglietto verde che vale 107,934 yen.

Spread chiude in rialzo a 145 p.b., rendimento decennale allo 0,93%
Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Al termine della seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco viene indicato a 145 punti base, in aumento di 6 centesimi dai 139 punti del finale di ieri. Risale anche il rendimento del BTp decennale benchmark che in chiusura si attesta allo 0,93%, dallo 0,89% del closing della vigilia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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